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HDR - A metà tra finzione e realtà - Puntata 3 di 6

Terza puntata sullo speciale HDR: dopo aver preparato i file per la fusione riducendo l'aberrazione cromatica e dopo averli uniti con Hdr Pro di Photoshop ottenendo la foto più piatta del cosmo, possiamo iniziare a post produrre il nostro file. Faccio una premessa collegata a quanto detto alla fine della seconda puntata: verranno utilizzati dei comandi di Photoshop per i quali do per scontato tutta la presentazione che ci sta dietro. Magari in futuro mi verrà in mente di approfondire ogni singolo comando, ma per ora lo diamo per acquisito. Utilizzerò il metodo colore RGB e quello Lab per cui se non sapete di cosa si tratta, cercate qualcosa all'interno del blog (o in altri blog molto più tecnici di questo), per farvi un'idea. Si utilizzeranno i metodi di fusione dei livelli e due strumenti assolutamente sottovalutati dal mondo: il pannello info ed il contagocce! Dove sono? Qui:
Brevemente, a cosa servono? Il contagocce serve per campionare dei punti all'interno della foto, mentre il pannello info restituisce le informazioni dei punti campionati. Ci serviranno per le nostre verifiche sulla fotografia.
Iniziamo quindi con punto numero 1 dell'elenco ovvero: CONTRASTO GENERALE e LUMINOSITA'.
Innanzitutto individuiamo due punti all'interno della foto: uno di luce ed uno di ombra. Usiamo il contagocce e, tramite la combinazione SHIFT + CLICK sul punto scelto, campioniamolo. Il pannello di info ci darà le informazioni sui punti scelti:
Come potete notare, il punto di luce è piuttosto buio dato che il canale più chiaro è il verde con un valore di 188. Come sappiamo, RGB arriva a 255 per ogni canale, per cui la foto è abbastanza scura (e si vedeva anche senza campionare nulla...). Il punto di ombra invece si difende piuttosto bene con 11/12 punti per canale. I valori di RIFERIMENTO per le luci e le ombre sono, come al solito, 245 per le alte luci e 10 per le ombre. Diciamo che c'è da schiarire in questo caso.
Per regolare luci ed ombre affidiamoci a questo sistema:
  • Duplichiamo il livello di sfondo
  • Utilizziamo il comando IMMAGINE / APPLICA IMMAGINE in questo modo:


  • Ci ritroveremo con una immagine in bianco e nero. Creiamo un livello di regolazione CURVE e schiariamo l'immagine spostando i cursori delle luci e delle ombre (vi ho inquadrato anche il pannello di info per farvi vedere lo scopo di questa regolazione, ovvero portare le luci verso un valore RGB più chiaro ed avvicinarlo a quello di target sopra descritto):
  • Regolate le curve, colleghiamo questo livello al nostro livello duplicato facendo click con il tasto destro sopra al livello di curve e selezionando "CREA MASCHERA DI RITAGLIO". Il risultato è questo:

  • A questo punto selezioniamo il livello in bianco e nero (nell'esempio l'ho rinominato in "Canale R") e cambiamo il metodo di fusione in " LUMINOSITA' ". Automaticamente anche il livello di curve che avete collegato al punto precedente erediterà questo metodo di fusione facendo tornare la vostra foto a colori, ma con una luminosità modificata e migliorata dal vostro intervento. Se non siete soddisfatti, potete ancora lavorare sul livello di curve per rifinire l'operazione. Tenete conto che si potrà agire sul contrasto ecc anche in fasi successive, non temete
  • Nel nostro caso stiamo parlando di un paesaggio per cui ci sarà di certo una parte di cielo che va enfatizzata. Creiamo una copia di tutti i livelli uniti selezionandoli tutti assieme ed utilizzando la combinazione di tasti CTRL + ALT + SHIFT + E. In pratica un accordo di dodicesima sul pianoforte, ma vale la pena. Il sistema creerà un nuovo livello con la fusione di tutti i livelli sottostanti, mantenendo anche questi (li potrete cancellare dopo, non c'è fretta)
  • A questo livello (che chiameremo "Enfasi cielo") applichiamo nuovamente il canale del rosso tramite IMMAGINE / APPLICA IMMAGINE, ma questa volta cambiamo il metodo di fusione all'interno del comando, impostando SCURISCI:
  • Mettete il livello in fusione LUMINOSITA' (come fatto in precedenza) per evitare shift cromatici. L'immagine tornerà a scurirsi leggermente, ma non preoccupatevi. Voi guardate solo il cielo, vi piace di più? Se la risposta è un SI convinto (ma anche un SI appena appena sufficiente), vuol dire che ci siamo e quindi è il momento di mascherare l'effetto per far si che interessi solamente il cielo. Come si fa? Creiamo una maschera di livello su "Enfasi cielo" e selezioniamola con un click.
  • Utilizziamo nuovamente il comando APPLICA IMMAGINE (che però sarà limitato alla maschera di livello che abbiamo selezionato al punto precedente) e cerchiamo, tra i canali della foto, quello che potrebbe isolare il cielo in maniera più precisa. In questo caso il canale migliore è il blu: ricordate che stiamo creando una maschera di livello, ovvero una sorta di filtro dove le parti bianche mostrano il contenuto e quelle nere lo nascondono. Utilizziamo quindi il canale blu in questo modo:
  • Ora avete creato la vostra maschera di livello. Attivatela tramite ATL + CLICK sopra la maschera ed utilizzate la funzione IMMAGINE / TONO AUTOMATICO per aumentare i bianchi ed i neri della maschera. Il risultato è questo qui:
  • A questo punto cliccate ovunque sul livello per tornare a visualizzare l'immagine e valutate, sulla base dei valori riportati dal pannello di info, relativi ai due punti campionati all'inizio, se è il caso di aggiungere un altro livello di curve per rifinire il tutto. Nel caso specifico ho fatto un altro livello di curve per illuminare ancora un po' la fotografia (da fondere sempre in modalità LUMINOSITA'):
Bene, siamo arrivati alla fine del primo punto relativo allo sviluppo del nostro file HDR. Si inizia ad intravedere una differenza tra la foto iniziale e quella finale. Se pensate che questi passaggi siano complicati, vi suggerisco di provarli un paio di volte, soprattutto il concetto di "applica immagine" associato alla foto o ad una maschera di livello. Sono molto semplici, una volta capito il procedimento ed il concetto che ci sta dietro. Infine, ricordate che applicare, ad una foto di paesaggio, il canale del rosso in modalità luminosità è una classica manovra per migliorare i dettagli e preparare la foto per il contrasto locale. Non ho quindi scoperto nulla di nuovo e la cosa potrebbe essere utile anche durante la normale post produzione di una foto non HDR.

