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Tempi, aperture, iso...un passo avanti

Approfitto di un recente giro allo zoo per riprendere un discorso fatto più volte, ma che, a mio parere, può offrire uno spunto di riflessione. Come gestire le foto in cui l'elemento principale è il tempo di scatto ed in condizioni di luce variabile? Premetto che ho utilizzato un teleobiettivo 70-300. 
Partiamo dal settaggio della macchina, per cui:
  • modalità di scatto a priorità di tempi
  • lettura della luce medio pesata al centro (siamo pur semrpe allo zoo, per cui le vedute ampie non credo saranno possibili, tanto vale assicurarsi che il centro della nostra foto sia esposto bene visto che probabilmente conterrà l'animale ritratto)
  • iso variabile con limite range in base alla vostra attrezzatura (nel mio caso, la D7000 regge bene da 100 a 3200, oltre non è il caso di andare)
  • tempo di partenza 1/250 sec (per cui, tenendo conto che il teleobiettivo a 300 mm diventa un 450mm per via del fattore di crop, è essenziale che l'ottica incorpori uno stabilizzatore)
  • messa a fuoco continua su un punto a scelta del fotografo (e possibilmente azionata dal pulsante posteriore e non da quello di scatto, nda)
Settata la macchina possiamo iniziare ad andare a caccia (solo fotografica, mi raccomando!!) di immagini che non siano dei meri ritratti. E qui inizia il difficile, ma partiamo sempre dal presupposto che non ci troviamo ad un safari al tramonto per cui non pretendiamo delle immagine degne del National Geographic, cerchiamo di rimanere obiettivi anche con noi stessi. Molto probabilmente la luce sarà quella peggiore visto che gli orari degli zoo non sono particolarmente "photo friendly", per cui mettiamo in conto qualche ombra di troppo. Per quanto riguarda la composizione il consiglio migliore che mi viene è di cercare l'interazione tra gli animali, anche se non è per nulla semplice, soprattutto in cattività. Il ritratto "impagliato" può anche essere carino, ma fatto una volta, il rischio è di ritrovarsi per le mani una serie di foto da catalogo amatoriale, per cui proviamo ad andare oltre. Se l'interazione tra animali non è possibile, pensiamo in piccolo, i particolari anche se qui la fortuna gioca un ruolo fondamentale nel senso che per isolare un particolare, l'animale deve trovarsi abbastanza vicino al vetro/rete per permetterci di riempire il frame. A questo proposito ho alcuni esempi da mostrarvi:
 
Questi scatti mi fanno venire in mente un'altra piccola dritta: se impostiamo un tempo di 1/250 o più veloce, la fotocamera probabilmente imposterà l'apertura massima della vostra ottica e regolerà la iso per non aggiungere troppo rumore. Si sa che purtroppo le ottiche, soprattutto se non professionali, a tutta apertura non rendono proprio al massimo, per cui vi suggerisco di valutare anche l'effettiva lunghezza focale che state usando: se con 1/250 + stabilizzatore, si riesce a scattare a 300mm senza problemi, beh, a questo punto se l'animale si avvicina, la focale diminuisce e non c'è un'azione frenetica da congelare, provate ad abbassare il tempo di scatto, magari riuscirete a guadagnare qualcosa in termini di stop di diaframma o di iso migliorando la qualità generale dello scatto. Ricordatevi che, se vi va bene, state scattando attraverso un vetro appena pulito, ma se siete particolarmente sfortunati, il vetro sarà graffiato o sporto oppure avrete una meravigliosa rete metallica da far sparire a suon di messa a fuoco selettiva. Cerchiamo quindi di mettere nelle migliori condizioni possibili sia la fotocamera che l'ottica per ottenere, almeno tecnicamente, la foto migliore che si può.
Tanto per dirvi come ho ragionato: la prima e la terza foto sono realizzate con focale rispettivamente di 220 e 300mm e visto che la iso non si alzava molto e che lo sfocato lo volevo più evidente possibile, ho accellerato il tempo di scatto fino a 1/400 ottenendo apertura generosa di diaframma e iso da 100 a 140 per cui totalmente priva di rumore. La foto al centro invece è stata un tentativo fortunato in quanto, prima di uscire, ho montato il 90mm macro che notoriamente non è un fulmine a mettere a fuoco, in più mi trovavo a scattare a mano libera con un ginocchio a terra, circondato da bambini schiamazzanti e con il "micione" che si è avvicinato per miracolo al vetro prima di piantare una sbadigliata da cinema. Per non cannare ho puntato il tempo a 1/640 e quindi ho pagato una iso di 1600 che tutto sommato ha retto anche bene alla post produzione. Questa spiegazione serve soprattutto per far capire che ogni situazione va valutata sul posto, a seconda dell'ora in cui scattate, della luce disponibile e dell'attrezzatura di cui disponete. Ovvio che se andate a fotografare con una D4 e un 70-200 f2.8 professionale, non vi farete certo problemi di nitidezza e noise, ma parliamo sempre di "noi umani" !!
Riguardo la composizione vi porto questi esempi:


