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Fotografia e viaggi: Madagascar (Post fotografico)

Eccomi qua con la seconda parte dell'accoppiata vincente, riferita al Madagascar. Devo fare una premessa: questo viaggio ho scattato meno foto del solito ed alcune (parecchie), sono fatte direttamente con il cellulare. Le motivazioni le metterò alla fine, ma il motivo delle poche foto è...il soggetto stesso! Tante persone sorridenti, ma tanta povertà, al punto che ti sentivi uno sciacallo a continuare a scattare foto a gente che cerca di sopravvivere. Sembrava quasi di voler rubare qualcosa che nemmeno hanno e la cosa mi ha parecchio toccato.

Ma veniamo a noi con l'attrezzatura: Nikon D750 + 24-120f4 + 70-300 f4.5/5.6, cellulare Redmi Note 13Pro (ebbene si, ho usato anche il cellulare...).

Iniziamo con gli scatti più frequenti ovvero quelli alle PERSONE ed ai loro spaccati di vita:

 


Qual è la difficoltà maggiore nell'eseguire queste riprese? Dal punto di vista tecnico non ci sono troppe difficoltà: la luce in Africa non manca mai e dato che non stiamo parlando di paesaggi notturni o situazioni impossibili, non avrete difficoltà ad esporre. Attenti solamente alle alte luci: i contrasti sono molto marcati, anche sui visi delle persone quindi occhio a come esponete. Sento già le proteste sul tempo a disposizione per preparare una foto ecc. Tutto vero, ma la foto tipicamente street è, per definizione, uno scatto che non ha tempo di preparazione. Dovrete abituarvi a decidere in fretta tutto quanto: dalla messa a fuoco all'esposizione generale. Un consiglio? Punto di messa a fuoco centrale sempre selezionato (eventualmente poi tagliate in post) ed esposizione medio pesata al centro con priorità di diaframma (impostato preventivamente su 5.6 su FF). In questo modo avrete un'esposizione calcolata più o meno sul soggetto che mettete a fuoco, con una profondità di campo accettabile ed una nitidezza per lo meno decente anche con ottiche non professionali. Ovvio che è un punto di partenza e quindi potrebbe essere che, pur di non perdere lo scatto, questo venga fuori esposto male: a quel punto bisogna per forza agire in post produzione. Si potrebbe scattare già sovraesponendo di 0,7stop così da evitare il recupero delle ombre e al massimo chiudere le luci ecc. ecc. si, certo, tutto si può fare, ma dovete valutare in anticipo la luce che avete intorno. Se è poca, non serve a niente sovraesporre: vi porterà solo ad avere iso più alti inutilmente). Se è tanta dovete stare attenti a ciò che finisce nella zona di rilevamento dell'esposizione: il rischio bruciatura è dietro l'angolo. Poi si può ragionare sul fatto che l'eventuale bruciatura viene tagliata per via della sistemazione dell'inquadratura. Sembrano tantissime cose, ma in realtà, dopo un po' di allenamento, vi verranno automatiche, fidatevi!

Altre foto tipiche di questi posti sono le classiche AVIFAUNA, animali, insetti, rettili ecc. :




Questi scatti presentano le stesse difficoltà delle street, forse amplificate dalla location di ripresa (a parte il serpente per il quale la difficoltà maggiore è stata quella di resistere dalla fuga a 200 all'ora!!). Spesso vi troverete in mezzo alla jungla ed ai boschi più fitti, dove la luce passa in maniera puntiforme o addirittura non passa. Nella maggior parte dei casi dovrete accettare compromessi con la iso della vostra macchina, ma, in Madagascar, c'è una difficoltà in più: i lemuri hanno la malsana abitudine di vivere sulle cime degli alberi e quindi vi troverete a scattare puntando la macchina al cielo e sarete immersi nel peggiore dei controluce. Qui, il suggerimento è di fare esattamente come per la street: lettura medio pesata al centro e preghiera che la differenza di luce con il cielo non sia oltre quello che si può recuperare in post. In ogni caso, in questo tipo di condizioni, la maggior parte delle foto faranno pena: cercate di limitare i danni. I lemuri saranno ampiamente fotografabili in diverse situazioni, per cui non dannatevi troppo l'anima quando siete nella jungla.

