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Fotografia e viaggi: Namibia (post amministrativo)

Ebbene si, dopo tanto tempo di attesa ed i risparmi accumulati, siamo finalmente riusciti a realizzare uno dei nostri sogni: andare in Namibia!! Che cosa può spingere una persona a voler visitare un posto per lo più desertico e con una densità media di 0,7 persone per chilometro quadro? Ovviamente la voglia di spazi infiniti, di paesaggi incantati, di natura libera e selvaggia, ma anche di rendersi conto di quale sia il nostro vero posto all'interno di questo ingranaggio che chiamiamo pianeta Terra. Questo primo post, come di consueto, tratterà il viaggio dal punto di vista amministrativo, per cui niente foto o argomenti fotografici specifici. Per quello dovrete attendere un po' vista la quantità di scatti portati a casa, si prospetta un'estate calda e non solo per il clima esterno 😁.

Il viaggio è un viaggio di gruppo di tipo "tutto organizzato" con tour operator "Il diamante" di Quality Group. Si tratta probabilmente del top di gamma disponibile per questo Paese e questo si riflette anche sul prezzo, da top di gamma 😱. Sedetevi tranquilli e iniziate a fare salvadanaio perchè, per un viaggio simile, serviranno più o meno 4.400 euro a testa + gli extra in loco (che per noi si sono assestati in 350 euro in due, poteva andar peggio!). Durata 13 giorni di cui 9 notti in Namibia e 2 sull'aereo. Compagnia aerea Lufthansa con tratte che andavano da Milano Malpensa a Francoforte e poi da Francoforte a Windhoek. Durata dei voli: 1 ora circa da Milano a Francoforte e poi 10 ore circa da Francoforte a Windhoek. Sulla logica di farti perdere praticamente 2 ore per andare e tornare da Francoforte, solo una qualche divinità potrà illuminarci, ma, per lo meno, i voli "lunghi" partivano entrambi intorno alle 19 ed essendoci lo stesso fuso orario tra la Namibia e l'Italia (durante l'ora legale), se riesci a dormire di notte, ti svegli perfettamente allineato e senza jet leg da gestire. A tale proposito segnalo che Lufthansa non fornisce le cuffiette per vedere il film o ascoltare la musica: se le volete le dovete COMPRARE sull'aereo oppure dovete portarvi le vostre 😤. Stesso discorso per le coperte. Sono ancora scandalizzato all'idea, ma è giusto che lo sappiate, dato che le pubblicità di queste super compagnie aeree promettono mari e monti e invece lucrano sui 2 euro di affitto di queste cose che dovrebbero essere comprese in automatico, vista la lunghezza della tratta. Ultimo appunto: scordatevi film o altro in lingua italiana, nemmeno i sottotitoli ci sono nel nostro idioma. Suggerimento spassionato: createvi il vostro kit da viaggio lungo che dovrà comprendere: tablet (con qualche film, serie tv memorizzati sopra), cuffiette (con sdoppiatore se siete in due), reggi tablet per appoggiarlo al tavolinetto e giacca della tuta da mettervi addosso per dormire o da tenere legata se non vi serve. Non si sa mai...✌

Purtroppo è distante il ricordo del volo verso la Cambogia con la compagnia Thai, il miglior volo mai fatto in vita mia, 12 ore senza nemmeno accorgermene!

La guida era italiana (di Padova, per la precisione) e vive in Namibia da 20 anni. Espertissimo del Paese e sempre pronto ad aiutare/suggerire le combinazioni di vestiti/percorsi ecc migliori. In linea con la qualità del viaggio in generale...ed inoltre, appassionato di fotografia: non poteva capitarci di meglio!!

Inutile dire che si tratta di un viaggio dove tutto è perfettamente calcolato, al minuto intendo dire!! Ci sono stati giorni in cui era previsto, ad esempio, un safari pomeridiano alla ricerca di vari animali e l'arrivo, apparentemente casuale, sopra ad una duna di sabbia rossa circondata dalla savana, ha permesso di "costruire" un tavolino con tovaglia dove sono stati sistemati snack e drink per un aperitivo, giusto in tempo per gustarsi il tramonto. Casualmente l'occorrente per il tavolo era già nel posto giusto, ad aspettare l'arrivo della nostra jeep. Roba da Berluska, veramente! 😎 Per quanto ci riguarda, non siamo affatto abituati a questo tipo di trattamento, ma devo ammettere che, ogni tanto, fare la parte del nabbabbo è divertente.

