Fuji Vs Nikon - Coerenza cromatica

Post leggermente più tecnico, ma prometto di non andare troppo nel dettaglio (anche perchè oltre un certo livello non vado nemmeno io 😁).

L'argomento, come da oggetto, è la coerenza cromatica tra due brand. Senza fare discorsi partigiano-integralisti riassumo il problema di partenza: al rientro dai nostri viaggi, solitamente produciamo una clip di ricordo della durata media di circa 30 minuti, dove raccontiamo (a noi stessi) il viaggio, attraverso immagini e video, con commento, musiche ecc. Niente di nuovo per chi mastica un po' di creazione contenuti. Fino a ieri non c'erano molti problemi di coerenza: scattavamo entrambi con 2 macchine Nikon, ma adesso che il mio kit da viaggio principale è diventato quello Fuji, il problema è balzato immediatamente all'occhio. I due brand interpretano i colori in maniera differente. Sulla colorimetria dei vari marchi ci sono fiumi di discussioni in giro per il web e non sto certo qua a fomentare risse digitali, ma riassumo il tutto semplicemente dicendo che non c'è uno standard comune a tutti i produttori: la stessa foto, con lo stesso WB, obiettivo simile, stesse impostazioni e, soprattutto, la stessa luce, avrà risultati cromatici lievemente diversi a seconda del brand che stiamo usando. Dove affondi la logica in queste cose lo sa solamente Dio, ma a noi amatoriali con kit "misti", resta il problema da risolvere.

Il mio flusso di post produzione, come noto, è pieno zeppo di automazioni prodotte da me e che comprendono centinaia di manovre ripetitive e che delego al sistema. Se però calcoliamo che la foto di partenza, per quanto scattata in raw, ha colori leggermente differenti rispetto ad una identica scattata con altro brand, capirete che, aggiungere tutte queste operazioni sopra ad un "errore" cromatico piccolo, può solo ingigantirlo fino a renderlo effettivamente evidente. Sul momento potrebbe anche sfuggire dato che, nel mio caso, quando sviluppo gli scatti, prima lavoro quelli della mia compagna, poi lavoro i miei:  potrebbe quindi passare del tempo ed il mio occhio si potrebbe scordare di come era uscita la foto più o meno identica scattata da entrambi, durante il precedente sviluppo. Una volta che vai a ri-selezionare gli scatti per la clip o, peggio, a montare direttamente il tutto nella timeline, si nota immediatamente, soprattutto su monitor profilati come il mio.

Come risolvere il problema? In realtà ci sono molte strade, ma è giusto fare una premessa: qual'è lo scopo delle vostre fotografie? Se volete solo pubblicarle sui social, non avete un compagno/a che scatta potenzialmente le stesse foto con strumenti diversi o, banalmente, non avete l'esigenza di riunire foto provenienti da diverse fonti, il problema non si pone e potete abbandonare la lettura 😁. 

Altra cosa: se cercate l'interpretazione tramite simulazioni pellicola (tanto per fare un esempio) o color grading, anche qui il problema non si pone 😁. 

La cosa è evidente solo se cercate foto dall'aspetto naturale e se poi le dovete riunire con altre provenienti da strumenti diversi: in quel caso è necessario avere coerenza cromatica, almeno di partenza. Chiaramente quando parlo di "coerenza cromatica" non intendo dire colori identici, ma colori coerenti. I caratteri dei vari sensori e le caratteristiche restituite dalle singole ottiche, vanno benissimo, basta che un grigio neutro, sia sempre un grigio neutro a parità di condizioni di luce 😒.