Ultimo tipo di foto che vale la pena di citare sono i paesaggi marini ed il tramonti in generale:





Sono i più bei paesaggi mai scattati? Sinceramente no. Difficoltà non ce ne sono in pratica, ma vi consiglio di prendere ogni occasione dato che le condizioni di tramonto variano anche a parità di cielo. Ci sono serate dove le nuvole si infiammano, altre dove restano grigie ed apparentemente siete nella stessa identica situazione. Prendetevi il tempo che serve, piuttosto andate a mangiare un po' dopo, ma godetevi ogni occasione di tramonto perchè potrebbe essere quella giusta.

Concludo la carrellata con le FOTO DA CELLULARE             





Queste foto mi fanno inorridire al solo pensiero, ma tant'è che mi sono trovato a scattarne ed anche parecchie. Il motivo è spiegato nella riflessione finale di questo post, che vi invito a leggere con attenzione: prima o poi vi troverete anche voi nella stessa situazione, garantito!! Le difficoltà più grandi di questi scatti sono (oltre ai conati di vomito) proprio i settaggi: se volete prendere il controllo (si fa per dire...), il cellulare è 10.000 volte più scomodo di una reflex, quindi rassegnatevi a bestemmiare o ad accettare tutto ciò che fa automaticamente il vostro dispositivo. Nel bene e nel male, la foto la portate a casa, questo si, che poi sia degna o meno, questo sta a voi deciderlo.

Le foto selezionate sono un estratto: l'intero album è visibile QUI.

Riflessioni sull'attrezzatura: per la prima volta, dopo tanti anni di viaggi, mi sono trovato a VOLER lasciare la macchina fotografica in albergo prima di un'uscita. Le motivazioni sono molteplici, ma principalmente mi sto stancando di portarmi dietro un sacco di cemento, per scattare foto. Alla mia età inizio a sentire il peso ed i dolori che mi causa, al punto che sto valutando seriamente un cambio di corredo, a favore di qualcosa di più leggero, anche rinunciando alla qualità del sensore Full Frame. Emblematiche sono state le due uscite fatte da Nosy Be, verso i due posti più famosi e conosciuti del Madagascar, dove ho utilizzato esclusivamente il cellulare. Ovviamente, per quanto possano essere tecnicamente qualitativi, il contenuto di questi file non può essere minimamente paragonato a quello che può contenere un file raw che esce dalla D750. Ammetto che, sul momento, volevo tornare in stanza a prendere tutto il cucuzzaro, ma nel corso della giornata, mi sono ritrovato a pensare di aver fatto bene e di essere soddisfatto comunque! L'argomento è vasto e quindi merita un post a parte, che produrrò quanto prima, ma era giusto sottolinearlo dato che, i più attenti, avranno notato la differenza  di qualità nelle foto.

Vedremo come si svilupperà questo pensiero, per ora buona luce rifless...iva!