L'itinerario è stato il seguente (cito solo le notti in Namibia ovviamente):

Sera 1: Naankuse Lodge - A nord di Windhoek, all'interno di una riserva dove, al pomeriggio, abbiamo fatto un primo safari veloce, tanto per iniziare a farci l'occhio sugli animali. Particolare non da poco: dato che questo lodge ha solo 6 stanze ed il nostro gruppo era da 7, io e la mia compagna siamo stati destinati ad una VILLA SINGOLA in mezzo alla savana. A 2 minuti a piedi dalla struttura principale, ma avevamo veramente una villa a nostra disposizione con vista su TUTTO: una cosa assurdamente bella. Abbiamo finalmente capito che tipo di casa sarebbe perfetta per noi 😆

Sera 2 e sera 3: Riserva privata di Ongava - Continuando verso nord abbiamo alloggiato a ridosso del parco di Etosha e, per due giorni, ci siamo dedicati alla ricerca degli animali facendo letteramente fondere gli otturatori delle reflex a suon di raffiche. Notare che il lodge dove alloggiavamo (che si trova all'interno della riserva stessa), aveva una pozza d'acqua giusto sotto alla terrazza panoramica dedicata a pranzo e colazione per cui mangiavi mentre gli animali bevevano tranquilli in totale libertà. Un rinoceronte adulto passeggiava senza timore a una decina di metri da una delle stanze. Esperienza a dir poco fantastica!

Sera 4 e sera 5: Malansrus Damaraland Glamping camp - Ci spostiamo verso ovest, nella zona del Damaralan passando per il villaggio Himba, una popolazione locale che vive ancora secondo le antiche tradizioni. Ora come ora è un po' turistico come posto, ma il villaggio segue davvero le antiche regole, per cui vale assolutamente la pena di vedere e di ascoltare quello che hanno da dirti. Per chi non lo sapesse il concetto di "glamping camp" riunisce il concetto di campeggio e di resort in un unico luogo. In pratica alloggi in una tenda di lusso grande come casa mia, con servizi ecc, ma con le pareti esterne di tela anche se la struttura è in muratura. In pratica è un finto campeggio dove tutto è più che perfetto: da provare sicuramente. Il Damaraland offre un paesaggio in cui, le conformazioni rocciose, ricordando le distese americane e la monument valley. Si capisce perfettamente da dove si sono staccati i continenti milioni di anni fa dato che analogie simili non potrebbero essere spiegate in maniera diversa. Durante queste giornate, oltre ai paesaggi, ci siamo dedicati alla visita delle famose pitture rupestri di Twyfelfontein ed alla ricerca, tramite una vera e propria caccia fotografica, degli elefanti del deserto. Seguendo le tracce sul letto del fiume asciutto, siamo riusciti a scovarne un branco che si è lasciato ammirare senza curarsi troppo della nostra presenza. Altra dimostrazione di come in Africa, al massimo, puoi fare da spettatore, ma di certo non sarai mai il protagonista di niente!

Sera 6: Hansa Hotel a Swakopmund - Sulla famosa Skeleton coast (quindi proseguiamo ancora verso sud ovest) facciamo tappa a Cape Cross per ammirare (ed annusare...) l'enorme colonia di otarie che ha preso possesso di buona parte di questa zona. Inutile sottolineare che, oltre alla bellezza di questi animali, bisogna mettere in conto anche un odore a dir poco memorabile! I più resistenti, armati di eucalipto e vari balsami tigre spalmati sotto al naso, sono riusciti a resistere non più di 20 minuti prima di fuggire in preda alla nausea più profonda! La cittadina di Swakopmund invece è la classica località di mare dove abbiamo pranzato a suon di spaghetti allo scoglio, perfettamente preparati da un ristoratore di origini vicentine che si è trasferito in Namibia diversi anni fa. Una piccola lezione di "carboidrati" agli amici del luogo, abituati alle sole proteine "grigliate". Grandissimo Cristian!! La mattina seguente non potevamo perderci il giro sulle dune di Sanwich Harbour, uno dei luoghi più spettacolari del pianeta: le dune di sabbia che si gettano a capofitto nell'oceano atlantico, sono uno spettacolo davvero incredibile, nonostante il vento fortissimo che ha rischiato di mettere ko anche le nostre macchine fotografiche. Anche in questo caso, verso l'orario di pranzo, ci siamo fermati su di una spiaggia riparata dal vento, dove ci è stato offerto una sorta di pic nic con un sacco di stuzzichini uno più buono dell'altro. Ancora una volta, l'organizzazione è stata più che perfetta.

