Fotografia e viaggi: Sud Africa (post amministrativo)

Eccoci qua, pronti con una nuova accoppiata di post relativi all'ultimo viaggio fatto. Questa volta la destinazione è il Sudafrica, scritto tutto attaccato dato che la dicitura "Sud Africa", per quanto comunemente riconosciuta e tollerata, indica una regione geografica generica e non uno Stato. Sopportato questo eccesso di pignoleria descrittiva, passiamo all'argomento interessante ovvero il riassunto amministrativo di questo viaggio, che sicuramente sarà più utile a chi è interessato a questa meta.

Iniziamo con la durata: 10 giorni (al lordo dei voli), che riducono il tempo reale a circa 8 giorni, ma questo argomento sarà oggetto di analisi approfondita più avanti nel post. Inziamo con il Tour Operator che è Quality Group, sottosezione Diamante. Costo del cucuzzaro circa 5k a testa (non proprio un regalo per 10 giorni, ma dopotutto il viaggio è uno di quelli "importanti"). Ovviamente il tutto con l'assistenza costante della nostra fedelissima agenzia Hamearis Tour di Roncade (TV), che non ci ha fatto mancare nulla, nemmeno il supporto morale con il ritardo del volo di rientro 😁

VOLI: di linea ed inizialmente previsti con Emirates e scalo a Dubai. Per ovvi motivi, sono stati modificati poco prima della partenza, optando per una tratta meno avventurosa ovvero Venezia - Zurigo + Zurigo - Johannesburg all'andata. Stesso giro, ma con partenza da Cape Town al ritorno. Compagnia Swiss Air. All'andata assolutamente nessun problema, al ritorno l'aereo da Cape Town è partito con 1 ora e 40 minuti di ritardo (per motivi "tecnici" sul volo che arrivava da Zurigo, ci hanno detto) e, durante il volo, si sono accumulati altri 20 minuti di ritardo (cosa che tutt'ora mi lascia stupito). Risultato: galoppo più sfrenato a Zurigo, per non perdere la coincidenza per Venezia (un "+" ai controlli bagaglio/passaporti della Svizzera, che sono fulminei!!!) e valigia non trasferita da un volo all'altro. Il tutto si è concluso con un giro supplementare in aeroporto a Venezia, per recuperare il bagaglio, il giorno successivo. Sedili abbastanza comodi, cibo più che dignitoso e servizi a bordo di buona qualità, nulla da dire se non sul mancato tentativo di recupero del ritardo al ritorno: si sa che le regole del traffico aereo hanno un Dio per conto loro, quindi è anche poco utile approfondire di più.

STRUTTURE: di ottima qualità, soprattutto il lodge all'interno del parco Kruger. Abbiamo optato per una formula "glamping" e quindi abbiamo alloggiato in una tenda delle dimensioni del Veneto, con tutti i comfort possibili ed immaginabili (compresa la pompa di calore, utilissima nelle fredde notti autunnali di questo periodo). L'albergo di Johannesburg buono e confortevole, così come quello a Cape Town (AC Marriott) che disponeva anche di una navetta di andata e ritorno verso il Waterfront (la zona più turistica e più frequentata della città).

CIBO: ottimo. Ovunque si è mangiato benissimo! L'arte culinaria sudafricana comprende vari piatti che vanno da quelli più "tribali" (tipo il Chakalaka) a pietanze con il curry di tutti i tipi e le immancabili grigliate di carne o pesce. Tutto davvero buono e molto abbondante, anche troppo. In pratica, soprattutto i giorni al Kruger, siamo stati messi all'ingrasso!

PROGRAMMA DI VIAGGIO: si divide in due blocchi. Il primo a Nord, all'interno del parco Kruger e caratterizzato da safari a tutte le ore (spesso con partenze all'alba). Il secondo blocco è a Cape Town, dove si visita tutto quello che si può trovare nei pressi della città: dal Capo di Buona Speranza, a Cape Point, fino alla spiaggia di Boulder, con la sua colonia di pinguini (assolutamente imperdibili). In mezzo ai due blocchi ci sono dei passaggi su strade panoramiche e la visita alla zona del Blyde River Canyon, che non si può assolutamente perdere se si va in Sudafrica.

Fin qui ho fatto un riassunto stringato di tutte le cose positive che abbiamo vissuto, ma devo dire che ci sono anche dei lati meno gradevoli e che è giusto elencare, per onestà intellettuale.