Per ora è tutto. Buona luce con contrasto globale!

Bianco e nero - Desenzano sul Garda

Finalmente è tornata! La mia adorata Nikon D750 è di nuovo a casa, con il sensore nuovo di pacca! A parte essermi svenato per bene, sono FELICISSIMO di riavere questo peso massimo tra le mani!! E qual'è il modo migliore per festeggiare il ritorno? Un bel giro a scattare con profilo bianco e nero! La location questa volta è Desenzano sul Garda e, a dire il vero, non avevamo ben chiaro quale fosse lo stile di giornata. Una volta arrivati ho visto che c'era un raduno di auto d'epoca, con annessa piccola garetta di regolarità e lì è scattato l'automatismo del profilo bianco e nero! Non ho fatto questa piccola parentesi per raccontarvi i cacchi miei, ma semplicemente per far capire che non si può sapere che cosa si trova in giro, soprattutto se si parte senza informarsi, tanto per fare un giretto. Mente aperta e sempre pronti a tutto quindi! Bando alle ciance e passiamo subito alle foto prodotte:







Sulla realizzazione delle foto non c'è molto da dire nel senso che mi sono dotato del mio fedele 50mm e ci ho dato dentro di varie aperture (i metadati sono presenti nelle foto se vi interessano i dati di scatto). La composizione è mirata ad isolare più particolari possibili, ma correlati tra loro, senza buttare a caso mucchi di interruttori o altro. Con un po' di pratica e l'uso dell'ottica giusta che vi costringe a muovere le gambe, vedrete che sarà facile comporre le foto. Unico problema che ho trovato è stata la massiccia presenza di persone che, con un'ottica fissa, non è mai la cosa migliore. O li ammazzate tutti o diventate rapidi nello scegliere il particolare da riprendere. Fosse stato per me sarei rimasto a fotografare per ore ogni singola auto, ma non essendo un'uscita in solitario ho preferito evitare di farmi impalare dagli altri. Per quanto riguarda l'elaborazione del bianco e nero, sono partito dal profilo macchina che simula la pellicola Kodak T-Max 400: purtroppo non posso allegarlo in quanto non mi fa caricare file diversi da immagini, ma uno dei tanti link da cui si possono scaricare i picture control è QUESTO. Fate qualche ricerca e vedrete che ce ne sono a centinaia. Si possono usare con i software Nikon come Capture Nx-D ed applicarli alle foto o addirittura, se la macchina lo consente, di caricarli direttamente in memoria per usarli anche in fase di scatto. Ricordo ancora una volta che se scattate in formato RAW, il picture control che utilizzate è totalmente indifferente, in quanto verrà solo utilizzato per mostrarvi il file sul monitor della macchina e, successivamente, letto ed applicato direttamente dal software Nikon. Se sviluppate con Photoshop, non avrete alcun picture control applicato al vostro negativo digitale. Se invece scattate in Jpg occhio perchè la foto che vedete verrà salvata già con il picture style scelto, per cui se usate un profilo bianco e nero, la foto sarà salvata in monocromia ed addio ai colori. Tutto chiaro? Ottimo!
In fase di sviluppo raw non ho fatto altro che regolare il contrasto utilizzando l'editor LST presente su Capture Nx-D: questo strumento, per certi aspetti, somiglia un po' alla gestione della luminosità e dei colori del metodo Lab di Photoshop (molto alla larga eh, sia chiaro...), ma se dovete solo aggiustare il contrasto direi che è più che sufficiente. Ho selezionato un punto luminoso più o meno al centro della curva e creato la consueta "S" per scurire leggermente i neri più chiusi e schiarire leggermente i bianchi più aperti, stando attento che i punti più chiari e scuri non finissero ai valori estremi dei canali RGB. Sostanzialmente dovete fare in modo che le ombre non siano mai più scure di 10 punti per ogni canale RGB e le alte luci non devono mai superare i 245-250 punti per ogni canale RGB. Come si fa a vederlo? Con Capture, basta passare il mouse sopra un punto qualsiasi dell'immagine e nella barra in basso, il programma restituirà i 3 valori RGB corrispondenti al punto dove si trova il vostro mouse. Non è comodo perchè non si può campionare quel punto per averlo sempre a disposizione, ma è meglio di niente. Il risultato lo vedete qua sopra: 5 minuti al massimo di post produzione per ogni raw, una libidine!
Ovviamente non ci sono state solo vetture, ma anche qualche occasione differente:



Al si là dell'insegna ironica, le altre foto sono piuttosto "classiche". Ho sfruttato dei momenti di luce discreta per creare contrasto anche dove il contrasto non c'era. La giornata non era limpidissima per cui si tende un po' ad impastare nelle foto più paesaggistiche, ma comunque erano tentativi che andavano fatti. Il cane invece è stato un colpo di fortuna spettacolare: troppo simpatico! Non c'era verso di levargli dalla bocca quel palloncino, per cui la proprietaria si è rassegnata a farsi fotografare da tutti! Se ci penso mi viene ancora da ridere. Nella composizione ho incluso anche un pezzo di gamba della proprietaria perchè altrimenti avrei dovuto cancellare il guinzaglio che sarebbe sembrato sospeso nel nulla: al momento dello scatto ho pensato di fare così piuttosto che condannarmi a una post produzione più invasiva e lunga. Scelta sicuramente discutibile (siamo qui per questo...), ma che a me è sembrata la migliore, almeno in quel momento. Fa sempre tutto parte della mia filosofia per la quale è importantissimo conoscere bene gli strumenti di post produzione ecc, ma è altrettanto importante cercare di usarli il meno possibile o comunque solo per valorizzare degli scatti e non per sistemarli da zero.
So che spesso parlo di post produzione, ma metto poche immagini o step by step di sviluppo. Prima o poi inizierò anche io a farlo, promesso, ma ho proprio il rifiuto per gli screenshot dei lavori di post. Ce la metterò tutta, prometto!
Per ora, buona luce in Bianco e Nero.

Bianco e Nero: approccio, pensiero e sviluppo digitale

Torno su questo argomento perchè, oltre ad essere una cosa che mi piace particolarmente, spesso vengo interpellato per questo o quel problema legato a questo genere di fotografia. Facciamo una premessa: il bianco è nero NON è un modo per recuperare una foto che a colori fa cagare, questo ficcatevelo in testa! Per cui se la foto non è degna, BUTTATELA e non iniziate a smanettare come matti per recuperarla a tutti i costi. Il bianco è nero va PENSATO prima di scattarlo. Che cosa vuol dire? Bisogna cercare quelle situazioni che in bianco e nero vengono valorizzate, sia dal punto di vista della luce che da quello della composizione vera e propria. Personalmente, quando ho la "giornata bianco e nero", mi metto ad osservare per trovare:
  • Luce adatta con contrasti marcati o con punti di luce definiti e zone di ombra precise
  • Cieli interessanti con il sole sia visibile che nascosto dalle nuvole (il bianco e nero tira fuori i raggi del sole in maniera eccellente)
  • Linee e grafica in qualsiasi soggetto perchè con il giusto contrasto si può ottenere un'immagine che diventa quasi astratta
  • Soggetti che richiamano i "tempi andati" così da generare una sensazione di ricordo in chi guarda l'immagine in monocromia
  • Contrasto di luce che può essere alto (come per i raggi del sole dei punti precedenti) oppure PIATTISSIMO perchè l'atmosfera si crea anche con poco contrasto
Ovviamente questi sono solo degli spunti, i primi che mi sono venuti in mente guardando l'ultimo giro di foto monocromatiche che ho scattato. Ne posto alcune così posso raccontare come sono nate.
 
COMPOSIZIONE GRAFICA:

Nella prima foto ad una generale "monotonia" dei soggetti, ho aggiunto un pizzico di colore ROSSO che, da sempre, attira l'occhio umano. In fase di ripresa, oltre ad aver notato le linee per terra (era difficile non vederle...), ho visto le persone con la giacca rossa nell'angolo è mi è venuto in mente questo tipo di risultato. Avrei voluto aspettare ancora un po' per far arrivare la nave a metà frame, ma rischiavo che qualcuno si alzasse ed in più, non essendo da solo, sono stato, diciamo, sollecitato a darmi una mossa per proseguire nella passeggiata. Nella seconda foto invece ho puntato tutto sull'aspetto grafico per generare la sensazione di "silenzio" che volevo trasmettere (o meglio, che spero di aver trasmesso...). In post produzione sono letteralmente impazzito per togliere la distorsione sul lampione, per cui attenti a cosa fotografate e con che cosa lo fate, soprattutto se cercate composizioni grafiche: se c'è qualcosa di dritto, DEVE restare dritto!

LUCE ed OMBRA:

Nella prima foto ho visto la bicicletta appoggiata al muro e mi è venuta in mente subito la composizione che vedete: un grande classico. Ho cercato di minimizzare la presenza moderna e di persone che si aggiravano con il gelato o con il cellulare in mano, proprio per riportare indietro nel tempo lo scatto. Nello sviluppo in post produzione ho previsto un aumento delle luci sulla bicicletta e sull'angolo in alto a destra del porticato ed un parziale chiusura delle ombre a destra in corrispondenza della bicicletta e sul soffitto del porticato. Anche qui lo stile "ruvido" è voluto per retrodatare la fotografia. La seconda foto invece è nata semplicemente entrando in ristorante: si deve pur mangiare e questo locale aveva queste gabbie appese che mi hanno suggerito questa composizione a metà strada tra il grafico e l'astratto. La luce che veniva dalle mie spalle illuminava parzialmente le gabbie, aiutata anche dalle (poche) lampadine presenti. Il contrasto creato mi ha aiutato anche a gestire la post produzione con schiarimento luci e chiusura ombre per aumentare lo stacco. Ho tenuto nella composizione anche un po' dell'esterno per non disorientare troppo l'osservatore e far passare lo sguardo da dentro a fuori di continuo.