Reflex Vs Mirrorless

Ovvero, il passato contro il futuro. Normalmente non ci sarebbe partita ed è molto probabile che, anche in questo caso, il futuro schiaccerà il passato senza troppa fatica. Ma il presente? 😶 Ultimamente girano notizie, più o meno confermate, circa l'abbandono definitivo delle reflex da parte di Canon e Nikon, che ha gettato nel panico più totale moltissimi possessori di "vecchie" macchine fotografiche. 
Se leggete questo blog da un po' di tempo saprete che la mia compagna ed io scattiamo con reflex Nikon (D3300 per lei e D750 per me) e la scelta di avere lo stesso brand non è certo legata ad una particolare simpatia verso Nikon, ma semplicemente perché così ci scambiamo le ottiche e sai di avere sempre la stessa baionetta di innesto. Una cosa banalmente ovvia. Ora però bussano alla porta modelli nuovissimi, super potenti e performanti, MA con attacco diverso da tutti i precedenti. La cosa vale per quasi tutti i brand e deve far riflettere. 😳
Non voglio discutere la scelta tecnica di "allargare" l'innesto per favorire la cattura della luce senza riflessi ecc , per carità, per quello ci sono gli ingegneri che l'hanno pensato con ogni buona intenzione. 
Il mio pensiero si sofferma su altri particolari, di tipo commerciale. 😤 
Costringere milioni di persone ad adattarsi ad un nuovo standard significa prima di tutto un cambiamento del proprio corredo fotografico a favore di un altro del quale non si conosce praticamente nulla ed in secondo luogo (e questa è la cosa che più mi dà fastidio) il totale deprezzamento dell'attuale attrezzatura. Lo so cosa state obiettando: esiste l'adattatore per utilizzare le vecchie ottiche e ci vorranno anni per veder sparire le reflex ed il relativo mercato. Obiezioni accolte, ma mi permetto di dissentire su alcune sfumature: l'adattatore trasforma, di fatto, il corpo Mirrorless in una reflex dato che lo rende molto più profondo (perdendo il vantaggio teorico del copro ridotto) e, soprattutto, NON tutte le ottiche funzionano come prima. 😡 È il caso degli obiettivi di terze parti. È chiaro che le ottiche serie G (tanto per restare su Nikon) funzionano alla grande, altrimenti si sarebbero tirati una zappata sui piedi da soli, con tutti i professionisti che li avrebbero mandati giustamente a quel paese, ma questo non vale per obiettivi Tamron o Sigma, ad esempio. 
Prendiamo l'ottimo 90mm f2.8 macro di Tamron: una delle ottiche più performanti e vendute. A seconda del modello (con o senza stabilizzatore) perderete la funzione di messa a fuoco automatica o lo stabilizzatore. E se io usassi questa ottica per fare ritratti? Dopotutto chi usa un 90mm per fare ritratti? Nessuno giusto? 😡 Devo mettere a fuoco a mano? È semplicemente assurdo. 
Altre ottiche direttamente non funzionano ovvero non mettono a fuoco in automatico, non parlano con la macchina per quanto riguarda l'apertura del diaframma e quindi nemmeno per l'esposizione. In pratica, se vuoi usarle, devi chiedere consulenza ad Ansel Adams per esporre e scatti tutte foto a diaframma spalancato, un trionfo!
A parte questi casi estremi, ci sono tantissime cose che mi fanno un po' storcere il naso a riguardo: questi corpi macchina vengono venduti come leggeri e trasportabili, soprattutto se associati a lenti con l'attacco nuovo che sono progettate per sfruttare al massimo i sensori stabilizzati, riducendo il peso ecc.  Stiamo parlando di circa 200 grammi tra, ad esempio, la mia D750 e la Z6 che è l'equivalente nuovo modello ML: non è che sia un guadagno epocale da questo punto di vista. Ma andiamo oltre: immaginate di avere in mano una Z50 (aps-c quasi entry), una piuma. Poi ci attaccate l'adattatore e poi ci mettete il 24-120 serie G da 1.300 euro che avete preso il Natale scorso e che pesa quasi 900 grammi. Se non vi si rompe direttamente la baionetta, vi troverete a scattare nel modo più sbilanciato possibile, con buona pace della leggerezza e dell'ingombro ridotto promessi. Restando in tema Z50 (cito questa macchina solo per andare a risparmio e spendere poco....si fa per dire!!) avrete una meravigliosa batteria che vi assicura 300 scatti che, tradotto in termini da utilizzatore medio di una entry level, significano 150 visto che ogni scatto verrà riguardato ecc. Bisogna quindi aggiungere altre batterie alla nostra dotazione, aumentando il peso ed il costo totale. Oppure si può comprare un bel gruppo elettrogeno da tenere in bagagliaio, vedete voi!! 💩
A parte le battute, ci sono modelli che garantiscono durate della batteria molto maggiori, ma il solo fatto che, nel 2022 e dopo tutti questi anni di ricerca e tutte le roboanti notizie di lancio, stiamo ancora parlando di macchine che hanno necessità assoluta di batterie di riserva, è semplicemente scandaloso: peggio delle prime compattine che ti costringevano ad assaltare il tabaccaio prima di ogni viaggio. Le macchine con maggior durata hanno costi che definire proibitivi è quasi un eufemismo ovviamente, ma non basta. Restando su Nikon, la Z6 citata sopra monta la stessa identica batteria della D750 e si vantano pure di avere la durata maggiore rispetto alla Z50. La domanda sorge spontanea: avevano finito i soldi per la ricerca una volta arrivati alla batteria? Ricordo che, tra l'altro, la batteria della D750 è la stessa identica della D7000 per cui stiamo parlando di un accumulatore che avrà quasi 10 anni. Credo che alla Tesla stiano ancora ridendo dopo aver letto questa specifica... 😁
Quindi, parlando di peso diciamo che ci sono tantissime cose che si possono ottimizzare e che sono anche palesemente "indietro". La cosa evidenzia, come al solito, la fretta di uscire con macchine e modelli che sono tutto tranne che attuali, ma che servono solo a tenere il brand agganciato al treno del cambiamento. Aver tolto il pentaprisma e lo specchio reflex ha di sicuro alleggerito la macchina, ma ha creato anche un nuovo problema: il sensore ora è decisamente più esposto ad ogni cambio di ottica. Se poi ci montiamo davanti dei vetri di qualità, beh, il peso torna tale e quale a prima: se penso a quando mi porto dietro la macchina con il 24-120 ed immagino di toglierci 200 miseri grammi (pagando una montagna di soldi...non dimentichiamolo!!), onestamente mi sento tutto tranne che meglio. L'unica cosa alleggerita è sicuramente il portafoglio! 😤 
Tanto per fare un accenno anche su Canon: sembra che le macchine soffrano di facili surriscaldamenti e la soluzione è.....tenetevi forte: brevettare un sistema di raffreddamento a liquido interno alla macchina!!! La sola idea di avere un altro sistema complesso all'interno della macchina, che si può danneggiare con un urto, che, per quanto poco, consuma batteria e che, peggio di tutto, potrebbe rilasciare liquido dentro al corpo ML, mi fa venire i brividi. Senza contare che di sicuro non sarà "a gratis".
Sembra poi che il must sia di tornare al sensore aps-c perchè così si avrà di sicuro una riduzione di peso. Perdonatemi: ma se ho fatto tanto per arrivare al FF e scatto con soddisfazione, mi state dicendo che non siete in grado di creare macchine leggere, per cui l'unica opzione è farmi tornare all'aps-c? Ok, allora cosa servono le ML? Anche le reflex aps-c non pesano un cavolo rispetto alle FF e pure le ottiche seguono la stessa logica. E quindi? E' per caso un altro modo per nascondere il fatto che non è stato studiato nulla di nulla, ma che si tratta solo del solito discorso commerciale per cercare di spennare più polli possibile? 😈