Al momento in cui scrivo sono giunto più o meno ad una soluzione, che dovrò testare direttamente sul campo al prossimo viaggio. Ho seguito questa procedura:

1) Ho scattato 2 foto per ogni sistema, con lo stesso soggetto, le stesse condizioni di luce, la stessa inquadratura e lo stesso profilo WB di partenza (ovviamente NON l'AUTO WB!!); 

2) Ho scaricato il profilo LINEARE sia per la Nikon che per la Fuji (esistono per ogni modello di fotocamera);

3) Ho applicato il profilo lineare in Camera Raw e confrontato dei punti di colore neutri per arrivare a calcolare le differenze

Sembra complicato, ma in realtà non è così 💪. Innanzitutto, dove si scaricano i profili LINEARI per le varie fotocamere? Dal sito di Tony Kuiper . Potete cercare la vostra fotocamera e scaricare il profilo. All'interno della pagina è presente anche un link ad un manuale per l'installazione del profilo, con tanto di video Youtube che spiega tutto quanto. E' molto semplice, fidatevi! Il profilo neutro vi riporta l'immagine a quanto catturato dal sensore, senza alcuna interpretazione. Il risultato è abbastanza schifoso e piatto 💩, ma se fate post produzione di buon livello, vi troverete con una base di partenza molto valida e, soprattutto, pulita dalle varie interpretazioni (cosa non da poco!!).

Tornando al mio caso, la sentenza è stata abbastanza impietosa: Nikon ha quasi azzeccato i neutri all'interno della foto, sia con il WB LUCE DIURNA, sia con il preset per il NUVOLOSO, mentre Fuji ha sempre raffreddato il risultato finale. C'è da aggiungere che anche le ottiche hanno il loro peso e restituiscono risultati diversi, anche dal punto di vista dei colori. Le differenze non sono abissali, ma sono percepibili, soprattutto guardando gli scatti su di un monitor full RGB regolarmente profilato. Come detto in precedenza, lo scopo non è stravolgere i colori, ma creare una sorta di coerenza cromatica tra i due sistemi. La soluzione finale è la creazione di un profilo Camera Raw che tenga conto delle differenze rilevate: non ho neutralizzato il grigio, ma ho solo calcolato le differenze. Faccio l'esempio reale:

Valori Lab rilevati in un punto di grigio con scatto proveniente da Nikon:

50L, (3)a, (6)b

Valori Lab rilevati nello stesso punto di grigio con stesso scatto, ma proveniente da Fuji:

48L, (1)a, (12)b

I valori tra parentesi si leggono come valori "negativi", con segno "-" davanti. Sostanzialmente la lettura del punto neutro Nikon evidenzia 3 punti di verde (il canale a) e 6 punti di blu (il canale b), mentre dovrebbe essere tutto a ZERO. Il punto quindi non è neutro, ma freddo rispetto alla realtà 😶. 

L'analisi dello stesso punto, ma da fotocamera Fuji evidenzia la stessa cosa (una dominante fredda), ma più accentuata sul blu e meno sul verde. Questo regala una sensazione "magentata" alla foto, proprio per via della minore componente verde del canale "a" che non sto qui a spiegare per non annoiarvi.

Che cosa ho fatto quindi? Sono partito dal WB impostato in macchina (su entrambe era LUCE DIURNA) ed ho ritoccato, per la foto fatta con Fuji, i valori di temperatura (blu/giallo) e di tinta (verde/magenta) di Camera Raw, fino ad ottenere gli stessi valori dei canali "a" e "b" di Lab rilevati dallo scatto Nikon. In pratica ho fatto in modo che Fuji restituisse gli stessi valori neutri (per quanto sbagliati) di Nikon, equiparando le macchine su questa tonalità 😎.

Fatto questo ho salvato il preset come "WB LUCE DIURNA FUJI". Da ora in poi se capiterà di scattare una foto con lo stesso WB, con entrambi i sistemi, potrò applicare questo preset ed i colori Fuji saranno allineati più o meno a quelli Nikon, senza farmi impazzire in fase di sviluppo.

Mi rendo conto che letta così sembra una cavolata da super nerd, ma dovete rendervi conto del contesto che ho premesso. Se ti accorgi del casino solo alla fine, che fai? Ululi alla luna o rifai la post produzione di tutte le foto simili? Nel mio caso, nessuna delle due (anche se qualche ululato si è sentito, lo ammetto!). Mi sono tenuto le foto così come sono, ma per la prossima esperienza, vorrei andare tranquillo e non pensare anche a questa menata "perditempo" che mi raddoppia il tempo di post produzione dei file.