Iniziamo proprio con il programma di viaggio: così come l'ho messa giù qua sopra, sembra perfetto ed in parte lo è, ma abbiamo riscontrato troppi tempi morti tra una cosa ed un'altra. Quality Group ci ha forse abituato troppo bene, ma solitamente i viaggi con questo Tour Operator, sono zeppi di attività che alla fine speri di avere un po' di tempo per fermarti un attimo. In questo caso è stato l'opposto. Alcuni esempi: il primo giorno a Johannesburg siamo arrivati in hotel alle 09:30 e fino al giorno dopo non avevamo attività pianificate. Questo si è tradotto in un giro al centro commerciale adiacente all'albergo e niente più, fino a sera. Avevamo alcune opzioni per qualche uscita aggiuntiva, ma con dei costi assolutamente fuori mercato (roba tipo 300 euro a testa da sommare alla cifra già spesa). In più Johannesburg non è proprio la città più sicura al mondo e quindi non è il caso di girare sventolando reflex o altre cose di valore. Altro esempio, nei giorni al Kruger: un pomeriggio siamo rientrati alle 15 al lodge (mentre dovevamo rientrare nel tardo pomeriggio) e ci siamo fatti due balle così in giro per la struttura che, per forza di cose, non offre nulla. L'ultimo giorno al Kruger poi siamo usciti per un safari mattutino (partenza alle 6) ed il rientro era previsto per le 9. Peccato che dalle 9 all'ora di pranzo poi non ci fosse nulla in programma e che dopo pranzo dovevamo prendere l'aereo per andare a Cape Town. Abbiamo insistito con la ranger che ci accompagnava, per rientrare almeno alle 9:30, così da impegnare un po' di più la mattinata. A Cape Town avevamo una intera giornata libera e ci siamo organizzati con i pullman turistici (quelli rossi, aperti in alto) e con i biglietti per la Table Mountain già pre-acquistati dall'Italia, in modo da guadagnare tempo, ovviamente con costo aggiuntivo e se si pensa a quanto già speso, è facile fare 1 + 1. L'ultimo giorno avevamo il volo di rientro che partiva di sera e, fino alle 19 non ci si muoveva da Cape Town. Siamo stati tutto il giorno al Waterfront: è un posto carino, vivace e pieno di cose da vedere e di negozi interessanti, ma una giornata intera è decisamente esagerata. Alla fine dei giochi, in aeroporto ci siamo arrivati già stanchi, ma senza fare nulla di particolare. In sostanza il problema non è tanto il programma di viaggio in se, ma tutti questi tempi morti, che riducono i giorni con attività "reali" a circa la metà di quelli previsti, con buona pace del rapporto qualità/prezzo. Questa cosa va contestualizzata con il fatto che, per questo tour, sono previsti massimo 18 partecipanti ed in questo caso eravamo solo in 2 (altro viaggio privato in pratica...😁). Con 18 persone, è facile che gli operativi voli arrivino agli orari più strampalati: è normale avere dei tempi piuttosto dilatati. In altri viaggi però, sempre con lo stesso Tour Operator, abbiamo visto indicazioni tipo "Questa attività si farà se il vostro operativo voli lo permette" e probabilmente per questo tour sarebbe il caso di attivare questa opzione in modo da venire incontro a chi, come noi, ha avuto i "voli fortunati" (prima volta che succede, tra l'altro...che culo!).

Altro aspetto non del tutto positivo è la sicurezza delle città: in generale le metropoli di tutto il mondo non brillano per sicurezza estrema (nemmeno molte città medio piccole italiane, se è per questo...), ma le città sudafricane sono, purtroppo, abbastanza famose per essere afflitte da questo problema. Se per Johannesburg ho già detto sopra, Cape Town, per quanto in modo diverso, rappresenta un secondo esempio di città dove tenere gli occhi sempre aperti e ne parlo con un caso pratico: il giorno libero di cui ho parlato sopra ci ha permesso di usare il bus turistico (QUI il link per info e prenotazioni in varie città del mondo) e di salire sulla Table Mountain, una delle "nuove 7 meraviglie naturali del mondo". Al ritorno, sempre usando il bus, ci siamo fermati a Bo-Kaap: il quartiere con le famose casette colorate. Si tratta di un posto molto turistico ed erano presenti diversi gruppi, il che aumenta assolutamente la sicurezza del luogo. Quando però abbiamo deciso di tornare verso l'albergo a piedi (900 metri, non 200 km!!), ci siamo sentiti osservati lungo tutto il tragitto e non è stata una bella sensazione, devo essere onesto. Per la precisione, erano le 14:30 del pomeriggio, un orario che tutto suggerisce tranne che qualche rischio per la sicurezza e la strada percorsa era una delle arterie "turistiche" principali! In sostanza, ci hanno spiegato che, il centro di Cape Town è formato solo da uffici e negozi che, alle 17:30, chiudono i battenti. Da quel momento in poi non c'è un'anima in giro e quindi è caldamente consigliato il rientro in hotel entro quell'ora. Questa cosa non vale per il Waterfront ovvero la parte più turistica della città: come dicevo sopra, si tratta di un mini villaggio commerciale con ristoranti e negozietti, aperti fino a tardi e molto sicuro. Il problema, eventualmente, è rientrare nei vari hotel dopo una certa ora e, se non puoi usufruire di navette gratuite (come quella del nostro albergo), è consigliabile usare Uber o chiamare un Taxi. Lascio a voi ogni valutazione del caso.