Sera 7 e sera 8: Desert Hill Glamping Camp - Altre due sere con la formula della "tenda di lusso", questa volta però in mezzo al deserto del Namib, molto diverso dal Damaralan: il deserto ha un paesaggio che passa da conformazioni arrotondate per via del vento che soffia incessantemente alle classiche dune sabbiose della zona di Sossusvlei (ci troviamo quindi a sud del Paese, leggermente rientrati verso l'interno). Un paesaggio assolutamente indimenticabile con una piccola sorpresa inaspettata: una sera, mentre cercavamo ispirazione per una foto della stellata, ci siamo accorti di avere un piccolo sciacallo che girava fuori dalla nostra tenda. Senza troppo panico siamo rientrati, chiudendoci ed abbiamo atteso che "shaky" (così l'abbiamo chiamato) decidesse che lì non c'era cibo per lui. Abbiamo poi scoperto che il nostro amico faceva tappa alla cucina del ristorante perchè qualcuno, ogni tanto, gli ha lanciato dei resti di cibo. Ecco spiegato un comportamento che, viceversa non avrebbe avuto altra spiegazione se non quella della mancanza grave di cibo, che renderebbe questi animali addirittura pericolosi per l'uomo vista la potenza del loro morso nonostante la stazza ridotta. Durante questi due giorni abbiamo avuto il tempo di ammirare i paessaggi di Sossusvlei e Deadvlei, con la famosa "duna 45" (il nome deriva dal km della strada che porta verso il deadvlei) e l'imponente "big Daddy", la duna più alta al mondo che si erge per ben 380 metri circa. Vista da sotto vi assicuro che è davvero alta! Un paio di pazzi furiosi del nostro gruppo l'hanno scalata impiegandoci mediamente un ora e 15 minuti, per poi gettarsi a capofitto in una discesa quasi verticale che ti fa arrivare direttamente sul deadvlei (il famoso lago asciutto con i tronchi mummificati, una delle immagini più iconiche della Namibia).

Sera 9: Kalahari Anib Lodge - Serata finale nel deserto del Kalahari che, a differenza degli altri due, offre molta più vegetazione. La cosa sorprende perchè per terra c'è sabbia, dove affondi con le scarpe esattamente come faresti su una spiaggia qualsiasi, ma da questa sabbia (ovviamente di colore rosso accesso) spuntano piante e vegetali oltre a una serie di alberi che ospitano i nidi degli uccelli tessitori. Sono in pratica mega condomini di uccelli che arrivano a pesare anche delle tonnellate e che sono costruiti, con minuziosa precisione e pazienza, direttamente sui rami degli alberi o su qualsiasi altro supporto che venga ritenuto idoneo (ne abbiamo visti attaccati ai tralicci dell'alta tensione, lievemente fuori norma per le nostre leggi, ma si sa che in Africa, tutto è concesso!!😁). Il safari pomeridiano si è concluso con un aperitivo al tramonto sopra una delle dune rosse della riserva che ci ospitava. Le dune sono molto più basse di quelle del Namib ovviamente, ma offrono un paesaggio praticamente unico: vegetazione ed animali nel deserto, con un tramonto semplicemente indimenticabile 😍.

L'ultma giornata è stata dedicata ad una veloce visita della capitale Windhoek che, in tutta onestà, non ci è piaciuta per nulla. Una città che definirei "inutile" se non fosse che concentra quasi tutta la popolazione della Namibia. Non offre praticamente nessuna attrattiva turistica, anzi, sembra quasi che cerchi di somigliare ad una capitale europea, con centri commerciali ecc. Una sorta di nota stonata all'interno di una nazione fortemente "africana".

Questo per quanto riguarda l'itinerario. Per quanto riguarda il cibo, probabilmente siamo stati fortunati visti i lodge utilizzati, ma in Namibia curano tantissimo sia la cottura che l'impiattamento. Davvero bravi e tutto buonissimo! Dieta a base di carne, ma la verdura abbonda ed anche i vegetariani troveranno un sacco di alternative per sfamarsi senza alcun problema. Mi raccomando, evitate i ristoranti dove offrono carni strambe tipo giraffa, zebra ecc...favorite quelli che offrono carne "normale" tipo manzo, maiale ecc...al massimo accettate lo spezzatino di antilope. Questo perchè le antilopi sono tantissime in Namibia, ve le trovate anche in bagno a momenti, mentre gli altri animali sono tutti a rischio estinzione. Non favorite l'abbattimento di specie a rischio, per carità!!!😡

Per gli amanti dei cieli stellati, ogni sera c'è una nuova occasione per fotografare la via lattea. Si vede perfettamente ad occhio nudo e vi garantisco che in Nambia, le stelle fanno davvero sul serio! Non ho mai visto cieli così pieni di luce, polveri cosmiche e costellazioni. La croce del sud veglia costantemente sul viaggio, così come l'enorme costellazione dello scorpione. Vale la pena di fissare quei momenti dato che nel nostro emisfero non potremo più vederli e non solo per via della posizione rispetto all'equatore. L'inquinamento luminoso, da quelle parti, è praticamente inesistente, anche senza andare nel deserto...

