E, come di consueto, ecco anche il secondo post sul viaggio in Sudafrica dove si parlerà solamente di argomenti legati alla fotografia.
Faccio una premessa importante: questo viaggio è stato il primo dove ho potuto testare a fondo il mio nuovo kit da viaggio quindi mi dilungherò anche su aspetti specifici della singola attrezzatura dato che finora mi ero limitato all'uso saltuario, solo per capire come funzionava. Il kit è così composto:
Corpo macchina: Fuji X-S20
Lenti: Fujifilm XF 16-50 f 2.8/4.8 + Fujifilm XF 55-200 f 3.5/4.8 Lm Ois
Trattandosi di un viaggio molto vario è stato un ottimo banco di prova per testare sia l'attrezzatura, sia le varie tecniche di ripresa. Avevo con me anche qualche filtro che però non ho avuto il tempo di provare. Posso già dire in queste prime righe che sono pienamente soddisfatto del comportamento di tutto il cucuzzaro, considerata anche la mia scarsa esperienza con questi modelli così recenti, zeppi di cavolate moderne (vedi post precedenti). La premessa si conclude specificando che non ho utilizzato nulla delle predette cavolate ovvero: MESSA A FUOCO continua per gli animali, fissa per il resto, ma sempre basata solo sul singolo punto che spostavo io, manualmente, di volta in volta. Niente automatismi per riconoscere animali o persone e niente multi zona vista la vegetazione presente (gli errori sarebbero stati più dei successi). DR400 neanche presa in considerazione viste le impostazioni utilizzate di cui parlerò nello specifico più avanti. RAFFICA "lenta" e che ricorda molto quella della Nikon D750 che ho sempre usato. Quella veloce, in questi casi, non serve a nulla dato che gli animali erano belli pacifici e tranquilli, niente rincorse o scatti felini da inseguire. Inutile sparare foto come se non ci fosse un domani, si riempie la scheda SD per niente. STABILIZZATORE sempre attivo l'IBIS sul sensore e, con il tele, pure in contemporanea con l'Ois dell'ottica. Ottimi risultati, davvero molto molto utilizzabili (anche per le riprese video di cui parlerò marginalmente alla fine del post). SIMULAZIONI DI PELLICOLA neanche guardate: ho impostato la "standard" e tanti saluti. Aggiungo ulteriori impressioni "ex post" ovvero una volta arrivato a casa: i COLORI di Fuji sono abbastanza famosi, ma, in tutta onestà, la mia esperienza non è così idilliaca (almeno per ora). Ho testato l'auto WB con priorità all'incarnato ed al bianco e li ho confrontati con quanto scattato dalla mia compagna con una Nikon D3300 (per chi non conoscesse il modello, è una entry level aps-c uscita nel 2014) associata ad un teleobiettivo da 140 euro. Dopo qualche scatto, abbiamo entrambi settato il WB su "nuvoloso" per scaldare un po' le scene. Risultato: la Nikon ha beccato perfettamente la neutralità su soggetti come un elefante in controluce, ma con dettagli ben visibili sulle ombre, ed il tramonto alle spalle. Una situazione "difficile", dove macchina ed ottica sono messi a dura prova. Bene, la Fuji, nuova, bella, piena di boiate hi-tech e con un ottica da quasi 1000 euro ha restituito file con l'elefante appena uscito dal villaggio dei puffi. Quasi 15 punti di blu nel canale "b" di Lab. Una cosa assurda. Ovviamente, scattando in raw, è tutto ben gestibile, ma comprenderete come la delusione sia cocente. Dopo le opportune correzioni, i colori sono tornati perfetti, ci mancherebbe altro, ma la differenza è che mi tocca lavorarci sopra, cosa che con i raw della Nikon non devo fare. Stiamo pur sempre parlando di una entry level decisamente datata, eppure con algoritmi e sensore di tutto rispetto. Se penso alla mia "vecchia" D750 con le ottiche pro che avevo, la curiosità su cosa sarebbe uscito da quella macchina sale di parecchio. Può essere che sia io a dover imparare bene come usare questa attrezzatura, ma onestamente, ritengo di aver fatto tutto nella norma, senza stupidaggini. A parità di settaggi quindi, sui colori, vince ancora la nostalgica Nikon, almeno per ora!