E quindi che si fa? Dopo essermi un po' informato circa quanto mi costerebbe rinnovare completamente la mia attrezzatura (e quella della mia compagna), mi sono venuti i capelli dritti. Il costo più alto è ovviamente quello del cambio ottiche essendo noi affezionati ad obiettivi di terze parti. Ma non è solo una questione economica: alcuni obiettivi hai imparato a conoscerli bene e sai come gestirli in ogni situazione. Non è paura del cambiamento, è seccatura nel cambiare TUTTO in un colpo solo. I nostri corredi reflex (almeno il mio) sono frutto di anni di acquisti e ragionamenti vari ed il solo pensiero di dover rientrare tutto per prendere un corpo macchina e 2 ottiche zoom tanto per non restare senza, mi fa venire la pelle d'oca. E non c'è nemmeno alternativa dato che l'adattatore non permette di riciclare tutto il parco ottiche, oltre al fatto che costa 300 euro!!
Il problema non è il brand ovviamente: posso decidere di passare a Sony, Fuji o qualsiasi altra marca, la realtà non cambia. Devo riprendere TUTTO QUANTO e pure in una BOTTA UNICA, a meno di "investire" dei soldi mantenendo ancora tutta la vecchia attrezzatura per non rimanere scoperti in determinate situazioni (col rischio di ritrovarsi oggetti che non riesci più a rivendere e che hai pagato un occhio della testa). Non so quale sia la situazione della maggior parte di voi, ma dopo la riapertura post pandemia, la mia voglia di viaggiare è praticamente raddoppiata ed in una situazione del genere, mi dovrei imbarcare in un cambio completo di corredo, che, tra vendita ed acquisto, potrebbe ridurmi senza macchina (o senza ottiche) per un tot di tempo? Ma non ci penso nemmeno!! Purtroppo man mano che acquisisci esperienza, sai perfettamente cosa ti piace scattare e, soprattutto, QUANTO ti piace e la prospettiva di dover tirar fuori un'altra volta la Bridge di 8 anni fa dalla borsa "archivio", mi fa decisamente deprimere!
Riassumendo credo proprio che ci terremo le nostre reflex "antiche" ancora per un po' con le relative ottiche, ma tenendo gli occhi aperti sul mercato per vedere se ci sono novità ed abbassamenti di prezzo che rendano l'operazione quanto meno valutabile. Senza togliere poi il particolare più importante di tutti: le foto che escono dalle nostre macchine, ci piacciono da morire dal punto di vista della qualità in se, per cui c'è tutto tranne che la necessità di cambiare l'intero corredo!!