Questo è uno di quei viaggi che ti fa capire come l'Africa ti apre gli occhi ed il cuore ad una realtà a cui non siamo (e probabilmente non saremo mai) abituati! In questo Paese, non sei tu a dettare le leggi, ma la natura. Tu puoi guardare, ammirare, stupirti, ma devi stare al tuo posto e te lo ricordano ogni giorni i tanti animali che ti attraversano la strada o che ti passano vicino alla macchina senza nemmeno calcolarti. Vedere un elefante maschio adulto che mangia tranquillo a 3 metri dalla jeep e che potrebbe ribaltartela semplicemente spostando una zampa, ti fa capire quanto siamo insignificanti ed inutili per la vita su questo continente. La presenza umana, dopo qualche giorno, ti sembra sempre al posto sbagliato ed hai la sensazione che ti trovi in quel luogo solo perchè qualcuno te l'ha concesso. In poche parole, il mal d'Africa è una cosa che va provata in prima persona, solo così si riesce a capire quanto certi paesaggi e certe situazioni ti entrano dentro, ti cambiano la visione del nostro pianeta e ti fanno rendere conto di quanti danni stiamo facendo senza curarci del fatto che qui, noi, siamo solo degli spettatori non paganti del più bello spettacolo che esista!!

Per ora è tutto. Vado a smaltire il Covid (...positivo il giorno dopo il rientro...no comment) e poi inizieremo a selezionare le foto (circa 3.000 in due...sto già per vomitare!).

A presto e buona luce dall'emisfero australe!

Fotografia e Viaggi: Val d'Orcia (amministrativo e fotografico)

Post "tutto in uno" per un viaggio forse durato troppo poco, ma non lamentiamoci tanto, visto il periodo. Il posto non ha bisogno di presentazioni dato che si tratta di uno dei luoghi più fotografati d'Italia, nonchè uno dei più gettonati per riprendere film ecc (vedasi "Il Gladiatore", ad esempio). Dal punto di vista amministrativo, abbiamo alloggiato in un B&B a Bagno Vignoni (la locanda del loggiato), un paesino piccolissimo, famoso per la piazza-piscina:

Circa il B&B va detto che a noi è piaciuto tantissimo, anche se ha una caratteristica che forse non a tutti è gradita: non c'è la TV. Esatto avete letto bene: si tratta di una scelta precisa. Si cerca di favorire l'interazione tra gli ospiti nel salone antistante le camere, la lettura di libri sempre a disposizione e, magari, una suonata in compagnia con il pianoforte, anch'esso a disposizione di chi lo sa (o meno) suonare. Questa iniziativa, in tempo di covid, forse non è il massimo, ma l'idea di fondo è bellissima. Wifi sempre presente per cui chi fosse in astinenza da cavolate televisive, può risolvere con un tablet qualsiasi. Colazione ottima e servita in un luogo particolarissimo, arredato con tutti oggetti "di recupero" che fanno molto vintage e servito da una signora talmente simpatica ed affabile che ci metterete 2 ore a far colazione!!

Come mezzo di trasporto abbiamo ancora optato per la nostra automobile, così da limitare ogni interazione con il mondo esterno (...non solo per il covid, lo ammetto...😁).

In pochi giorni abbiamo visitato i borghi di: Radicofani, Castiglioncello del Tinoro, Montepulciano, Pienza, Montichiello, Castiglione d'Orcia, Montalcino e, sulla strada del ritorno, la città di Siena. Un bel tour de force sicuramente, ma ne è valsa la pena. La sensazione di pace e tranquillità non ci ha mai abbandonato, neanche quando ci siamo trovati in mezzo ad un po' troppa gente: per fortuna le "distanze minime" si riusciva sempre a tenerle. Il cibo, manco a dirlo, è uno dei piatti forti prima di tutto perchè siamo in Italia e poi perchè siamo in Toscana, dove le famosissime bistecche fiorentine sono all'ordine del giorno. Vale la pena di andarci anche solo per quello, fidatevi!!