ATMOSFERA:
Il contrasto non è il pezzo forte di questa fotografia, ma visto che c'era della nebbietta interessante, perchè non ambientare il tutto in un film dell'orrore? Mentre scattavo questa foto, i miei compagni di passeggiata si chiedevano che cavolo ci vedevo di interessante in due alberi ed un po' di erba che spuntano dall'acqua. Una volta visto il risultato della conversione in monocromia, hanno capito le mie intenzioni. Non fatevi influenzare dagli altri: se vedete qualcosa che per voi è interessante, scattate la foto, convertitela, lavoratela e poi giudicate VOI quello che avete prodotto. Può essere che la buttiate lo stesso, ma sarà comunque servito a voi per imparare a capire le vostre sensazioni durante una sessione di scatti. La post produzione in questo caso ha visto l'uso di un filtro ROSSO per schiarire leggermente i fusti degli alberi e l'applicazione di una discreta vignettatura per rendere al massimo l'atmosfera cupa.

RAGGI DEL SOLE:
Questo scatto è nato un po' di culo, lo ammetto. Inizialmente avevo visto questa barca in mezzo al nulla, circondata dalla vegetazione ed illuminata dal riflesso dell'acqua. L'idea mi pareva interessante per cui ho atteso che le 20.000 persone che si aggiravano andassero via e mi sono messo a fare qualche scatto. Per questa sessione avevo impostato un profilo BN sulla mia D750 che mi permettesse di vedere, più o meno, quale sarebbe stato il risultato in bianco e nero, direttamente allo scatto (pur scattando in RAW e quindi mantenendo tutti i dati sui colori). Appena scattata ho dato un'occhiata al cielo che mi sembrava interessante ed ho notato che si vedevano alcuni raggi, appena accennati. Non mi sono fatto pregare due volte ed ho scattato altre foto per vedere quale inquadratura fosse la migliore. In post produzione ho contrastato di più il cielo ed inserito un filtro ROSSO, per tirar fuori i raggi in maniera decisa e lavorato un po' sulle ombre per valorizzare la parte illuminata della barca.

Un suggerimento che posso darvi, quando scattate in bianco e nero, è quello di utilizzare il formato RAW associato ad un profilo monocromatico. Difficilmente il preset della vostra macchina sarà soddisfacente, ma almeno avrete una preview della foto senza colori. E' indubbio che il bianco e nero sia più comunicativo, perchè elimina tutti gli eventuali disturbi dati da colori fuori posto, ma è anche vero che concentra l'osservatore sui particolari dello scatto, quelli che decidete voi ovviamente. E' un'arma a doppio taglio: di solito dico sempre che una foto in bianco e nero o piace tanto o non piace per niente, proprio perchè non ci sono appelli quando si toglie il colore. Ricordate infine, in fase di post produzione, di non pensare che il bianco e nero sia solamente saturazione a zero perchè non è così: bisogna valorizzare i contrasti, i dettagli illuminati e quelli in ombra, mantenere un discreto spettro di grigi per poter avere più possibilità di piccoli interventi: spesso non serve stravolgere nulla, basta solo valorizzare le cose che ci hanno colpito quando abbiamo scattato la foto. Non preoccupatevi se le prime volte vi sembrerà difficile scattare in questo modo, ci siamo passati tutti, per cui avanti con entusiasmo e fidatevi delle vostre sensazioni: quando la giornata vi ispira il bianco e nero nella testa, caricate il vostro profilo macchina, settate lo scatto RAW e buttatevi a capofitto in questo genere che può regalare davvero ottimi scatti da stampare ed appendere in casa.

Buona luce...monocromatica!

Papaveri, passone abitudinaria

Ebbene si, il momento è arrivato: i campi si riempiono di puntini rossi e capiamo che è ora di sfoderare l'artiglieria pesante per il classico dei classici: i papaveri! Questi fiori ultra fotografati, solitamente si associano ai campi verdi di grano per cui offrono anche un accostamento cromatico pressochè perfetto, ma io, come al solito, voglio qualcosa di diverso. Complice la fortuna, mi sono accorto che, nel percorso casa-lavoro, passo sempre davanti ad un campo che si è riempito sia di papaveri selvatici, che di altri fiori gialli ugualmente non coltivati. Come potete ben immaginare, non potevo perdere l'opportunità di fotografare con questi accostamenti cromatici "alternativi", ed ecco il risultato:



La seconda foto caricata è quella che mi piace meno. L'ho tenuta solo per l'effetto strano del fiore giallo sfocato a ridosso del papavero. Come sono state fatte queste foto? Semplicemente dando fondo a tutta la qualità che può offrire il mio 90 mm macro. Le aperture di diaframma a f2.8 e f4, insieme al sensore FF, hanno fatto il resto. Soprattutto nella prima foto si nota la linea di messa a fuoco e quanto il fiore "esca fuori" dalla foto. Ovviamente questo è solo merito dell'attrezzatura, io c'entro pochissimo, ho dovuto solo inquadrare e sapere come fare per sfocare, ma non ci vuole un genio. La terza foto e la quarta invece sono lo stesso fiore, ma ripreso in modo differente. Terza foto è un tentativo di stagliarlo contro il cielo azzurro per farlo risaltare ancora di più, mentre l'ultima foto è nata dall'osservare la precedente: mi sono accorto che c'erano quei filamenti di altri papaveri che si piegavano verso il basso e che potevano rendere interessante lo scatto, per cui ho mosso il mio regale sedere ed ho reinquadrato includendo più filamenti alternativi. Di questa foto ne esiste anche una versione ripulita e ritagliata:
Sicuramente risulta meno caotica e più pulita, ma somiglia molto alla terza foto, con un po' meno cielo...Onestamente non so quale mi convinca di più, lascio a voi il giudizio a riguardo.
Chiudo con due altre foto che però hanno subito una sviluppo software differente:

Noterete subito la differenza di impatto degli scatti. Questi due ultimi sono stati sviluppati sfruttando un profilo macchina costruito per imitare l'effetto della pellicola Kodak Ektachrome P. I nostalgici dell'analogico capiranno al volo cosa voglio dire. Per quelli che non conoscono questa pellicola, basta guardare la cromia del rosso per capire al volo le caratteristiche: meno saturazione, ma più contrasto di mezzi toni (o più "struttura" per usare un termine moderno e familiare ai foto ritoccatori). In questo modo i dettagli escono al massimo, senza venire assorbiti dalla potenza della saturazione, per cui l'immagine assume un aspetto vintage, pur mantenendo un discreto impatto. Notate come, con la presenza dei gialli, l'effetto finale sia notevolmente migliore rispetto al solo rosso/verde dell'ultima fotografia. La luce era la medesima perchè i soggetti erano a 20 cm di distanza. Cari vecchi tempi dove bisognava ragionare su quello che si vedeva, prima di scegliere la pellicola adatta allo scatto, ora basta solo impostare un preset, anche in post produzione...una bella comodità, non c'è che dire!
Bene, mi rendo conto di non aver aggiunto nulla di nuovo al panorama relativo alle foto dei papaveri in circolazione, ma almeno l'approccio allo scatto spero di averlo trasmesso. Ogni foto può essere ottima oppure no, l'importante è tenere sempre gli occhi aperti ed avere fiducia nella propria capacità di valutare anche l'eventuale post produzione da applicare.
Buona luce in mezzo ai papaveri.

Bianco e nero forever

Come resistere allo stile retrò ed emozionale del bianco e nero? Difficile. Tutti gli appassionati di fotografia prima o poi vengono presi da questo demone. Non dico che torniamo a scattare come 50 anni fa, ma sicuramente il fatto di poter provare un viraggio in monocromia con un semplice click del mouse può contribuire a sviluppare il desiderio di portare a casa scatti del genere.
Facile? Difficile? Dipende, come in tutte le cose, ma il bianco e nero, come dico spesso a quelli che me lo chiedono, è una cosa che deve nascere da dentro: bisogna riuscire a "vedere" in bianco e nero, solo così si riuscirà a scattare delle fotografie ragionate per la monocromia, pensando ai contrasti, ai filtri colorati digitali, al risultato finale ancor prima di puntare la fotocamera.
Ammetto che non sia immediato, soprattutto per uno come me che non fa dei ritratti il suo genere preferito (genere dove il bn è molto diffuso): adattare il bianco e nero a foto di ogni tipo, non è mai troppo semplice, ma l'importante è provarci! Iniziamo con un po' di paesaggi: giusto qualche tempo fa ho avuto la fortuna di fare un giro dalle parti di Tarvisio (UD) ed ho avuto la doppia fortuna di fare una passeggiata presso i laghi di Fusine, un posto meraviglioso!!! Senza saperlo, ho beccato l'unico momento in tutta la giornata dove c'era questa luce:
 
Dopo aver scattato qualche foto cercando di sfruttare sia il riflesso in acqua che questo meraviglioso raggio luminoso, ho cercato di andare oltre ed ho visto, con la coda dell'occhio. una coppia che  si faceva selfie. Ad un certo punto lei si allontana, facendo esattamente il mio gioco e regalandomi la possibilità di sfruttare il fidanzato:
Il bianco e nero ha fatto il resto. Vi assicuro che a colori la foto non rende allo stesso modo: la monocromia è evocativa, da sensazioni di riflessione, silenzio, pace. Per entrambe queste foto ho utilizzato la plugin Silver Efex Pro 2 di Nik Software che, a mio giudizio, è quasi imbattibile per i viraggi. Come tipo di sviluppo ho aumentato la dinamica del file agendo sui mezzitoni e sulle ombre aumentando il contrasto ed il microcontrasto solo dopo aver tirato fuori i dettagli che volevo. Ultimo tocco, il filtro rosso digitale per il quale spendo due parole: con la pellicola si montava il filtro direttamente davanti all'ottica e si scattava una foto vedendo nel mirino un mondo colorato del colore del filtro scelto, per cui non era facile immaginare il risultato finale. L'effetto del filtro è molto semplice: schiarisce il colore scelto e scurisce il suo complementare. Nel caso in questione, il filtro ha schiarito le tonalità rosse dello scatto (molti mezzitoni dell'erba e della pelle umana hanno parti di rosso che vengono quindi esaltate) e scurisce le tonalità sul blu per cui si ottengono cieli praticamente neri e nuvole ancora più minacciose e drammatiche, con un contrasto molto spinto. Ovviamente con il digitale è molto semplice: un click, vedi il risultato e se non ti piace non fai altro che rimuoverlo, a pellicola ti attaccavi al tram. Ci torneremo su questo argomento perchè mi piacerebbe illustrarvi passo-passo uno di questi sviluppi così da dare un calcio d'inizio a chi magari non ha il coraggio di cimentarsi con la post produzione mirata al bianco e nero. A voi dico: provate lo stesso! Smanettate 5 minuti al giorno su una foto che, per voi, rende bene in BN e se volete, scrivete nei commenti o inserite link per vedere il risultato, se posso dare qualche dritta, sono sempre disponibile!
Ultima foto, tanto per terminare un po' il discorso paesaggio monocromatico:
Questa invece viene direttamente da dietro casa mia ed anche se è molto aiutata dai "soliti" raggi del sole, perde parecchio dell'impatto per via della mancanza di un punto di interesse forte. Il primo piano era assolutamente inguardabile per cui ho deciso di relegarlo oltre il limite della regola dei terzi, per dare tutto lo spazio al cielo. Questa scelta paga se ovviamente il cielo è iper interessante, ma in questo caso nuvole e raggi non bastano (a mio giudizio ovviamente!!), per cui la foto è appena sufficiente. Cosa vuol dire questo? Che non basta un bel cielo o una buona luce, ma bisogna sempre pensare a cosa si mette nello scatto, anche se poi molti dettagli finiranno nell'ombra del contrasto, tipico del BN. Non dimentichiamo mai che quando scattiamo cerchiamo di far arrivare un messaggio a chi guarda la foto. Riguardate le foto in alto e poi guardate questa, non ditemi che passa la stessa sensazione........c'è di che meditarci su!
Buona luce monocromatica!