Sono curioso di sapere cosa ne pensate o quale sia la vostra esperienza a riguardo: in questo campo sono un esordiente totale per cui ogni consiglio o ragionamento è assolutamente benvenuto!!

Per ora buona luce Mirrorless (ma con l'adattatore!)

...trovati un lavoro serio!!

Iniziamo il nuovo anno con un post che non c'entra nulla con la fotografia pratica, ma che tratta un argomento che mi sta particolarmente a cuore. Quanti, nella propria adolescenza e gioventù, si sono sentiti ripetere la frase del titolo? Immagino che, più o meno tutti, siamo passati per delle fasi in cui avevamo in testa una carriera di tipo artistico, non fate i timidi, che lo so! 😁

Personalmente ben prima della maggiore età ero convinto che sarei stato un musicista e che la musica sarebbe stata la mia vita: ci ho provato, ma come tanti, mi sono trovato di fronte solo a mille difficoltà, porte chiuse ad anche persone intorno che, probabilmente, non avevano la mia stessa spinta emotiva.😩 Perchè faccio questa premessa? Nel mondo, in generale, ed in Italia in particolare (purtroppo!!), se una persona svolge un'attività prettamente artistica, si ha la percezione che non sia un "vero" lavoratore, ma semplicemente uno dei tanti che non ha voglia di fare niente tutto il giorno, sperando di camparci. Nel nostro Paese è ancora molto forte l'accezione di lavoro serio come di un attività che rientri nei parametri più standard del termine, ma non solo. La cosa che più mi infastidisce è che il cosiddetto lavoro serio è un qualcosa che viene svolto mal volentieri 😕. Quanti di noi sono felici di andare al lavoro la mattina? Quanti sono davvero soddisfatti di quello che fanno? Sono domande che oramai nemmeno ci poniamo più, tanto siamo abituati a lavorare tirando sera e pensando già a cosa fare quando saremo rincasati o nel week end.

Sto ovviamente estremizzando la cosa per renderla facilmente comprensibile, ma la realtà è che alla base siamo ancora un po' troppo provincialotti da questo punto di vista: legati ancora a dei concetti mutuati dal dopoguerra, dove si doveva ricostruire fisicamente un Paese e puoi farlo solo con mattoni e bulloni, non tanto con suoni o immagini. Ma se oggi vuoi fare qualcosa di artistico o qualcosa che non ti faccia sbuffare 8 ore al giorno dalla noia, puoi farlo? Sicuramente si, ma non è gratis. Purtroppo, anche negli anni modernamente antichi in cui viviamo, è ancora fisso il chiodo che mette in relazione:

lavoro artistico = fancazzista

lavoro fisico, di fatica = gran lavoratore

lavoro di concetto = gran fuffaman

persona felice del proprio lavoro = sicuramente non fa niente tutto il giorno

La prima di queste equazioni è quella più gettonata! Attenzione però, voglio fare una specifica: con lavoro artistico intendo non semplicemente creare un canale YouTube dove raccontiamo quanto siamo bravi a fare una foto ricordo delle nostre ferie o a suonare questa o quella cover. Intendo dire proprio VIVERE di questa attività, quindi metterci il proprio rischio personale di fallimento. Scrivo questo perchè ad oggi il concetto di Youtuber è diventato sinonimo di lavoro artistico, mentre non è così, si tratta eventualmente di un "complemento" al lavoro artistico, che aiuta ad avere visibilità ecc e che può trasformarsi in un'entrata supplementare, ma per mangiare con Youtube, bisogna davvero fare i salti mortali, quindi cancellate l'idea di tutti quei 15 enni che riempiono il web di video con le loro performance senza metterci a fianco un'attività collegata. Poi, se uno riesce a vivere solo con i video spot pubblicati ogni 3 mesi, bene per lui, ma credo che queste situazioni siano più legate ad una famiglia facoltosa dietro le spalle, che tappa i buchi lasciati dal "tubo"...opinione personale ovviamente.

Tornando al nostro discorso iniziale, vorrei citarvi due esempi pratici legati ovviamente alla fotografia, ma con prerogative completamente differenti: 

- il primo è Fabio Porta, un fotografo che seguo tramite il suo canale Youtube (accessibile da QUI) e che si è reinventato fotografo di matrimoni, coppia, gravidanza ecc pur essendo un ingegnere. Tra i suoi video, oltre a recensioni, tecniche di ripresa, post produzione ecc, ci sono delle spiegazioni su come ha organizzato la sua attività, gli introiti da Youtube ecc, insomma una serie di informazioni che chiunque volesse intraprendere questa strada DEVE sapere! Il tutto ovviamente spiegato con la precisione che solo un ingegnere potrebbe avere, davvero utilissimo da tutti i punti di vista;

- la seconda è invece Sara Melotti, una fotografa, storyteller, instangrammer ecc insomma, vedete voi quale usare. Recentemente ha scritto un libro dal titolo "la felicità è una scelta" ed incuriosito dal fatto che fosse un libro di una fotografa, l'ho acquistato e letto tutto d'un fiato! A parte lo stile dissacrante che ricorda molto il mio, la storia è proprio quella del titolo: una ragazza con dei sogni "artistici" che viene scoraggiata e che alla fine, tra mille alti e bassi arriva dove si trova adesso. A fare cioè quello che le piace.

Questi due esempi sono notevolmente diversi, ma ci portano allo stesso risultato finale: Fabio ha fatto di una sua passione un lavoro di successo dove si diverte con quello che fa ed esprime la sua arte visiva e la sua sensibilità; Sara ha letteralmente scalato montagne ed è arrivata dove voleva: ad esprimersi al massimo tramite le fotografie. In entrambi i casi si tratta di lavori che, per capirci, mia nonna non avrebbe mai definito "normali". Purtroppo i sorrisi che vedo anche da qui potrebbero spegnersi solo a sapere quante persone ancora ragionano come ragionava mia nonna!! La domanda da farsi è: se questi lavori fossero considerati normali alla stregua di un qualsiasi impiego, per esempio, al supermercato, ci sarebbero state (e ci sarebbero!) tutte queste difficoltà da superare e contro cui lottare quotidianamente?

Ed io come la penso? Beh, io faccio parte di quelli che hanno un lavoro standard, per il quale non nego una certa stanchezza, ma che continua a permettermi di coltivare tutte le varie passioni (più o meno) artistiche. Dalla fotografia alla musica, dai viaggi allo sport. Mollerei tutto per fare l'artista come hanno fatto Fabio e Sara? Sinceramente no. Non tanto perchè non ho fiducia nel poter mangiare anche con altre attività lavorative, quanto per il fatto che, a quasi 50 anni, ritengo di non aver mai avuto alcun vero talento artistico. Sarei potuto diventare un fotografo migliore? Sicuramente si. Un musicista migliore? Assolutamente si. Un artista con qualcosa da dire? Non credo. Oggettivamente, gli artisti sono altri, ed ammetto i miei limiti. Restando in ambito fotografico, mi rendo conto che le mie foto sono buone dal punto di vista tecnico, compositivo, di post produzione ecc, ma hanno davvero qualche messaggio da inviare a qualcuno? Non so...Onestamente mi trovo più spesso ad invidiare le capacità di alcuni amici che riescono, senza troppi tecnicismi e conoscenze varie, a trasmettere tantissimo con uno scatto. Qualcuno una volta mi ha detto: "In realtà non sono loro che trasmettono un messaggio, sei tu che lo cogli anche dove non c'è..." intendendo che forse un qualche talento artistico era parte di me. In tutta onestà non credo sia così, ma posso assicurarvi che in questo anno 2022, cercherò di imparare un po' sia da Fabio che da Sara, per cercare di mettere da parte i pensieri tecnici e far uscire qualcosa d'altro...se ci riuscirò sarà per me un momento bellissimo, viceversa, continuerò comunque a divertirmi con i miei viaggi e le mie foto "normali" che spero non vi faranno sbuffare di noia. 😆