Queste tre foto sono completamente diverse, ma l'approccio è il medesimo: uno scatto che non sia un mero ritratto. Ammetto che sia i fenicotteri che le giraffe non sono originalissimi, ma nei fenicotteri ho cercato un taglio compositivo diagonale in modo da gestire il casino della composizione molto piena, mentre per le giraffe ho cercato di introdurre un aspetto grafico con le due linee divergenti dei colli e la posizione della testa il più possibile all'intersezione dei terzi. L'ultima foto invece, secondo me, era l'unica che avesse un attimo di originalità rispetto a tutti gli altri scatti che questa simpatica scimmietta si faceva fare. Un altro tentativo con lo stesso soggetto è questo:
La cornice creata dal braccio di un altro fotografo è servita per concentrare l'attenzione sull'animale ed il cigno ha un po' riempito il vuoto alle spalle. Purtroppo la distanza era considerevole per cui riuscire ad avere l'attenzione calamitata sulla scimmia è davvero difficile, se poi ci aggiungiamo anche le persone sullo sfondo insieme alla giraffa, il disturbo è completato, ma ricordiamoci sempre dove stiamo fotografando: non siamo nella savana per cui cerchiamo di non fare troppo gli schizzinosi ed usiamo queste occasioni per allenarci in vista di un futuro viaggio in quei meravigliosi posti dove gli animali vivono liberi....magari dopo aver fatto un bel po' di salvadanaio....
Buona luce!!


Sport per tutti, ma a che costo?

Post mirato alla fotografia sportiva. Quanti di noi hanno un minimo di passione anche per uno sport? Credo parecchi e quindi sicuramente ci siamo interrogati almeno una volta su come immortalare i nostri beniamini con le nostre macchine fotografiche. Nello specifico, non me ne vogliano i calciofili italiani, il sottoscritto è appassionato di volley e questo di sicuro non aiuta la fotografia, non tanto per la difficoltà tecnica degli scatti in se, quanto per il fatto che vanno fatti, nel 99% dei casi, all'interno di un palazzetto e quindi in condizioni di luce molto scarsa. Il titolo del post richiama proprio questo problema: andare a vedere una partita di volley non è di certo costoso rispetto ad altri sport e quindi, per pochi euro, si possono ammirare giocatori e giocatrici di serie A1 anche da distanze molto ravvicinate. Ultimamente ho partecipato al gran galà del volley femminile che si è svolto a Padova lo scorso 06 gennaio. Qualche foto per iniziare? Ecco:



Questo primo gruppo di foto le definisco "emozionali" nel senso che non riprendono il gioco in se, ma tutte le fasi di contorno: la classica foto di gruppo (anche se di taglio e non direttamente frontale), lo scambio di saluti tra le due squadre e poi un paio di fasi del riscaldamento con un ritratto vero e proprio e un momento del riscaldamento pre gara. Queste foto normalmente sono più semplici da fare perchè, almeno in questa manifestazione, puoi muoverti un po' in giro per il palazzetto senza venire braccato dai vari steward. La mia posizione era a livello campo per cui non c'è quell'effetto "schiacciato" tipico dello scatto dagli spalti. Purtroppo una posizione così è difficile da avere durante le normali partite di campionato a meno di essere fotografi accreditati, per cui suggerisco di iniziare con categorie minori dove magari si riesce ad avere il permesso di scattare in giro per il campo senza problemi. In ogni caso dovrete fare i conti con la luce: questi scatti sono stati presi con la mia D7000 + Tamron SP 70-300 f4-5.6, tutti a priorità di tempo con tempo impostato su 1/250 sec (confidando nello stabilizzatore) e iso automatica. Questo ha comportato una sensiblità negli scatti compresa tra 900 e 3200 iso. Prima di arrivare al punto nodale del post, mettiamo anche qualche foto di gioco:

Stesse impostazioni degli altri scatti, ma difficoltà completamente diverse nello scegliere il punto di maf e soprattutto cercare di tenerlo nitido. La prima foto in alto è più facile da fare rispetto alla seconda (ed infatti è riuscita molto meglio a mio giudizio) e vi spiego il perchè: la messa a fuoco della prima foto è fissata sul nastro alto della rete, per cui la macchina non ha difficoltà a tenere agganciato il "soggetto" anche se, di fatto, l'azione si svolge leggermente distante dal punto di maf (e si vede perchè le atlete non sono nitidissime). In questo caso mi è andata anche bene perchè c'è pure una componente emozionale sia nell'espressione della centrale di muro, sia in quella della giocatrice sullo sfondo che attende l'eventuale schiacciata avversaria. La seconda foto invece, oltre ai su citati problemi di esposizione e di scarsa luce, ha anche il problema della messa a fuoco che deve essere centrata sulla giocatrice destinata a ricevere il pallone. Purtroppo, in questo caso, era un po' coperta da una compagna di gioco per cui il pallone non si vede benissimo, ma è la migliore che mi è venuta in quel giorno. Ovviamente ho utilizzato la maf continua ed il punto centrale che normalmente è il più sensibile di tutti i migliaia di punti a vostra disposizione. La mia raffica, in questo caso, è arrivata un attimo prima di quello che volevo io ovvero il momento preciso in cui il pallone si schiacciava sull'avanbraccio della giocatrice. Pazienza. Ultima cosa: la composizione. Non è per niente facile perchè il gioco è molto veloce e quindi non hai tempo di pensare a linee, terzi e boiate varie, per cui cerchi di cogliere i momenti di gioco e poi ti "diverti" in post produzione a ritagliare per creare almeno una composizione che sia il più pulito possibile. Lo sfondo è un'altro dei problemi classici: viene spesso troppo nitido, come in questi casi, per cui ci sono una marea di distrazioni e le uniche soluzioni possibili sono l'elevata sfocatura (che però dipende dall'ottica e dal sensore che abbiamo) e la posizione di scatto che non sempre è ottimale: sarebbe meglio avere il soggetto sempre e solo isolato dallo sfondo del pubblico, ma non sempre è possibile anche perchè alcuni palazzetti non hanno pubblico sul lato corto del campo, per cui non si possono fare miracoli.
E siamo arrivati alla nota dolente: la post produzione. Il noise è il nemico da combattere in questi casi. 3200 iso sulla mia macchina sono veramente il limite per avere una foto che sia utilizzabile, ma personalmente non andrei mai sopra 1600iso. Quasi tutte le foto di questo post sono passate al denoiser (Neat Image per essere precisi..) e, tenuto conto che le ho sgrezzate con Capture NX2, direi che più di questo non potevo spremere dai raw che avevo in mano. Se non ricordo male, solo il ritratto in primo piano non è stato ripulito dal noise in quanto scattato a 900 iso per cui ancora accettabile. E quindi, tirando le somme? Tirando le somme posso dirvi tranquillamente, che, come per le cerimonie, purtroppo l'attrezzatura conta più che in altre situazioni. Come avevo già detto in occasione del post "matrimoniale": quando cala la luce, non c'è Santo che tenga. Devi avere A) ottiche luminose e B) iso alti puliti. In questo caso, pur con tutte le belle caratteristiche che si ritrova, il mio tele non è proprio l'ottica più adatta per questi luoghi. Inoltre, per quanto possa essere buono e ben gestito, il sensore della mia D7000 non è proprio il top quando gli iso vanno oltre 1600 per cui la mia attrezzatura non è proprio quella "da manuale" per il fotografo sportivo indoor. In ogni caso, le foto che si possono tirar fuori sono quelle che vedete qua sopra, per cui un'idea ve la sarete fatta. Ultima cosa: alla manifestazione ho visto una marea di fotografi Canon (come è ovvio che sia viste le raffiche a disposizione...) e un'altrettanto nutrita schiera di tele "bianchi" sempre Canon (si, quelli che praticamente, se non ce l'hai non sei nessuno!! hehehe non arrabbiatevi utenti Canon, sto scherzando...) che immagino fossero, nel peggiore dei casi, un f4 fisso, ma molti sembravano anche dei 2.8, una serie di monopiedi ed alcuni con doppio corpo macchina con 16-40 o similare, ovviamente minimo f4 fisso. Non entro nello specifico di ogni modello di corpo macchina o ottica che ho visto, ma fate voi i conti di quanto può costare un'attrezzatura di questo tipo. Prima di chiudere voglio sottolineare di nuovo che non sono un rappresentante del partito che dice "più spendi in attrezzatura e meglio vengono le foto", ma semplicemente, mi rendo conto che IN DETERMINATE SITUAZIONI non si può prescindere da un certo tipo di attrezzatura, per aver almeno la possibiltà di portare a casa degli scatti validi dal punto di vista della qualità. Che poi le foto siano o meno delle schifezze, quello dipende sempre da chi sta dietro alla macchina da presa e sarà SEMPRE così, qualunque attrezzatura abbiate! Per cui il suggerimento finale è: fate pratica con quello che avete, nei posti dove riuscite a ritagliarvi degli spazi di movimento. Accontentatevi di quello che esce per il momento, perchè se è quella la vostra strada fotografica, potrete almeno iniziare a fare salvadanaio per i futuri investimenti mirati.
Buona luce indoor!