Dal punto di vista fotografico ci sono luoghi che sono oramai diventati iconici come i boschetti di cipressi vicino a San Quirico d'Orcia:


In questo luogo però si possono trovare anche altri spunti, semplicemente girandosi verso destra rispetto al boschetto:

La presenza umana, in questo caso, aiuta a dare le proporzioni e le distanze, ma ovviamente la cosa più bella è la luce: c'è poco da fare quando ci sono colline tondeggianti si ricava il meglio dai paesaggi. Altri soggetti stra fotografati sono i vari poderi (tra cui anche quello dove è stato girato il Gladiatore, che non ho ripreso volutamente), che rendono bene ad ogni ora del giorno:


Nel secondo caso ho cercato di fare una cosa diversa dal solito, mettendo a fuoco sull'unica spiga che spuntava dalla marea verde e lasciando il vero soggetto fuori fuoco. Valutate voi se è un esperimento riuscito o se si tratta dell'ennesima boiata che ho combinato con la macchina fotografica...😆
Gli stessi cipressi (che si trovano praticamente ovunque) possono suggerire composizioni più grafiche:
In sostanza è molto difficile scostarsi dai grandi classici: le foto sapranno tutte un po' di già visto. E' il prezzo da pagare quando si va a visitare un posto famosissimo. Per quanto riguarda i vari borghi, a noi sono piaciuti particolarmente San Quirico d'Orcia e Pienza. Quest'ultimo è fotogenico anche dall'esterno:

Alla fine sono rimasto soddisfatto del mio giro fotografico? Assolutamente si, anche perchè, finalmente sono riuscito a scattare una foto che volevo fare da tanto tempo e che, nonostante i tentativi riusciti in altri luoghi, non riuscivo mai ad autoconvincermi che ce l'avevo nel portfolio. Niente di che, è lo scatto di un unico, semplice, facile, alberello solitario:


Lo so, è una cacchiata di foto, ma è proprio una cosa mia personale, che inseguo da tempo. Lasciatemi questa piccola soddisfazione, mi accontento di poco dopo tutto no? 😇 Chiaramente ne ho scattate a centinaia di foto con alberelli solitari, ma questa mi regala la tranquillità che cercavo per il mio scatto. Per chi volesse guardare altre foto, l'album è QUI anche se si tratta di un estratto dell'estratto visti i limiti di Flickr.

Durante la permanenza abbiamo cercato anche di riprendere particolari di ogni genere, presenti nei borghi e che magari sembravano più simpatici. Ad esempio questa pubblicità di un negozio locale:

O il classico mezzo di trasporto da ferie:

Passando anche per una interpretazione medio artistica cialtronata, con tanto di domanda amletica: meglio steso o appeso?

C'è anche tempo per dare un po' di spazio all'ironia:
Inutile dire che i tramonti sono il pezzo forte del luogo (anche perchè di alzarmi all'alba, in ferie, non ci penso nemmeno...😂)

Che attrezzatura portare in un viaggio simile: quella tipica per un viaggio a caccia di paesaggi. Grandangolo (Tokina 17-35 f4), Teleobiettivo (Tamron SP 70-300 f4/5.6) e l'immancabile 50mm f1.8 per riprendere i borghi o per i ritratti vari. Un buon cavalletto (ne avevamo uno a testa) con scatto remoto se possibile e filtri vari (che ovviamente NON ho usato, tanto per cambiare). Noterete che manca una notturna che, normalmente, scatto sempre: questa volta non l'ho fatto principalmente per motivi di coprifuoco che, durante la nostra permanenza, era attivo e puntato alle 22, rendendo impossibile uno scatto del genere. Quali sono le difficoltà maggiori? Sicuramente trovare composizioni diverse dal solito e, per quanto riguarda la post produzione: la correzione del colore delle colline sugli sfondi che, immancambilmente, si riempiono di blu. Ricordo che, un po' di blu è accettabile nella vegetazione a distanza (nella foto qua sopra, parlo della montagna alta sullo sfondo), ma non deve essere esagerato, altrimenti, quando andate ad umentare la saturazione, anche solo di un paio di punti, diventa blu fosforescente. Va corretto come prima operazione, come sempre. Il problema è che bisogna stare attenti a non sballare altre zone della foto come le nuvole che tendono, in questi casi, a virare verso il verde...e non è un bel vedere. Insomma, più problemi tecnici derivati dai consueti limiti tecnologici, che altro. Se avete quindi intenzione di fare un viaggio da quelle parti, non preoccupatevi tanto delle problematiche, ma godetevi posti, luce e cibo perchè meritano tantissimo!! Non dimenticate di farvi un giro lungo la "strada dei campi elisi", quella usata per le riprese de Il Gladiatore:
In questo caso ho lasciato la foto con il colore ripreso in origine, per farvi capire cosa intendo con correzione del colore. Guardate la foto qua sotto e notate la montagna, non serve dire altro:
Spero di avervi dato qualche informazione in più su questi splendidi luoghi e qualche indicazione fotografica interessante, soprattutto per la vostra post produzione. Ricordatevi di non esagerare con la saturazione, soprattutto se non avete corretto bene il colore sullo sfondo. Come indicazione di massima, non accettate mai più di 10 punti Lab di blu sulle montagne. Un valore accettabile, sempre con il metodo Lab è -5 nel canale "a" e massimo -8 o -9 nel canale "b" (che tradotto significa 5 punti di verde e 8 o 9 di blu), a prescindere dalla luminosità. La correzione potete farla tranquillamente in RGB, agendo sulla curva del BLU, più o meno come vi ho fatto vedere nel post relativo alla neve che trovate QUI
Ovviamente per dubbi, domande, indicazioni, insulti ecc, usate i commenti.