Buona luce da anno nuovo! 🎉

Nostalgia canaglia



Post un po’ nostalgico e meno tecnico. Mi è stata inviata questa immagine che mi ha fatto scoppiare a ridere da solo:
Riflettendoci bene però, la cosa è più profonda di quello che sembra ed anche se l’argomento è stato dibattuto fino alla noia, non sono riuscito a sottrarmi ad una riflessione personale. Non ho mai nascosto la mia nostalgia per la pellicola, forse solo perché utilizzo una Aps-C e sogno la gamma dinamica che permetteva il vecchio rullino (magari il giorno che passerò ad una Full Frame, cambierò idea, chissà…), ma la mia nostalgia è anche un po’ legata all’approccio: oggi la priorità è la velocità in tutto quanto ed il digitale ben supporta questa esigenza. Pochi euro ed hai spazio per migliaia di fotografie, per cui sei velatamente (ma neanche troppo…) invitato a massacrare il tuo otturatore e ad alimentare l’enorme quantità di fuffa fotografica che ogni giorno invade i nostri schermi. Già, i nostri schermi, perché una volta, il filtro naturale della stampa e degli album da due soldi che ti regalavano al ritiro, impediva di riversare tutte le tue opere (o presunte tali) davanti agli occhi di mezzo mondo. Per mostrare le foto dovevi romperti un po’ le balle: chiamare le persone, SCEGLIERE quelle da mostrare o, al massimo, organizzare una serata in compagnia. Tutto questo con due conseguenze: una selezione più o meno spietata degli scatti già prima di aprire l’otturatore (visti i costi…) ed una condanna per quegli amici che accettavano di venire a subirsi 4 ore di diapositive (o album…) del tuo ultimo viaggio. Entrambe le cose ovviamente DIPENDEVANO direttamente da noi: potevi scegliere di scattare come un assassino (e te ne sobbarcavi il costo della relativa stampa o sviluppo diapositiva…) e potevi scegliere, eventualmente anche dopo aver scattato come un assassino, di selezionare le (poche) foto buone da far vedere agli amici senza costringerli ad un pippone infinito. Ora invece, che cosa possiamo scegliere? Le stesse cose direte voi. Certo: possiamo scegliere di scattare foto pensando a quello che stiamo facendo e possiamo fare una successiva selezione per mostrare la nostra sequenza con le sole pose ben riuscite ed interessanti. Ma chi lo fa veramente? Chi ha interesse a risparmiare spazio? Io di sicuro si, ma non sono così convinto che la cosa sia diffusa visti i numeri che girano. Si parla di miliardi di immagini al giorno solo su Instagram, forse il concetto di selezione non è così elementare come sembra. Non sto demonizzando il digitale o dicendo che bisogna smetterla di caricare sul web ogni boiata che esce dalle nostre reflex/mirrorless/smartphone e tablet, figuriamoci. Vorrei solo stimolare a riflettere sull’argomento per 2 minuti, non chiedo di più. In una macchina fotografica si ricerca la connessione wifi e la possibiltà di condividere le foto all’istante sul social del momento….personalmente continuo a ricercare un otturatore robusto, un modulo af decente, insomma cavolate del genere. Ovviamente è solo una mia opinione personale, quindi discutibilissima e non sentitevi offesi in alcun modo, per me il mondo può fare tutto ciò che vuole e fino a che ci saranno tante persone che mettono i vari “Like” o “Mi piace” del caso su ogni boiata che finisce in rete, beh, non sarò certo io ad ostacolare questa moda, ma continuerò a pensare (e a dire….) che secondo me andrebbe rivisto un po’ l’approccio.