Calcoli e fotografia

Prendo spunto da un dialogo avuto giusto oggi per fare due parole riguardo i tempi di scatto in condizioni di luce particolare (ad esempio di sera, oppure quando usi una piccola torcia per illuminare un soggetto). Alla fine il problema è sempre lo stesso: determinare per quanto tempo, con un certo diaframma, devo tenere aperto l'otturatore per ottenere una corretta esposizione. Lo scopo della nostra foto è quello di ottenere la massima qualità giusto? Quindi, per limitare l'apparire del noise, bisogna mirare a valori iso molto bassi (100, 200). Ma come faccio a sapere che la foto è correttamente esposta? Facciamo un esempio. Supponiamo di voler fotografare un soggetto al buio illuminato da una torcetta elettrica da 1 euro (tipo quella che uso io ogni tanto e che ho sempre con me nello zaino...). Una volta determinato il diaframma (supponiamo f8 perchè voglio il massimo dettaglio dalla mia lente), facciamo un tentativo con un valore iso assurdo (ad esempio 3200). Lavorando a priorità di diaframma e disponendo la mia torcia in modo da illuminare il soggetto come desidero, la macchina calcolerà (ad esempio) 1sec di tempo.Bene, fatto questo devo lasciare la torcia nella stessa posizione e procedere con i calcoli: portando la sensibilità da 3200iso a 100iso sposto il tutto di 5 stop (3200-1600-800-400-200-100) e di conseguenza (a parità di diaframma) dovrò regolare il tempo aumentandolo di 5 stop ovvero 32 secondi (1-2-4-8-16-32sec). In questo modo otterrò la stessa esposizione con molto meno noise. Ovviamente questo vale per le esposizioni dove la luce della torcia viene usata come quella del flash, ma in modo più "morbido". Come ben sapete non amo particolarmente la luce del flash, preferisco rimanere morbido e gestire l'illuminazione "a mano". Per esposizioni più lunghe (ad esempio un notturno) non c'è altro modo che fare alcune prove sul tempo di illuminazione dei soggetti. Se avete un cielo stellato sotto il quale volete far emergere la figura di un albero, dovrete calcolare l'esposizione per il cielo ed illuminare l'albero per un tempo che non bruci completamente i dettagli. Purtroppo sono cose che si acquisiscono con l'esperienza. A titolo di esempio, esponendo per 8-10 minuti un cielo stellato, l'illuminazione di un soggetto in primo piano non dovrebbe superare i 60 secondi. Va quindi "pennellato" il soggetto con movimenti morbidi e che terminano tutti al di fuori del frame inquadrato.
Sarebbe bello vedere qualche prova!
Buona luce!