Buona luce alla griglia!

Fotografia e viaggi: Dobbiaco e la Val Pusteria

Altro post relativo a vari posti che si possono visitare e, ovviamente, fotografare!! Parliamo della Val Pusteria, di Dobbiaco e del lago di Braies. Si tratta di posti assolutamente spettacolari, dopotutto stiamo parlando delle Dolomiti, mica di una collinetta qualsiasi!! Non mi dilungo troppo sul luogo perché di recensioni ce ne sono a migliaia e non aggiungerei nulla di più. 
La sola cosa extra fotografia che vi consiglio di fare è la famosa pista ciclabile Dobbiaco-Lienz: sono circa 40 km in leggera discesa (per questo la consiglio...😁…) ed una volta arrivati a Lienz, si prende il treno e si torna a Dobbiaco (o San Candido, dipende dove avete l’albergo). L’affitta bici si trova all’inizio della ciclabile per cui non potete sbagliare, è attaccato alla stazione. Vi dico anche i costi che sono 18 euro per l’affitto della bici, 6 euro per il ritorno della bici (che lascerete all’arrivo alla stazione di Lienz) e 11 euro per il biglietto del treno. I 6 euro del ritorno bici sono gli stessi che paghereste di supplemento per imbarcare la bici sul treno e riportarla al punto di partenza, per cui tanto vale lasciarla lì. Non è propriamente un regalo, ma visto che ci siete e che da quelle parti si mangia parecchio bene, un po’ di movimento fisico non guasta, fidatevi!!!!

Veniamo alle fotografie. C’è di tutto da fotografare, ma come ottica consiglio un tuttofare a meno che non vogliate scattare solo paesaggi con filtri Gnd ecc, in quel caso portatevi il grandangolo serio, viceversa un 24-120 o una cosa del genere andrà più che bene. Filtro polarizzatore ovviamente visto che, in montagna l’aria meno umida vi farà vedere delle nuvole meravigliose, perché non “spararle” ancora di più polarizzandole? Altro utilizzo che farete del polarizzatore è svelare i fondali dei laghi: ricordate che non serve solo a rendere blu il cielo, ma ad assorbire il riflesso sulle superfici non metalliche. Iniziamo:

CLOSE UP:
Ebbene si, si possono realizzare anche quelli durante la passeggiata in mezzo ai boschi. Ho scelto la mosca e la goccia con la stella, niente di particolarmente innovativo dal punto di vista tecnico, ma vale la pena di dire che sono riuscito a farle a mano libera e visto che tremo come un posseduto, per me è una vittoria assoluta!




BIANCO e NERO:
Sono riuscito anche a “pensare” una foto in bianco e nero. Complice il cielo disegnato ed una lama di luce sulla montagna avvolta dalle nubi, mi è venuta in mente questa composizione:


FOTO DI PARTICOLARI:
Un fiore solitario in mezzo al verde ed uno dei miei grandi amori fotografici: l’acqua! Appena vedo qualcosa che scorre subito mi parte l’otturatore facile. Questa volta ho optato per un tempo veloce, scelta obbligata visto che non avevo con me il cavalletto…



PAESAGGI CLASSICI:
Ovviamente non potevano mancare i paesaggi più classici. Le mucche troppo simpatiche che si mettevano in posa senza scappare davanti a me...dovrei forse farmi qualche domanda, ma non appena è arrivata un’orda di bambini vocianti, sono sparite istantaneamente. Notate sia la foto del riflesso che quella della scaletta che entra in acqua: il polarizzatore, a seconda di quanto lo girate offre i due effetti: uno specchio quasi perfetto ed una sorta di lente per vedere attraverso l’acqua. A voi la scelta! Ultima foto l’HDR che, come ben sapete, non è il mio genere preferito, ma per riprendere il capanno sul lago di Braies, a quell’ora, c’erano poche alternative alla silhouette…