Ancora sull'HDR

Argomento sempre attuale viste le migliaia di adepti del genere, l'HDR è un po' la mia croce e delizia nel senso che mi piace ogni tanto utilizzare questa tecnica perchè rende le foto più "complete" a livello di gamma dinamica, ma l'effetto "finto" che spesso le accompagna non mi piace per nulla per cui mi trovo sempre in difficoltà ed in costante ricerca del punto di equilibrio. In questo post non parliamo di come si fa ecc ecc, quello oramai lo sapete tutti e probabilmente anche meglio di me, ma di come si può sviluppare un raw per avvicinarlo ad un HDR. Partiamo da 2 foto.
Una HDR:
Ed una no:
L'effetto è evidente sulla prima foto: l'erba sulla destra è leggibile perfettamente, mentre nella seconda fotografia è quasi totalmente in ombra. La seconda foto a me piace molto di più. Tralasciamo la composizione e guardiamo solo la parte meramente tecnica relativa allo sviluppo finalizzato alla gamma dinamica dello scatto: entrambe hanno le ombre valorizzate, ma mentre nel primo caso ho dovuto lavorare almeno una ventina di minuti con i cursori di Photomatix (quanto meglio era la prima versione con 3 regolazioni e basta????), nel secondo caso ho semplicemente sfruttato la regolazione di Capture Nx2 relativa al D-Lighting. In entrambi i casi l'artificio esiste, ma mentre con l'HDR il rischio di ottenere una foto palesemente finta è molto elevato, con l'uso degli strumenti di ampliamente della gamma dinamica già presenti nelle macchine fotografiche il risultato sarà sempre abbastanza vicino alla realtà. Per come approccio io la fotografia, il mio fine ultimo è sempre quello di ottenere una foto che ricordi il più possibile quello che vedeva il mio occhio al momento dello scatto. C'è da dire che magari queste due foto (soprattutto la seconda) si prestano particolarmente per questo confronto, magari altri scatti non hanno altra possibilità di sviluppo se non l'HDR. Altra cosa da aggiungere è il fatto che i miei HDR non sono spinti all'estremo (tranne in paio di casi...vado a memoria...), ma cercano sempre l'effetto naturale, per cui è più facile avvicinarci una foto sviluppata in maniera tradizionale, ma la cosa importante per me è l'approccio. Non so se sia ancora "di moda" questo genere di foto-pensiero, ma con questo post voglio stimolare il ragionamento anche a chi magari la fotografia la vede da poco tempo ed è abituato a scattare quasi a caso, tanto poi c'è qualche software che con un click mi applica mille effetti e rende la mia foto un'opera d'arte. Come ben si sa, la post produzione oramai è parte integrante della fotografia digitale, ma questo non impedisce di mantenere un approccio più sbilanciato verso lo scatto in se che verso il tempo trascorso davanti ad un monitor. Ricordate che, alla fine dei giochi, le vostre foto più belle meritano sempre di essere stampate per cui prima di spingere gli HDR al limite, pensate se la vostra stampante sarà in grado di riprodurre quei colori..........
Buona luce!

