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Fotografia e Viaggi: Val d'Orcia (amministrativo e fotografico)

Post "tutto in uno" per un viaggio forse durato troppo poco, ma non lamentiamoci tanto, visto il periodo. Il posto non ha bisogno di presentazioni dato che si tratta di uno dei luoghi più fotografati d'Italia, nonchè uno dei più gettonati per riprendere film ecc (vedasi "Il Gladiatore", ad esempio). Dal punto di vista amministrativo, abbiamo alloggiato in un B&B a Bagno Vignoni (la locanda del loggiato), un paesino piccolissimo, famoso per la piazza-piscina:

Circa il B&B va detto che a noi è piaciuto tantissimo, anche se ha una caratteristica che forse non a tutti è gradita: non c'è la TV. Esatto avete letto bene: si tratta di una scelta precisa. Si cerca di favorire l'interazione tra gli ospiti nel salone antistante le camere, la lettura di libri sempre a disposizione e, magari, una suonata in compagnia con il pianoforte, anch'esso a disposizione di chi lo sa (o meno) suonare. Questa iniziativa, in tempo di covid, forse non è il massimo, ma l'idea di fondo è bellissima. Wifi sempre presente per cui chi fosse in astinenza da cavolate televisive, può risolvere con un tablet qualsiasi. Colazione ottima e servita in un luogo particolarissimo, arredato con tutti oggetti "di recupero" che fanno molto vintage e servito da una signora talmente simpatica ed affabile che ci metterete 2 ore a far colazione!!

Come mezzo di trasporto abbiamo ancora optato per la nostra automobile, così da limitare ogni interazione con il mondo esterno (...non solo per il covid, lo ammetto...😁).

In pochi giorni abbiamo visitato i borghi di: Radicofani, Castiglioncello del Tinoro, Montepulciano, Pienza, Montichiello, Castiglione d'Orcia, Montalcino e, sulla strada del ritorno, la città di Siena. Un bel tour de force sicuramente, ma ne è valsa la pena. La sensazione di pace e tranquillità non ci ha mai abbandonato, neanche quando ci siamo trovati in mezzo ad un po' troppa gente: per fortuna le "distanze minime" si riusciva sempre a tenerle. Il cibo, manco a dirlo, è uno dei piatti forti prima di tutto perchè siamo in Italia e poi perchè siamo in Toscana, dove le famosissime bistecche fiorentine sono all'ordine del giorno. Vale la pena di andarci anche solo per quello, fidatevi!!

Dal punto di vista fotografico ci sono luoghi che sono oramai diventati iconici come i boschetti di cipressi vicino a San Quirico d'Orcia:


In questo luogo però si possono trovare anche altri spunti, semplicemente girandosi verso destra rispetto al boschetto:

La presenza umana, in questo caso, aiuta a dare le proporzioni e le distanze, ma ovviamente la cosa più bella è la luce: c'è poco da fare quando ci sono colline tondeggianti si ricava il meglio dai paesaggi. Altri soggetti stra fotografati sono i vari poderi (tra cui anche quello dove è stato girato il Gladiatore, che non ho ripreso volutamente), che rendono bene ad ogni ora del giorno:


Nel secondo caso ho cercato di fare una cosa diversa dal solito, mettendo a fuoco sull'unica spiga che spuntava dalla marea verde e lasciando il vero soggetto fuori fuoco. Valutate voi se è un esperimento riuscito o se si tratta dell'ennesima boiata che ho combinato con la macchina fotografica...😆
Gli stessi cipressi (che si trovano praticamente ovunque) possono suggerire composizioni più grafiche:
In sostanza è molto difficile scostarsi dai grandi classici: le foto sapranno tutte un po' di già visto. E' il prezzo da pagare quando si va a visitare un posto famosissimo. Per quanto riguarda i vari borghi, a noi sono piaciuti particolarmente San Quirico d'Orcia e Pienza. Quest'ultimo è fotogenico anche dall'esterno:

Alla fine sono rimasto soddisfatto del mio giro fotografico? Assolutamente si, anche perchè, finalmente sono riuscito a scattare una foto che volevo fare da tanto tempo e che, nonostante i tentativi riusciti in altri luoghi, non riuscivo mai ad autoconvincermi che ce l'avevo nel portfolio. Niente di che, è lo scatto di un unico, semplice, facile, alberello solitario:


Lo so, è una cacchiata di foto, ma è proprio una cosa mia personale, che inseguo da tempo. Lasciatemi questa piccola soddisfazione, mi accontento di poco dopo tutto no? 😇 Chiaramente ne ho scattate a centinaia di foto con alberelli solitari, ma questa mi regala la tranquillità che cercavo per il mio scatto. Per chi volesse guardare altre foto, l'album è QUI anche se si tratta di un estratto dell'estratto visti i limiti di Flickr.

Durante la permanenza abbiamo cercato anche di riprendere particolari di ogni genere, presenti nei borghi e che magari sembravano più simpatici. Ad esempio questa pubblicità di un negozio locale:

O il classico mezzo di trasporto da ferie:

Passando anche per una interpretazione medio artistica cialtronata, con tanto di domanda amletica: meglio steso o appeso?

C'è anche tempo per dare un po' di spazio all'ironia:
Inutile dire che i tramonti sono il pezzo forte del luogo (anche perchè di alzarmi all'alba, in ferie, non ci penso nemmeno...😂)

Che attrezzatura portare in un viaggio simile: quella tipica per un viaggio a caccia di paesaggi. Grandangolo (Tokina 17-35 f4), Teleobiettivo (Tamron SP 70-300 f4/5.6) e l'immancabile 50mm f1.8 per riprendere i borghi o per i ritratti vari. Un buon cavalletto (ne avevamo uno a testa) con scatto remoto se possibile e filtri vari (che ovviamente NON ho usato, tanto per cambiare). Noterete che manca una notturna che, normalmente, scatto sempre: questa volta non l'ho fatto principalmente per motivi di coprifuoco che, durante la nostra permanenza, era attivo e puntato alle 22, rendendo impossibile uno scatto del genere. Quali sono le difficoltà maggiori? Sicuramente trovare composizioni diverse dal solito e, per quanto riguarda la post produzione: la correzione del colore delle colline sugli sfondi che, immancambilmente, si riempiono di blu. Ricordo che, un po' di blu è accettabile nella vegetazione a distanza (nella foto qua sopra, parlo della montagna alta sullo sfondo), ma non deve essere esagerato, altrimenti, quando andate ad umentare la saturazione, anche solo di un paio di punti, diventa blu fosforescente. Va corretto come prima operazione, come sempre. Il problema è che bisogna stare attenti a non sballare altre zone della foto come le nuvole che tendono, in questi casi, a virare verso il verde...e non è un bel vedere. Insomma, più problemi tecnici derivati dai consueti limiti tecnologici, che altro. Se avete quindi intenzione di fare un viaggio da quelle parti, non preoccupatevi tanto delle problematiche, ma godetevi posti, luce e cibo perchè meritano tantissimo!! Non dimenticate di farvi un giro lungo la "strada dei campi elisi", quella usata per le riprese de Il Gladiatore:
In questo caso ho lasciato la foto con il colore ripreso in origine, per farvi capire cosa intendo con correzione del colore. Guardate la foto qua sotto e notate la montagna, non serve dire altro:
Spero di avervi dato qualche informazione in più su questi splendidi luoghi e qualche indicazione fotografica interessante, soprattutto per la vostra post produzione. Ricordatevi di non esagerare con la saturazione, soprattutto se non avete corretto bene il colore sullo sfondo. Come indicazione di massima, non accettate mai più di 10 punti Lab di blu sulle montagne. Un valore accettabile, sempre con il metodo Lab è -5 nel canale "a" e massimo -8 o -9 nel canale "b" (che tradotto significa 5 punti di verde e 8 o 9 di blu), a prescindere dalla luminosità. La correzione potete farla tranquillamente in RGB, agendo sulla curva del BLU, più o meno come vi ho fatto vedere nel post relativo alla neve che trovate QUI
Ovviamente per dubbi, domande, indicazioni, insulti ecc, usate i commenti.