Buona luce zen di riflessione.

Foto cercate e foto ispirate

Stamattina ho condiviso un'opinione con un collega, relativamente ad una fotografia. Una frase, magari buttata lì, che in realtà mi ha molto colpito. La foto in questione è questa:
Niente che non sia già stato fotografato in un posto di mare, ma è il concetto che c'è dietro a farmi pensare. Mi è stato detto che è una foto "cercata" e non una foto "ispirata" e la cosa mi ha fatto riflettere: cosa si intende per una foto cercata? Direi che in questo caso, di tutto il posto dove mi trovato, l'unico soggetto appena appena appetibile, era questa vecchia barca "in secca" per cui non avevo scelta. Ho aspettato che le altre persone che passavano di là si levassero di torno e mi sono messo a cercare un'inquadratura che mi piacesse, con la diagonale, i terzi ecc ecc, le solite cose "standard" quando si cerca pulizia ed ordine compositivo. Molta pdc e via, già pensando alla conversione in bianco e nero con valorizzazione dei dettagli in ombra. Per carità, ho fatto foto peggiori, ma se mi fossi fermato un po' di più a pensare, avrei scattato qualcosa di diverso? Sembra una sorta di "pippa mentale" e molto probabilmente lo è, ma mi sto convincendo sempre di più che i grandi maestri della fotografia d'altri tempi avessero, oltre ad un innato talento assolutamente fuori discussione, un piccolo vantaggio rispetto a noi amanti della fotografia moderna: non esistevano gli zoom di qualità. Girare con una macchina fotografica equipaggiata del solo 50mm, non è la stessa cosa di girare con il 17-50 ed il 70-300 o con il 18-250 e compagnia bella. Il 50ino o qualunque altra ottica fissa vogliate montare, ti obbliga a riflettere su quello che stai scattando perchè quello che vedi nel mirino, non lo puoi cambiare se non muovendo le gambe ed anche in questo caso non è detto che l'inquadratura sia quella che avevi in testa. Per spiegarmi meglio: un'ottica fissa ti costringe a pensare a quello che stai facendo, non ti invoglia a metterti in posizione da qualsiasi punto e zoomare per creare la tua inquadratura. Questo lasso di tempo (che può durare da 1 secondo a parecchi minuti) ti consente di riflettere su quello che hai intorno e di osservare ancora più in profondità la scena, permettendoti di coglierne ogni aspetto. Sia chiaro, non sto dicendo che gli zoom sono la causa del mio mancato talento, figuriamoci: quello se ci fosse stato, sarebbe già uscito da tempo, ma sto riflettendo sul fatto che forse, provare a togliere gli zoom dal mio corredo lenti potrebbe aiutarmi a farmi "ispirare" da una scena piuttosto che cercare di rappresentarla alla meno peggio, sfruttando la comodità di una lente versatile e "veloce", che mi procura subito un'inquadratura più o meno azzeccata. La mia idea di fotografia è relax fisico e mentale: ci si prende tutto il tempo per pensare ed osservare, mentre i tempi moderni vorrebbero farci credere che scattare a raffica ti porterà di sicuro ad un risultato in maniera veloce e senza sforzo. Anche se l'atteggiamento si può cambiare utilizzando gli zoom, non si può negare che siamo un po' pigri di natura e quindi prima o poi cederemo di nuovo alla tentazione di ricominciare con la tecnica "veloce", secondo me l'essere umano ha bisogno di "costringersi" a fare le cose con calma...
Per ora il mio corredo di lenti fisse non è proprio scarso, ma neanche completo: un 24 f2.8, un 50 f1.8 ed un 90 f2.8. Montati sulla mia D7000 diventano difficilmente utilizzabili, ma il mio traguardo è sempre la full frame, per cui, una volta preso un 35mm dovrei aver coperto la maggior parte delle focali usate. Il 70-300 me lo terrò lo stesso, non si sa mai, ma conterei di farlo riempire di polvere. Una sfida? Può essere, ma io preferisco vederla come una presa di posizione a favore della fotografia rilassata e riflessiva.
Buona luce....riflessiva!