Ancora sul bianco e nero

Torno ancora su un argomento che fa sempre discutere: come ottenere un bel bianco e nero? Per come la vedo io, da vecchiaccio isterico un po' nostalgico, la risposta è allenarsi a "vedere" in bianco e nero e quindi scegliere inquadrature e luce come se si scattasse in monocromia. La realtà è ben diversa ovviamente. Ci si può aiutare con il visore della fotocamera: scattate in raw ed impostate lo sviluppo in BN, la fotocamera manterrà anche le informazioni sul colore, ed avrete un riscontro immediato di come potrebbe uscire la foto in monocromia. All'inizio può essere un buon sistema per allenare il proprio occhio. E una volta scattata la foto? Beh, come al solito si passa al computer dove si apre un mondo di dibattiti e forum incontrollati sulla strategia migliore da adottare. Giusto qualche giorno fa ho visionato un tutorial presente in un cd di una famosa rivista: interessante, molto preciso come sistema di conversione e soprattutto ETERNO nel senso che l'insegnante aveva sicuramente un'esperienza pluriennale di ritocco perchè viaggiava come un treno e quindi viraggi simili probabilmente li risolve in meno di 2 minuti, ma noi umani? Ho tentato di riprodurre la stessa metodologia con una foto che avevo scattato al pomeriggio con risultati abbastanza pietosi. La cosa ha due significati: 
  1. sicuramente il primo è che io non sono un grande smanettone di post produzione e che quindi non sono in grado di seguire nemmeno un tutorial
  2. ogni immagine fa storia a se e quindi, a seconda del metodo che uno utilizza, l'occhio si abitua a sapere già cosa toccare per ottenere questo o quel risultato
Da questa riflessione  emerge un'altro dato: vista la molteplicità di metodi disponibili, ognuno deve trovare quello con cui si trova bene e non seguire come una scimmia quello che fanno gli altri. Si possono prendere spunti dal lavoro altrui e questo va bene, ma seguire tutto alla lettera porta a non capire che cosa stai facendo ed a sperare che il metodo sia "universale" quando già in partenza sai che non è così. Personalmente mi sono sempre affidato ai sistemi più veloci possibili quindi inizialmente sovrapponevo livelli di colore alla conversione in bn per ottenere l'effetto di un filtro, poi sono passato al classico livello di bianco e nero di Photoshop per atterrare infine alla plugin Silve efex pro di Nik software. Ad onor del vero la plugin che ho citato lavora un po' come Capture NX2, il programmino di Nikon che si consiglia di usare per sviluppare i raw ricavati dalle macchine di questo brand e quindi, nell'esempio qua sotto, mi sono dilettato con il programma Nikon ottenendo questo risultato:
Per quanto la foto non sia assolutamente imperdibile, direi che il risultato della conversione è abbastanza dignitoso. La cosa mi ha portato via esattamente 2 minuti il che significa che chiunque può virare una foto ed ottenere questo risultato (magari ci mette 2 minuti in più le prime volte...). Quindi il suggerimento è sempre lo stesso: partite da una buona foto, che si presta al bianco e nero, leggete tutti i tutorial che volete ed alla fine provate per scegliere quello che più vi soddisfa a seconda del vostro livello di conoscenza del software e, soprattutto, della voglia che avete di rompervi le scatole a trafficare col pc!!!
Buona luce!

Il software "giusto"

Come ben sapete non sono molto propenso a parlare di software o simili all'interno di questo blog dedicato alla fotografia "sul campo", ma si sa che la fotografia digitale non può fare a meno di un intervento di post produzione, soprattutto se siete abituati a scattare in RAW come il sottoscritto. La mia esperienza con i software di sviluppo e ritocco fotografico è di antica data e posso tranquillamente affermare che il miglior software per l'elaborazione delle proprie immagini deve seguire le seguenti semplici regole:
  1. deve essere conosciuto bene da chi lo usa;
  2.  se possibile deve avvicinarsi il più possibile a quello "proprietario" del proprio brand.

Le affermazioni di cui sopra lasciano ovviamente aperta la porta all'utilizzo di qualunque programma per la post produzione: se vi piacciono Photoshop, Elements, Ligthroom, Paint Shop Pro, Aperture, Dxo ecc utilizzateli senza paura, sono tutti estremamente buoni, MA, sappiate che non riusciranno a spremere i vostri RAW al massimo e mi spiego riportando l'esperienza degli ultimi mesi. Premettendo che sono un utilizzatore di PS già dalla versione 5, sono stato tentato di provare lo sviluppo dei miei file raw con Capture NX2 di Nikon, il classico programma proprietario che hai in "omaggio" con le macchine full frame e che paghi con tutte le altre. Sono rimasto stupito dalle possibilità che offre, non tanto in senso creativo (su PS girano tante di quelle plugin che ti stanchi prima di averne provate metà...), quanto sulla qualità del risultato: 
  • i profili della fotocamera sono identici a quelli che trovate installati nella macchina, mentre quelli di PS sono "adattati" per cercare di avvicinarsi il più possibile agli originali e le differenze si vedono;
  • la gestione del noise "nativo" è decisamente migliore (non ho quasi più usato il denoiser, neanche per scatti a 4000 ISO, mentre con PS era una tappa obbligata prima del salvataggio finale);
  • il salvataggio del file raw avviene direttamente sopra al NEF (mantenendo tutti i vari "livelli" di regolazione), mentre con PS ti tocca salvare o un file TIFF (che ti riempie il disco con 3 foto...) oppure in PSD che è il formato proprietario di Photoshop.
  • la conversione in Jpg è migliore a parità di fattore di compressione utilizzato.
Ovviamente tutte queste differenze sono superabili mediante approfondita conoscenza del software utilizzato nel senso che se siete dei maghi di PS non avrete difficoltà a gestire lo sviluppo di qualsiasi raw, a prescindere dal brand del vostro sistema reflex, ma se appartenete alla classe di quelli che quando hanno un dubbio cercano il tutorial su internet e dopo aver visto il tutorial pensano: "Ma chi te lo fa fare di perdere tutto questo tempo", allora forse bisogna orientarsi su software che tagliano drasticamente i tempi di sviluppo, come quelli dedicati. In ogni caso, scegliete un software ed usate solo quello, altrimenti andate via di testa. A titolo di esempio, dei jpg creati con Capture e poi ridimensionati con PS senza alcun altro intervento se non il resize e poi il salva con nome, presentavano dei colori diversi, più saturi e con un bilanciamento del bianco difforme dal file iniziale. Non mi sono ancora dato una spiegazione a riguardo, ma provando a fare il resize e salva con nome tramite Capture, il problema era risolto. Parlando di jpg e non di raw la cosa mi preoccupa...
Riassumendo mi sento di consigliare, a tutti quelli che possiedono Nikon, l'utilizzo di Capture NX2 al posto di PS visto che la possibiltà di salvare dei profili di sviluppo personalizzati è identica al prodotto di Adobe, così come la possibilità di applicare i settaggi via batch per "sgrezzare" i file tutti insieme senza nemmeno aprirli. I livelli di regolazione sono praticamente identici, così come il cerotto elimina polvere o le maschere di livello. Il bilanciamento del bianco funziona meglio su Capture che usa 3 punti di colore (bianco, nero e grigio) a differenza di PS che ne usa uno solo. Certo PS ti apre al vero fotoritocco, puoi fare di tutto e di più, mentre con Capture puoi "solo" sviluppare il tuo raw mettendo al massimo gli effetti disponibili (ad onor del vero segnalo che la suite Color Efex Pro gira perfettamente e quindi, volendo, di effetti ne avete a valanghe...). Il punto di vantaggio è che non sei tentato di fare tutte le troiate che sono a portata di mano su PS e questo, a mio avviso, ti porterà anche ad avere un approccio diverso alla foto che scatti sul campo, senza pensare troppo alla post produzione.
Buona luce!