Ultima considerazione sul parco Kruger: si tratta di un parco nazionale che ha l'estensione dello stato di Israele e che, recentemente, ha aperto anche i confini a nord verso il Mozambico. Questo ha ulteriormente esteso la superficie, a parità di animali presenti. La matematica dice che così si ottiene una densità di popolazione inferiore e la cosa si manifesta nella difficoltà nel trovare animali in giro. Uno dei safari fatti, della durata di una giornata intera, ci ha tenuto sulla strada per 300 km abbondanti con pochissimi avvistamenti. Per carità, si sa bene che nei safari serve anche una buona dose di fortuna, ma onestamente si potrebbe anche optare per fare dei safari misti tra il parco ed alcune delle riserve adiacenti ad esso, che hanno una concentrazione maggiore di animali. Prima che qualcuno si preoccupi troppo, queste riserve non sono "di caccia" o roba simile, ma di conservazione ed hanno estensioni che arrivano anche a 300kmq e più. Ho voluto citare la cosa perchè i permessi per girare nel parco (e dormirci dentro, nel nostro caso), sono abbastanza salati ed influiscono sul costo totale del viaggio, ma se poi per una giornata intera non vedi nulla in giro, l'attività rischia di diventare molto meno interessante.

CURIOSITA' VARIE: ovviamente ci sono anche tante cose positive da dire. Prima fra tutti è che in Sudafrica, l'acqua è potabile ovunque. O meglio, la maggior parte delle strutture ha l'acqua potabile, salvo che non sia espressamente indicato. Noi ci siamo arrivati automaticamente perchè nelle stanze d'albergo non c'erano le consuete bottiglie d'acqua per lavarsi i denti. Abbiamo chiesto alla guida che ci ha confermato la cosa. Altra curiosità è che il Diamante ha contribuito alla costruzione ed al mantenimento di una scuola nei pressi del parco Kruger. Questa scuola è visitabile e si possono portare anche materiali di cancelleria, in modo da aiutare questi bambini. Inutile dire che si tratta di una esperienza assolutamente da fare. Altra cosa "divertente" è stata un'escursione sui tavoli di un ristorante, da parte di un babbuino che girava intorno al locale: appena ha sentito l'odore delle patatine fritte è arrivato di gran carriera ed ha monopolizzato l'uso del tavolo, mangiando a sbafo come se non ci fosse un domani. Trattandosi di un maschio adulto (e dotato di un paio di denti di tutto rispetto), abbiamo semplicemente lasciato che facesse quello che voleva per poi tentare di allontanarlo il prima possibile. Esperienza che potrebbe spaventare qualcuno, ma io l'ho trovata decisamente divertente!!

CONCLUSIONI: a chi è consigliato un viaggio come questo? A chi non ha mai visto l'Africa e vuole vedere un po' di tutto. Attenzione però, se vi aspettate zone rurali con capanne e fuocherelli o strade polverose zeppe di buche ecc, resterete delusi. I villaggi, anche quelli più piccoli, sono formati da case in muratura, grezze, ma pur sempre in muratura e con la corrente elettrica. Le persone stanno mediamente bene (salvo alcune situazioni periferiche delle metropoli) e questo discosta il Sudafrica da molti altri Stati africani, anche limitrofi. E' consigliato a chi vuole vedere Cape Town che, con tutti i problemi sopra elencati, resta comunque una bella città, con una costiera invidiabile ed uno sfondo davvero d'eccezione (di sera, la Table Mountain è pure illuminata in modo sapiente, bellissima!). A chi altro consigliare questo viaggio? A chi fa maratone e vuole partecipare a quella di Cape Town: la "fortuna" ha voluto che beccassimo proprio il giorno della maratona per il nostro tour, con buona pace dell'autista. A chi invece non consiglierei questo viaggio? A chi ha già visto l'Africa più vera (ad esempio la Namibia o il Madagascar, come noi) e cerca quell'atmosfera particolare o la sensazione di essere circondati da animali a tutte le ore del giorno e della notte. Se sono queste le vostre ambizioni orientatevi verso altre destinazioni.

Ho scritto anche troppo, quindi a presto con il post "fotografico" e, per ora, buona luce dall'emisfero sud!