Buona luce alla griglia!

Fulmini e Photoshop sereno

I fulmini, come tutti i fenomeni naturali, attraggono gli appassionati di fotografia come le api con il miele. Ovviamente non potevo fare a meno di farmi coinvolgere anche io e quindi, approfittando del meteo proprio di ieri sera, ho fatto il mio tentativo personale di riprendere questa ennesima manifestazione di potenza della natura. Innanzitutto come si riprendono i fulmini che, per definizione, sono velocissimi? Esattamente con il contrario della loro caratteristica ovvero con una bella foto a tempo lungo. Normalmente una impostazione di partenza con Iso 100, f11 e 20sec dovrebbe fornire un discreto risultato. Ovviamente dipende anche da quanto inquinamento luminoso c'è nel luogo dove vi mettete a riprendere il fenomeno. Nel mio caso, mi sono messo sul balcone ed ho sfruttato il tetto della pizzeria di fronte a casa che, in quel momento, stava chiudendo (quindi meno macchine in movimento e meno fanali accesi). Do per scontato l'utilizzo del telecomando o dell'autoscatto, come in ogni occasione in cui si sfodera il treppiede, per cui mettetevi comodi e cominciate a scattare. Ovviamente vi deve andare di fortuna perchè nei 20 secondi di esposizione deve passare un fulmine all'interno della vostra inquadratura e non è per nulla scontato. Nello specifico ho scattato una 30ina di foto di cui solo 15 vedevano la presenza di fulmini al loro interno e, di queste 15, solo una decina abbondante meritavano un successivo utilizzo. Più foto scattate, più probabilità avete di beccare i fulmini, MA, dovrete lavorare di più in fase di selezione per non ottenere un'immagine troppo incasinata, con presenza di troppe scariche nell'inquadratura. Vi faccio subito vedere il risultato finale: niente di che, ma ricordate che ho ripreso tutto dal balcone...
Quali sono le operazioni da fare per ottenere un merge come questo? Innanzitutto selezionate i vostri file e decidete quale sarà lo SFONDO del vostro scatto: io ho scelto quello che aveva il bagliore più luminoso e poi capirete il perchè. A questo punto scelto il livello di base da cui partire, ho importato in Photoshop tutti gli altri file che sono stati caricati come livelli all'interno dell'immagine. Nel mio caso, PS ha creto tutti oggetti avanzati per cui ho selezionato tutti i livelli escluso lo sfondo ed ho "RASTERIZZATO" le immagini così da renderli dei livelli a tutti gli effetti. In questo modo potrete selezionare nuovamente tutti i livelli (questa volta comprendendo anche lo sfondo) ed utilizzare la funzione ALLINEAMENTO AUTOMATICO DEI LIVELLI che sistemerà ogni minima differenza di composizione tra le varie immagini. Non tralasciate questo passaggio perchè, anche se avete utilizzato il cavalletto, ci saranno degli scostamenti minimi tra ogni foto, fidatevi!! Fatto questo arriviamo al momento divertente: togliete la visualizzazione a tutti i livelli tranne che allo sfondo ed iniziate con il primo:
  • Rendete visibile il livello
  • Cambiate il metodo di fusione in "Schiarisci"