E se il tempo insiste a far schifo...

...noi corriamo ai ripari!! Ancora scatti in casa! Nell'attesa del macro vero e proprio ho sfruttato la nitidezza del mio 16-85 per fotografare un "frutto" di stagione: le castagne! Ecco qui:
Come è nato lo scatto? Molto facile! Un bel vassoio bianco, più o meno lucido, di plastica insomma, una sedia per appoggiarlo sopra, un po' di castagne e ricci raccolti in giro per i boschi e disposti più o meno casualmente ed il tutto posizionato con la finestra della cucina a destra in modo da avere una luce abbastanza morbida (la giornata era, tanto per cambiare, grigia...) e laterale. L'esposizione è calcolata con lettura SPOT sulla castagna dentro al riccio in primo piano, con una sottoesposizione di 0,3 stop. Diaframma chiuso (ma non troppo) per dettagli migliori e profondità di campo secondo i miei gusti del momento (ho scelto f14), iso bassi (100 per la precisione) e tempo di scatto regolato di conseguenza (2 secondi). Ovviamente ho usato il treppiede ed il telecomando per limitare al massimo il camera shake. Il risultato era abbastanza "naturale" anche se il vassoio non era proprio il top. Ma la scelta del bianco come colore di sfondo non è casuale in quanto è ottimo come base per poi montare una texture in post produzione. In questo caso ho scelto un'immagine che riportava una corteccia legnosa: ho caricato la foto su un livello diverso dallo sfondo ed ho usato il metodo di fusione "luce vivida". Ovviamente ho attivato la maschera di livello e con il pennello colorato di nero (quello necessario per nascondere la visibilità del livello nella foto finale) ed opacità al 10% ho passato le castagne per togliere la trama della texture nei punti dove era visibile (una castagna con la corteccia non mi pareva molto carina...). Come ultimo tocco ho aumentato il contrasto ed il dettaglio (usando le curve per il primo ed il filtro "high pass" per il secondo) ed aggiunto un livello di filtro fotografico con tonalità seppia per rendere la cosa un po' "anticata". Sembra un procedimento lunghissimo, ma non è così una volta che si parte già con un'idea chiara di quello che si vuole avere come risultato finale...ed è proprio lì il difficile con gli scatti in casa! Bisogna, una volta in più, sperimentare DOPO aver osservato il soggetto ed aver pensato ad un contesto! Non preoccupatevi se vi sembra banale o poco interessante: da qualche parte bisogna iniziare, quindi partite con un'idea e portatela avanti, senza farvi troppi problemi!
Buona luce!

Opinioni personali

Oggi post un poco strano per un blog dove si parla di fotografia in senso stretto, ma trovo giusto scrivere anche due cose sulla miriade di giornali e riviste che si vedono in edicola. Ogni tanto mi capita di prendere una rivista specializzata (non dico quale per non fare pubblicità "a gratis") spudoratamente canoniana. Non c'entra niente la "fede" della rivista, ma ritengo che Canon non abbia bisogno di queste cose vista la qualità dei suoi prodotti. A parte questo, nella rivista si da spazio anche a delle vere e proprie lezioni di fotoritocco dove si spiegano passo-passo le operazioni da fare per ottenere un certo effetto. Le premesse sono quasi sempre le stesse: "Come ottenere foto da Professionisti con 2 click". La realtà è che i click sono ben più di due (spesso si parla di un paio di pagine piene di screenshot di Photoshop), ma a parte questo, è la filosofia che non condivido. L'utilizzo della camera oscura digitale è una parte fondamentale ed importante della fotografia "moderna" e non si può prescindere da essa senza perdere molte delle potenzialità di uno scatto (dopotutto le reflex digitali hanno ancora da imparare da quelle a pellicola e quindi un po' di compensazione serve), ma da questo a farla diventare un processo iper incasinato e fondamentale per ottenere scatti d'impatto, direi che è un po' esagerato! Contrastare, migliorare e bilanciare lo scatto va bene, scuriamoci pure i mezzitoni del cielo per simulare un filtro polarizzatore, accentuiamo la sfocatura se vogliamo, ma ricordiamoci sempre che non è in fase di ritocco che si "crea" una foto buona ed un messaggio simile a tanti lettori, a mio giudizio, è un po' fuorviante dalla filosofia che dovrebbe esserci alla base della fotografia...
Buona luce!