Bene, ma veniamo a noi: come detto nell'altro post, il viaggio si divide sostanzialmente in 2 parti. La prima nel parco Kruger con escursione alla zona del Blyde River Canyon e la seconda a Cape Town. La prima parte è decisamente naturalistica e comprende sia avifauna che paesaggi statici. La seconda è più "cittadina", ma con paesaggi costieri, scogliere, qualche montagna e un po' di persone (non molte a dire il vero).
ANIMALI: Per questi soggetti ho testato con successo una nuova tecnica di ripresa. Sono passato dalla priorità di tempi con tempo minimo di 1/800sec e Iso automatica alla modalità manuale dove ho tenuto impostato un tempo di partenza di 1/800sec, un diaframma di f7.1 e lasciando solo la Iso in automatico, limitata a max 6400. In pratica mi sono assicurato che l'ottica non lavorasse mai a tutta apertura (per quanto si difenda decisamente bene rispetto al vecchio Tammy che usavo sulla Nikon), con un tempo di partenza adeguato al movimento ed una lettura esposimetrica medio pesata al centro. Il perchè della lettura medio pesata è presto detto: le situazioni con gli animali sono davvero imprevedibili e quindi è probabile che, da un momento all'altro, bisogna alzare la fotocamera e sparare, senza troppo tempo per pensare a composizione o altro. In questi casi, meglio lavorare tutto al centro del fotogramma così da garantire una possibilità di crop in post produzione. In pratica, nelle situazioni limite, tenete il punto di MAF al centro, la lettura medio pesata al centro, con le impostazioni sopra descritte, scattate quasi senza pensare. Ovvio che se c'è tempo si può rifinire il tutto ed avere una foto già bella che pronta direttamente alla ripresa, questo voglio darlo per scontato. 😁 . Le foto che sono uscite sono più che utilizzabili e devo ammettere che il rumore digitale prodotto da questo sensore è davvero ben contenuto. In altri contesti mi sono già espresso sull'aggressività del denoiser (che, in camera, ho impostato a -3 ovvero il minimo possibile) e sicuramente l'uso di Camera Raw non contribuisce a migliorare la situazione di partenza, ma la lavorabilità dei file raw è davvero buona, anche ad alti Iso. Ecco alcuni esempi:
PAESAGGI: in questa sezione ci entrano diverse zone visitate. Il parco Kruger da solo fornisce materiale anche per gli amanti del paesaggio, ma, dopo qualche scatto, vi rendete conto che è piuttosto monotematico (e vorrei pure vedere 😀). Niente paura, perchè in Sudafrica c'è un po' di tutto: la zona del Blyde River Canyon è semplicemente spettacolare. Lascia a bocca aperta la vastità di questo canyon e la quantità di vegetazione che si è sviluppata sulle sue pareti. Ci sono poche barriere protettive (bene per le foto) e bisogna stare attenti ai selfie (bene per la "selezione naturale"). Ci hanno raccontato che, ogni anno, qualcuno finisce giù dalla scarpata proprio perchè non ci sono limiti alle stupidaggini che un essere umano può fare, pur di avere una foto che impressioni gli amici. Inutile dirvi di pensare a portarvi a casa la foto, ma anche la pelle! Ma non c'è solo montagna: i paesaggi nei pressi di Cape Town sono assolutamente da non perdere. Si passa dalla famosissima Table Mountain con la sua veduta iconica della città dall'alto (nell'album c'è una foto dove ho incluso anche lo stadio: cosa avrà di così speciale non lo so, ma tutti mi chiedono se si vedeva....manco ci avessimo vinto qualcosa!!), al Capo di Buona Speranza con le sue onde minacciose, a Cape Point, l'antico faro posto sopra ad una scogliera assolutamente teatrale, per arrivare alla spiaggia di Boulder abitata dai pinguini sudafricani (spettacolari e simpaticissimi). Avrete il vostro bel da fare a scattare foto, ma non ci sono particolari difficoltà da segnalare a parte quelle ovvie: a Boulder la spiaggia è bianca, i pinguini sono bianchi (e neri) e le foto rischiano la sottoesposizione per i soliti motivi legati al grigio medio 18%. Anche a Cape Point potreste avere lo stesso problema, MA, dipende dalla giornata che trovate. Nel nostro caso, abbiamo assistito ad un fenomeno che, la nostra guida, ci ha descritto come mai visto fino a quel giorno. Per la cronaca, la nostra guida vive lì da 50 anni circa. In pratica abbiamo trovato delle nuvole basse che avvolgevano parzialmente le scogliere e lo spettacolo è stato al limite della fantascienza. Bellissimo e surreale, ma con tanto bianco: quindi occhio all'esposizione. Ma si capisce meglio dalle foto:
ALTRI SCATTI: non mancano ovviamente le persone o le situazioni un po' diverse dalle precedenti, anche se, come detto nel post amministrativo, il Sudafrica non è un Paese che si presta a quelle immagini di villaggi africani che il nostro immaginario ci suggerisce ogni volta che pensiamo a questo continente. Potete fotografare le casette colorate a Bo-Kaap (sempre se riuscite a trovare un cm di muro libero dai fanatici dei selfie), oppure le vedute del porto direttamente dal Waterfront (niente di imperdibile onestamente, ma già che siete lì...). Si possono anche tentare delle serali al parco Kruger, ma dal balcone della tenda non riesce a fare molto e pascolare in mezzo a tutto quello che si muove di notte da quelle parti, non è consigliato. Si tratta un po' di inventarsi scatti diversi, ma, con il poco tempo a disposizione nei posti giusti, dovrete dar fondo a tutta la vostra creatività.
L'album completo lo trovate QUI come al solito. Cosa dire dal punto di vista fotografico: si potrebbe fare meglio con un'organizzazione del viaggio differente. Ho già detto quello che penso nel post amministrativo e non voglio ripetermi, ma dalle foto si percepisce tantissimo l'ansia da prestazione che a volte ha accompagnato questo soggiorno. L'unico vero consiglio che posso darvi e di prendere tutto in maniera sportiva, sia che abbiate fortuna con animali e meteo, sia che vi vada più o meno come a noi. Fotograficamente parlando è di certo un Paese che merita un viaggio.
RIPRESE VIDEO: questo capitolo a parte lo inserisco perchè, per la prima volta, ho utilizzato la macchina anche per le riprese video. La prima cosa che balza all'occhio è la stabilità e la qualità della ripresa, rispetto ad un telefonino o ad una action cam economica. Non c'è storia (e grazie a caXXo, aggiungo io), ma non è sempre così scontato. Ovviamente non ho fatto riprese degne degli Avengers, nè tanto meno ho usato profili colore flat o tutte quelle cose super professionali che si vedono nei video Youtube. Semplicemente ho impostato il profilo colore come "Eterna" (ovvero il più neutro possibile), il codec come H264, la qualità in 4K a 60fps, i kbps normali (niente strafigate super qualitative), l'AF automatico sulla zona che spostavo io alla bisogna ed il tempo di otturatore di 1/120sec (ovvero il doppio del fps, come suggerito da tutti). Nelle situazioni più soleggiate ho dovuto accelerare il tempo di otturatore altrimenti venivano sovraesposte, ma per il resto non ho fatto altro che puntare e riprendere. E' chiaro che questo utilizzo è da medio-cialtrone, ma le riprese a me servono solo da collegamento tra un gruppo di foto ed un altro, nella mia clip di ricordo di viaggio. Non ho necessità di vendere documentari o cose del genere. Se penso che fino all'ultimo viaggio in Thailandia, usavo il telefonino per fare queste cose, il salto è semplicemente epocale. L'unico appunto che posso fare è che, avendo un solo slot per la scheda SD, lo spazio si esaurisce in fretta se si sommano le foto ed i video. Per questo viaggio ho occupato ben 52 del 64 GB a disposizione: i raw pesano molto di più di quelli della Nikon (circa il doppio!!) ed i video non ne parliamo. Il consiglio? Portatevi più schede SD (e ri-grazie al.... 😆).
Bene, direi che anche per questo giro è tutto e per ora...buona luce in 4K
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