In questo modo verrà fuso solamente il fulmine lasciando invariato il resto della foto. A tale proposito ora potrebbe essere più chiaro il motivo per cui ho scelto, come foto di sfondo, quella con il bagliore più deciso: così non ci saranno sovrapposizioni di nuvole più chiare o semi visibili tipo fantasma, che renderebbero la composizione irreale, costringendovi ad utlizzare delle maschere di livello per togliere elementi. Verificate che il nuovo fulmine inserito nella foto sia effettivamente utile allo scopo e non aggiunga solo casino alla composizione. Fate così con tutti gli altri livelli presenti nel vostro merge e non abbiate paura di scartare un livello se per caso dovesse risultare ridondante o poco interessante dal punto di vista dell'aggiuna alla foto. Nel caso specifico, se notate a destra c'è un fulmine verticale: deriva da uno scatto dove era presente SOLO quello, quindi poco prappresentativo. Vista però la quantità di scariche orizzontali presenti, ho immediatamente confermato l'aggiunta, proprio perchè inserisce un elemento orientato diversamente dagli altri. E' chiaro che ogni foto è a se quindi non prendete quello che vi scrivo come scolpito nella pietra...dovrete usare la vostra testa ed il vostro gusto.
Finita l'operazione schiarisci (chiamiamola così), se siete soddisfatti potrete cancellare i livelli scartati ed unire il tutto in un unico livello. A questo punto si tratta di fare un po' di normale post produzione per la quale vi segno i punti che, secondo me, sono necessari:
  • Colori e bilanciamento del bianco: il fulmine dovrebbe essere bianco per cui, se volete riprodurre i colori perfettamente, fate si che i valori RGB del fulmine siano tutti e tre intorno a 250
  • Contrasto: dateci dentro perchè è su quello che si basa la potenza della foto, per cui curve ad "S" belle decise (poi dipende sempre da cosa avete messo davanti ai fulmini, se volete che sia bello leggibile o meno...)
  • Color grading: lo so, è un termine più da video che da foto, ma in questo caso lo prendo in prestito anche per spiegare la mia scelta specifica. Se neutralizzate fulmini e cielo vi viene tutto grigio ed è corretto che sia così, ma se volete dare alla vostra foto un'impronta diversa potete divertirvi con qualche dominante. Nel mio caso ho scaldato il tutto tramite la Google Nik Collection/Color Efex Pro/Brillance-Warm. Niente di fantascientifico, semplicemente una scaldata alla temperatura del colore
  • Sharpening: in questo caso se utilizzate la tecnica della "mazzetta" (vedi post sullo studio dell'HDR) o le varie tecniche standard è facile che il fulmine PERDA di spessore a favore di un bordo nero enfatizzato. Lo sharpening infatti crea questo genere di artefatto per simulare una maggiore incisività. In questo genere di foto non è detto che sia utile. Nello specifico ho usato il filtro "Accentua Passaggio" + fusione in sovrapponi, con un raggio di 4 / 5 pixel e solamente perchè volevo un primo piano un po' meno morbido, altrimenti manco l'avrei usato
Ecco qua, svelato il segreto dei fulmini fotografati. Come potete leggere, non c'è nulla di difficile: basta un po' di pratica e, soprattutto, vincere la pigrizia! Nel mio caso sono stato "gentilmente" invitato a scattare queste foto, mentre me ne stavo bello tranquillo sul divano. Sarebbe stato molto meglio uscire e mettere un soggetto decente davanti a questo spettacolo della natura, ma il massimo che sono riuscito a fare è statao andare sul terrazzo e tirar fuori il cavalletto. Questo è l'unico VERO consiglio che posso darvi: alzate il regale sedere e cercate le situazioni più belle per associarci i fulmini. Magari guardatevi intorno anche quando il cielo è sereno e memorizzate una possibile composizione, non si sa mai che vi troviate proprio in quel posto mentre si sta per scatenare l'inferno elettrico.