Ecco qua, questo è tutto. Se volete informazioni sui posti specifici, basta chiedere, comunque il lago è quello di Braies, la “fontanella” e le mucche sono in cima alla seggiovia di San Candido (quella che ti permette di arrivare ai famosi “bagni di S.Candido”, scendendo a piedi), i fiori sono ovunque lungo il percorso in bicicletta. Non mi sono addentrato troppo nella tecnica di ripresa fotografica perché non ho usato particolari accorgimenti e nei metadati potete sempre vedere le impostazioni della fotocamera e l'ottica usata. Attenzione solamente a come esponete: ricordate che il cielo è molto luminoso rispetto al primo piano e che il blu, così come il verde, per registrarlo profondo, va leggermente sottoesposto. Se volete successivamente convertire in bianco e nero, ricordate che, se aggiungete un filtro ROSSO al vostro viraggio digitale, il risultato sarà un cielo praticamente nero e le nuvole che saltano fuori, per cui pensateci in fase di ripresa così da predisporre la foto al meglio per la successiva conversione. Fate uno sforzo di “pensare” in bianco e nero e magari datevi come obiettivo di portare a casa una foto scattata per il bianco e nero, ne basta una perché l’importante è l’approccio, come sempre!

Buona luce di montagna...bella fresca e buone vacanze!

Ferie & Fotografia: viaggio alle isole Azzorre

Per la serie viaggi e stra-viaggi, oggi non parlo di tecnica fotografica, ma di posti da fotografare. Non proprio dietro casa, ma è uno spunto in più per una vacanza. Quest’anno è toccato a Lisbona & Isole Azzorre. Nello specifico l’isola azzorriana (si dice così?) visitata è stata la maggiore ovvero Sao Miguel. Di Lisbona si trova di tutto in giro per la rete, per cui vi risparmio la parte noiosa e riassumo il tutto in pochissimi punti (ovviamente si tratta di opinioni personali assolutamente discutibili, ci mancherebbe):

PRO:
  • Città vivibilissima e poco caotica rispetto ad altre capitali europee
  • Mezzi pubblici che vanno benissimo, puntuali e non troppo costosi
  • Prezzi ottimi. Un esempio per tutti: un caffè in centro lo paghi 80 centesimi e non dico altro
  • Clima meraviglioso: anche con 35 gradi, c’è sempre venticello e pochissima umidità

CONTRO:
  • Troppi spacciatori che ti vogliono vendere ogni genere di droga, anche in pieno giorno
  • Effettivamente, se togli ogni tipo museo, non c’è proprio tantissimo da vedere quindi forse 7 giorni solo a Lisbona sono un po’ troppi
Per quanto riguarda le isole Azzorre invece, in rete c’è molto meno materiale: non sono proprio una meta tipica per gli italiani (in albergo mi dicevano che in un anno ci saranno stati si è no 10 visitatori dal Bel Paese). Sono isole con una loro economia indipendente e che non hanno assolutamente bisogno dei turisti per mantenersi e questo, sempre a mio parere, è un grande pregio perché ti senti veramente libero di fare ogni cosa, senza che qualcuno ti faccia fare il giro prefissato o ti dia suggerimenti che ti portano a questo o quel negozio per venderti qualcosa. Sono isole naturalistiche, con massiccia presenza vulcanica e con una costa frastagliata piena di piscine naturali di acqua oceanica (ovviamente gratuite) che sono, già di per se, uno spettacolo da non perdere. L’isola offre diversi centri alimentati da acqua termale vulcanica, a prezzi assolutamente ridicoli, che permettono un contatto diretto con la loro risorsa più grande: la geotermia. Per strada non è raro incontrare “buchi fumanti” (che loro chiamano caldeiras) con acqua che sgorga a temperature piuttosto alte, per cui occhio a metterci le mani! Il mare, beh, parliamo dell’oceano Atlantico e quindi neanche lo commento, ma scordatevi il gelo delle Canarie, l’acqua è a temperatura da corrente del golfo e già a maggio non era insopportabile. Il clima è molto umido e ventilato ed anche se la temperatura supera raramente i 26 gradi, non rimpiangerete i 35 di Lisbona, anzi! Sono frequenti le precipitazioni anche se il tempo non si chiude mai e a tale proposito vorrei spezzare un’altra lancia a favore di questa isola: avendo visto anche l’Irlanda, vi posso assicurare che a Sao Miguel, le nuvole corrono molto di più, ma veramente tanto di più, alla faccia della canzone della Mannoia. Se volete scatenarvi con le foto a tempo lungo, questo è il posto che fa per voi!! Il cibo è ottimo, soprattutto se optate per il pesce e ricordatevi di fare l’uscita a caccia (fotografica!!!) di balene, ma PREMUNITEVI di ogni cosa possibile per evitare il mal di mare! Le onde oceaniche sono lunghe, molto alte e tenuto conto che il battello viene spesso lasciato in “folle” per osservare le balene, potete immaginarvi cosa vi succede dopo 20 minuti che usate il teleobiettivo. Nel giro che ho fatto io, siamo stati male TUTTI tranne i membri dell’equipaggio, un massacro! Oltre a mare e paesaggi, l’isola offre anche delle cittadine interessanti in cui passeggiare con la macchina fotografica al collo: si va dalla capitale, Ponta Delgada, alle altre città come Ribeira Grande, Nordeste, Furnas e Vilafranca do Campo che vi consiglio assolutamente di visitare, anche solo di passaggio. Ah, una buona notizia per noi italiani notoriamente amanti delle lingue estere: da quelle parti parlano un inglese terrificante, per cui anche solo con la formazione scolastica di base, vi troverete benissimo a dialogare….ammesso che il vostro interlocutore “parli” inglese ovviamente! Sostanzialmente i locali temono parecchio il turismo di massa perché lo associano ad un possibile degrado di quella che, attualmente, è un’isola felice (nel vero senso della parola). Francamente, non posso dargli torto: sono stati dei giorni meravigliosi, a contatto con la natura più pura e con una realtà che, ad essere del tutto onesto, ogni tanto invidio parecchio. Per le foto (alcune), potete andare qui: https://www.flickr.com/photos/ivano74_ve/ dove ci sono anche quelle di Lisbona.
Buona luce, in vacanza!