Isooooooooooooooooooo

Dopo la pausa per il we, si ricomincia e si parla di ISO. Che cos'è la Iso? Una volta, con la vecchia pellicola, veniva definita anche "velocità della pellicola" nel senso che il valore (100, 200, 400...) rappresentava la quantità di luce necessaria per impressionare il fotogramma (e quindi la velocità con cui creava la fotografia). Con l'avvento del digitale le cose non è che siano poi tanto diverse. Il valore Iso rappresenta la quantità di luce necessaria al sensore per ricevere i dati e poter successivamente elaborare l'immagine. Più il valore è alto (1600, 3200 ecc ecc) e meno luce servirà per creare la fotografia. Faccio subito un esempio: vogliamo riprendere un paesaggio ed impostiamo una sensibilità iso = 100, regoliamo il diaframma su f11 e la macchina ci dice che il tempo di scatto corretto è di 1/250sec. Bene, immediatamente dopo impostiamo la sensibilità Iso = 400, regoliamo il diaframma su f11 e la macchina ci dirà che il tempo di scatto corretto sarà di 1/1000sec....come mai? Semplice: avendo quadruplicato la sensibilità iso, al sensore servirà esattamente 1/4 della luce rispetto alla foto precedente e quindi, a parità di diaframma (f11), il tempo di scatto sarà ridotto di quattro volte. Ovviamente i calcoli non sono così immediati, ma l'esempio rende bene il concetto ;-). A questo punto la domanda nasce spontanea: perchè non impostiamo sempre la sensibilità massima in termini di Iso così da assicurarci sempre tempi di scatto veloci ed evitare il mosso o altri problemi simili? Perchè al crescere della Iso, purtroppo, cresce anche il cosiddetto noise. Il noise trae origine dalla grana che caratterizzava le pellicole sensibili, ma, di fatto, non è altro che un disturbo elettronico che si amplifica al crescere della sensibilità dei fotodiodi presenti sul sensore. Questi si disturbano gli uni con gli altri e con un valore Iso molto alto si ottiene una "meravigliosa" composizione a base di noise di luminanza (la sgranatura dei dettagli) e di noise di crominanza (i puntini colorati che si vedono sulle tinte unite)! Il noise si può eliminare per mezzo di appositi filtri, ma ogni elaborazione volta a ridurre il disturbo, porterà un ulteriore degrado della qualità. Quindi a cosa serve l'alta sensibilità Iso? Serve a scattare in condizioni di luce scarsa, quando non si può usare un treppiede o quando non ci sono appoggi per la nostra macchina. Bisogna solo stare attenti ad utilizzare il giusto compromesso tra sensibilità e noise relativo. Normalmente, su macchina abbastanza recenti di fascia "umana", un valore di 1600 Iso produce immagini ancora utilizzabili. Attenzione alle compatte che soffrono molto di più in quanto dotate di sensore più piccolo e quindi di minore distanza tra i fotodiodi!
Buona luce!

Il triangolo noooooo

No, no...niente musica! Si parla sempre di fotografia qui dentro! E stasera accenno qualcosa a proposito del concetto di ESPOSIZIONE. Che cos'è l'esposizione? Per chi proviene dall'analogico come me, esposizione era sinonimo di fotografia, di scatto, di posa ed era letteralmente il "terrore del fotografo". Centrare la corretta esposizione della posa era una sorta di gioco a quiz fino all'arrivo degli strumenti tecnologici che hanno semplificato di molto i calcoli sui parametri da inserire. Tornando al titolo del post, l'esposizione introduce il "mitico" TRIANGOLO DELLA FOTOGRAFIA. Se cercate su google immagini ne trovate 100.000 e quindi non sto qui ad allegare immagini. Il triangolo della fotografia rappresenta, in maniera schematica, il concetto di esposizione. Gli elementi che lo compongono sono, di fatto, i parametri su cui noi agiremo per ottenere la nostra fotografia. Rispettivamente sono "il diaframma", "il tempo di posa" e la "sensibilità iso" (o velocità...per chi ricorda ancora la pellicola...). Al centro del triangolo c'è l'ESPOSIMETRO che è lo strumento che si occupa di coordinare tutti gli elementi e di restituirci l'ardua sentenza sulla correttezza di quanto inserito. Di tutti gli elementi ci occuperemo distintamente in post successivi, per ora vi basti sapere che:
  • Il diaframma è il buco da cui noi facciamo entrare la luce ed è posto sull'obiettivo. I valori sono espressi in unità di "f". Più il valore è basso (es. f1.8) e più il diaframma è APERTO, più il valore è alto (es. f18) e più il diaframma è CHIUSO.
  • Il tempo di esposizione è il tempo in cui l'otturatore (ricordate la definizione?) rimane aperto e permette alla luce di passare attraverso il diaframma e colpire il sensore. I valori sono espressi in secondi o, più spesso, in frazioni di secondo. Un tempo rapidissimo è, ad esempio 1/1250sec. Un tempo relativamente lento è 1/8sec.
  • La sensibilità iso è la quantità di luce che serve al sensore per creare l'immagine. Un valore Iso basso (es. 80, 100) è un valore "poco sensibile" e necessiterà di tempi più lunghi (e/o diaframmi più aperti) o, più semplicemente di più luce di un valore iso più alto (es. 1600, 2000).
Vedremo alcuni esempi pratici esaminando i vari elementi nei post successivi. Per ora ricordate soprattutto cosa si intende per "diaframma aperto" (o chiuso) e "tempo veloce" (o lento) ed imparate a riconoscere quello che la vostra fotocamera vi dice nel momento in cui mettete a fuoco (normalmente nel visore si vedono i dati di scatto).
Buona luce!