Buona luce fulminata!

Etica della post produzione (ode alla fuffa più nobile)

Ebbene si, ci ho provato in tutti i modi ad evitarlo, ma alla fine ci sono arrivato anche io. A fare cosa? Ma a parlare della cosiddetta "etica fotografica" associata alla post produzione no? Che domande!! Se provate a fare una ricerca su Google scrivendo "è corretto fare la post produzione alle foto?" sapete quanti risultati ottenete? 6.950.000 .....già e sono sicuro che almeno il 90% avranno, al loro interno, un minimo di ragionamento legato all'etica di chi manipola arbitrariamente le immagini. Programmi sempre più potenti e facili da utilizzare, app gratuite da cellulare che promettono prestazioni migliori di software professionali (e costosi...), corsi a pagamento per imparare ad utilizzare queste app, insomma: per chi vuole cimentarsi nella post produzione, c'è solo l'imbarazzo della scelta! Ognuno con il proprio livello, può scegliere tra una pletora di software che fanno le cose più miracolose. La tentazione quindi è molto forte, ma ci siamo sempre noi dietro al monitor o no? Per cui non cerchiamo scuse, ammettiamolo: è bello andare in giro e scattare a cazzo di cane, senza pensare a niente, perchè tanto poi la sistemo a casa, davanti al pc, dico bene? NO, non dico bene, per due semplici motivi:
  1. si parla di FOTOGRAFIA e non di Artwork
  2. sistemare una foto del cavolo in post produzione può costare ore di lavoro, mentre farla correttamente "in diretta", magari costa 1 minuto di ragionamento
Ma allora la post produzione, in teoria, non serve? Potrebbe anche darsi, ma non credo. Senza addentrarmi nei concetti di raw ed immagine raster (che già di per se rappresenta una sorta di post produzione), vi posso assicurare che la post (fatta in maniera sensata) altro non fa che arginare i limiti delle attrezzature (anche quelle più costose...) rispetto alla nostra percezione visiva. O almeno così dovrebbe........
Come ho scritto sopra: ci siamo noi dietro al monitor e quindi cosa vogliamo fare? Vogliamo realmente VALORIZZARE uno scatto eseguito correttamente, con il valore artistico della nostra sensibilità ecc oppure vogliamo STRAVOLGERE uno scatto, magari riuscito male, ma del quale ci piace la composizione (ad esempio)? La scelta per molti è facile, per altri molto difficile, soprattutto davanti alla facilità con cui si ottiene una foto "google", strasatura, piena di dettagli ecc.
Dato che state leggendo il mio di blog, a questo punto vi tocca la mia opinione (per altro già nota da diverso tempo): per quanto mi riguarda, la post produzione deve avvicinare la fotografia a quello che realisticamente stavamo vedendo, valorizzando le nostre capacità di fotografi. Quindi post produzione minima, sempre e comunque? A questa domanda rispondo DIPENDE. Un po' come lo sharpening, anche le fotografie vanno lavorate a seconda della destinazione e mi spiego: se volete appendere la vostra opera in salotto, penso che venga automatico cercare un risultato realistico e non pacchiano o orribilmente saturo perchè, se vi fosse sfuggito, le foto troppo sature o in oversharpening, se le stampate, fanno veramente cagare, provare per credere! Se la foto è destinata ad un concorso, molto probabilmente non vorranno nemmeno la post produzione, per cui vi rispondete da soli. Se la foto la volete vendere su qualche sito particolare, dipende dalle regole del sito. Se la volete per il vostro desktop potrete pure esagerare, tanto la guarderete voi e chi se ne frega dell'opinione degli altri? Insomma, di situazioni ce ne sono sempre tantissime. Gli estremismi, come sempre, non servono a nessuno! Di certo però c'è che la post produzione, a mio parere, NON è bypassabile per i motivi tecnici di cui sopra.