Vacanze Irish

Come al solito dopo una vacanza l'operatività è sempre la stessa: scaricare giga e giga di file in formato raw, lasciar decantare per almeno una settimana, provvedere ad una scelta assolutamente spietata ed infine post produrre le foto per creare il prorpio personale libro illustrato del luogo visitato. Questo inizio di post decisamente filosofico, introduce l'oggetto dell'ultima vacanza fotografica in terra d'Irlanda. Immagino tutti a pensare: "Fantastici paesaggi, natura incontaminata e cielo stile canzone della Mannoia"...balle! Certo, i paesaggi ci sono, la natura pure, le pecore dominano incontrastate, le croci celtiche si sprecano, ma per quanto riguarda luce e clima direi che è meglio stendere un velo più che pietoso! Ci vuole tanta fortuna, solo questo posso dirvi con certezza! Maledetta la volta che mi sono affidato alle statistiche sul mese meno piovoso (Maggio, nda) perchè cadranno anche meno millimetri di pioggia, ma sono ben distribuiti !!! Su 7 giorni, 1 e mezzo scarso di bel tempo mi pare esagerato anche per una sfiga dichiarata come la mia. In ogni caso non bisogna farsi prendere dal panico e reagire come tutti i bravi appassionati di fotografia e cercare di sfruttare al massimo quello che l'ambiente ed il clima offre. Metto un po' di foto e poi ne parliamo:
Connemara: utilizzato un filtro graduato ND da 3 stop per scurire un po il cielo e per fotuna che il profilo "Vivido" della D7000 funziona ancora un po' perchè se speravo nella luce, stavo fresco!!
Faro Black Head in un raro momento con un po' di azzurro...c'è chi mi ha suggerito di tagliare l'azzurro ed ottenere un taglio panoramico solo con le nuvole, ma vista la rarità mi sono tenuto il tutto!







Botta di foto in bianco e nero, un must con le nuvole e la luce da schifo. Ovviamente se non c'è contrasto bisogna accentuarlo, c'è poco da fare, la post in questo caso è d'obbligo!
Un particolare delle Cliffs of Moher. Come potete notare la potenza del polarizzatore si vede tutta sull'acqua, ma non si possono chiedere miracoli ai filtri, ma se la luce non c'è non c'è...poco da fare...
Concentriamoci sui particolari. Da notare il riflesso delle piante sul vialetto bagnato dal recente acquazzone!!
Wurstelone azzurro su cielo nero, quale migliore occasione di tentare un panning (per altro NON riuscito) assolutamente ironico? Da notare anche qui il riflesso sull'asfalto bagnatissimo: di li a pochi minuti è venuto giù il cielo!
Si, ok, ci sono stati anche momenti buoni per fare foto:





Ma sicuramente è stato più difficile trovare ispirazione nelle giornate pessime che si sono susseguite. Mai disperarsi quindi per il meteo, bestemmiate pure perchè ci sta, ma tenete sempre pronta la macchina fotografica!!!
Buona luce!