Proviamo a vedere un esempio pratico: guardate questa foto di Angkor Wat
Questa foto è stata scattata con una luce discretamente orrenda e post prodotta in pochi secondi tramite un raw developer. E' stata enfatizzata l'atmosfera, ma con quella luce, questo si poteva ottenere. Guardate invece la stessa foto, lavorata un po' di più:
E' lo stesso scatto, solo che, tramite Luminar 4 ho sostituito il cielo, adattato la luce di scena e, tramite Photoshop, riprodotto il riflesso rendendolo più o meno credibile con una sfocatura di movimento. Questo scatto ha ricevuto una montagna di complimenti....fino al momento in cui ho fatto vedere l'originale e rivelato il ritocco. A mio parere, un occhio mediamente esperto si sarebbe accorto del fatto che è stata manipolata pesantemente, ma tralasciando questo particolare, la domanda è sempre la stessa: è corretto agire in questo modo? Se ragioniamo come quelli che mi hanno insultato direi di NO, ma voglio fare l'avvocato del diavolo (che in questo caso sarei io...): secondo voi, quando sono partito per la Cambogia, avevo qualche aspettativa circa lo scatto che avrei potuto fare ad Angkor Wat? Sempre secondo voi, quando ho visto le condizioni di luce in cui mi sarei trovato a scattare, come l'ho presa? Diciamo che il cielo a momenti si modificava in diretta, ma immaginate lo stato d'animo: adori la fotografia, sei in un posto che, molto probabilmente, non vedrai mai più in vita tua ed hai a disposizione pochi minuti per cercare lo scatto che auspicavi prima di partire. Fossi stato dietro casa, non avrei nemmeno fatto la fotografia in quelle condizioni, ma ovviamente ne ho scattate una ventina...e quando mi capita di nuovo? Ecco, a questo punto torni a casa ed hai la possibiltà di rendere la tua foto più magica, con un'atmosfera bellissima ecc, MA devi cedere alla tentazione di appesantire la mano con la post produzione. Cosa fare? In questo caso, personalmente non demonizzo queste opportunità di ritocco perchè trovo che ognuno di noi abbia anche il diritto di vedere nel proprio archivio una foto "come te la immaginavi prima di partire", almeno ogni tanto: noi amatoriali siamo pieni di fotografie di posti meravigliosi, scattate con una luce del cavolo e non fate quelle facce che lo so bene come funziona!! Se devo dirla tutta, alla fine ho stampato la prima delle due foto: su carta è un po' migliorata, ma rimane comunque una foto con pessima luce, punto. E quindi, riassumendo come la penso sulla post? Penso che sia assolutamente indispensabile per l'attuale livello di tecnologia disponibile, ma che vada utlizzata con il cervello acceso. Questo in generale. Nello specifico, come detto sopra, va pensato lo scopo della foto per modulare il più possibile gli interventi da fare. Alle mie foto cerco di dare sempre un senso di realismo, anche per quanto riguarda gli HDR, a meno che non voglia dichiaratamente fare una cosa ad "alto impatto", ma evidentemente artificiosa. In due parole: utilizzo la post produzione per avere risultati naturali, ma non mi nascondo quando esagero volutamente. Una cosa vorrei chiedere però, soprattutto a chi si avvicina al mondo della fotografia: cercate di avere chiaro in testa il vostro concetto di fotografia e non fatevi tentare dai facili strumenti di modifica miracolosa che ci sono in giro. Usate la vostra testa, senza accodarvi alle mode del momento, anche in termini di immagini! Vi piace tanto la post produzione? Bene, allora STUDIATE, perchè così arriverete a padroneggiare al meglio gli strumenti e potrete scegliere ogni cosa usando il vostro cervello e non eseguendo in maniera babbea l'azione che avete scaricato da internet!

Buona luce, post prodotta.

Il software "giusto"

Come ben sapete non sono molto propenso a parlare di software o simili all'interno di questo blog dedicato alla fotografia "sul campo", ma si sa che la fotografia digitale non può fare a meno di un intervento di post produzione, soprattutto se siete abituati a scattare in RAW come il sottoscritto. La mia esperienza con i software di sviluppo e ritocco fotografico è di antica data e posso tranquillamente affermare che il miglior software per l'elaborazione delle proprie immagini deve seguire le seguenti semplici regole:
  1. deve essere conosciuto bene da chi lo usa;
  2.  se possibile deve avvicinarsi il più possibile a quello "proprietario" del proprio brand.

Le affermazioni di cui sopra lasciano ovviamente aperta la porta all'utilizzo di qualunque programma per la post produzione: se vi piacciono Photoshop, Elements, Ligthroom, Paint Shop Pro, Aperture, Dxo ecc utilizzateli senza paura, sono tutti estremamente buoni, MA, sappiate che non riusciranno a spremere i vostri RAW al massimo e mi spiego riportando l'esperienza degli ultimi mesi. Premettendo che sono un utilizzatore di PS già dalla versione 5, sono stato tentato di provare lo sviluppo dei miei file raw con Capture NX2 di Nikon, il classico programma proprietario che hai in "omaggio" con le macchine full frame e che paghi con tutte le altre. Sono rimasto stupito dalle possibilità che offre, non tanto in senso creativo (su PS girano tante di quelle plugin che ti stanchi prima di averne provate metà...), quanto sulla qualità del risultato: 
  • i profili della fotocamera sono identici a quelli che trovate installati nella macchina, mentre quelli di PS sono "adattati" per cercare di avvicinarsi il più possibile agli originali e le differenze si vedono;
  • la gestione del noise "nativo" è decisamente migliore (non ho quasi più usato il denoiser, neanche per scatti a 4000 ISO, mentre con PS era una tappa obbligata prima del salvataggio finale);
  • il salvataggio del file raw avviene direttamente sopra al NEF (mantenendo tutti i vari "livelli" di regolazione), mentre con PS ti tocca salvare o un file TIFF (che ti riempie il disco con 3 foto...) oppure in PSD che è il formato proprietario di Photoshop.
  • la conversione in Jpg è migliore a parità di fattore di compressione utilizzato.
Ovviamente tutte queste differenze sono superabili mediante approfondita conoscenza del software utilizzato nel senso che se siete dei maghi di PS non avrete difficoltà a gestire lo sviluppo di qualsiasi raw, a prescindere dal brand del vostro sistema reflex, ma se appartenete alla classe di quelli che quando hanno un dubbio cercano il tutorial su internet e dopo aver visto il tutorial pensano: "Ma chi te lo fa fare di perdere tutto questo tempo", allora forse bisogna orientarsi su software che tagliano drasticamente i tempi di sviluppo, come quelli dedicati. In ogni caso, scegliete un software ed usate solo quello, altrimenti andate via di testa. A titolo di esempio, dei jpg creati con Capture e poi ridimensionati con PS senza alcun altro intervento se non il resize e poi il salva con nome, presentavano dei colori diversi, più saturi e con un bilanciamento del bianco difforme dal file iniziale. Non mi sono ancora dato una spiegazione a riguardo, ma provando a fare il resize e salva con nome tramite Capture, il problema era risolto. Parlando di jpg e non di raw la cosa mi preoccupa...
Riassumendo mi sento di consigliare, a tutti quelli che possiedono Nikon, l'utilizzo di Capture NX2 al posto di PS visto che la possibiltà di salvare dei profili di sviluppo personalizzati è identica al prodotto di Adobe, così come la possibilità di applicare i settaggi via batch per "sgrezzare" i file tutti insieme senza nemmeno aprirli. I livelli di regolazione sono praticamente identici, così come il cerotto elimina polvere o le maschere di livello. Il bilanciamento del bianco funziona meglio su Capture che usa 3 punti di colore (bianco, nero e grigio) a differenza di PS che ne usa uno solo. Certo PS ti apre al vero fotoritocco, puoi fare di tutto e di più, mentre con Capture puoi "solo" sviluppare il tuo raw mettendo al massimo gli effetti disponibili (ad onor del vero segnalo che la suite Color Efex Pro gira perfettamente e quindi, volendo, di effetti ne avete a valanghe...). Il punto di vantaggio è che non sei tentato di fare tutte le troiate che sono a portata di mano su PS e questo, a mio avviso, ti porterà anche ad avere un approccio diverso alla foto che scatti sul campo, senza pensare troppo alla post produzione.
Buona luce!