C'è poi un'ultima cosa da dire: come mai ho scelto di creare un profilo per Fuji che "imita" i colori Nikon? Semplicemente perchè, in generale, i colori Nikon mi piacciono di più. So che potrei essere giustiziato seduta stante per un'affermazione simile, ma in questi mesi di utilizzo ho partorito questa potente conclusione. Saranno anche belle le boiate moderne che offrono queste macchine Fuji, ma il sensore e gli algoritmi Nikon hanno ancora il loro bel perchè. Magari un giorno mi ricrederò e farò l'esatto opposto (ovvero adatterò i colori Nikon a quelli Fuji)...ma non oggi! 😝

Per ora è tutto, buona luce coi colori compensati!

Fotografia e viaggi: Sudafrica (post fotografico)

E, come di consueto, ecco anche il secondo post sul viaggio in Sudafrica dove si parlerà solamente di argomenti legati alla fotografia.

Faccio una premessa importante: questo viaggio è stato il primo dove ho potuto testare a fondo il mio nuovo kit da viaggio quindi mi dilungherò anche su aspetti specifici della singola attrezzatura dato che finora mi ero limitato all'uso saltuario, solo per capire come funzionava. Il kit è così composto:

Corpo macchina: Fuji X-S20

Lenti: Fujifilm XF 16-50 f 2.8/4.8 + Fujifilm XF 55-200 f 3.5/4.8 Lm Ois

Trattandosi di un viaggio molto vario è stato un ottimo banco di prova per testare sia l'attrezzatura, sia le varie tecniche di ripresa. Avevo con me anche qualche filtro che però non ho avuto il tempo di provare. Posso già dire in queste prime righe che sono pienamente soddisfatto del comportamento di tutto il cucuzzaro, considerata anche la mia scarsa esperienza con questi modelli così recenti, zeppi di cavolate moderne (vedi post precedenti). La premessa si conclude specificando che non ho utilizzato nulla delle predette cavolate ovvero: MESSA A FUOCO continua per gli animali, fissa per il resto, ma sempre basata solo sul singolo punto che spostavo io, manualmente, di volta in volta. Niente automatismi per riconoscere animali o persone e niente multi zona vista la vegetazione presente (gli errori sarebbero stati più dei successi). DR400 neanche presa in considerazione viste le impostazioni utilizzate di cui parlerò nello specifico più avanti. RAFFICA "lenta" e che ricorda molto quella della Nikon D750 che ho sempre usato. Quella veloce, in questi casi, non serve a nulla dato che gli animali erano belli pacifici e tranquilli, niente rincorse o scatti felini da inseguire. Inutile sparare foto come se non ci fosse un domani, si riempie la scheda SD per niente. STABILIZZATORE sempre attivo l'IBIS sul sensore e, con il tele, pure in contemporanea con l'Ois dell'ottica. Ottimi risultati, davvero molto molto utilizzabili (anche per le riprese video di cui parlerò marginalmente alla fine del post). SIMULAZIONI DI PELLICOLA neanche guardate: ho impostato la "standard" e tanti saluti. Aggiungo ulteriori impressioni "ex post" ovvero una volta arrivato a casa: i COLORI di Fuji sono abbastanza famosi, ma, in tutta onestà, la mia esperienza non è così idilliaca (almeno per ora). Ho testato l'auto WB con priorità all'incarnato ed al bianco e li ho confrontati con quanto scattato dalla mia compagna con una Nikon D3300 (per chi non conoscesse il modello, è una entry level aps-c uscita nel 2014) associata ad un teleobiettivo da 140 euro. Dopo qualche scatto, abbiamo entrambi settato il WB su "nuvoloso" per scaldare un po' le scene. Risultato: la Nikon ha beccato perfettamente la neutralità su soggetti come un elefante in controluce, ma con dettagli ben visibili sulle ombre, ed il tramonto alle spalle. Una situazione "difficile", dove macchina ed ottica sono messi a dura prova. Bene, la Fuji, nuova, bella, piena di boiate hi-tech e con un ottica da quasi 1000 euro ha restituito file con l'elefante appena uscito dal villaggio dei puffi. Quasi 15 punti di blu nel canale "b" di Lab. Una cosa assurda. Ovviamente, scattando in raw, è tutto ben gestibile, ma comprenderete come la delusione sia cocente. Dopo le opportune correzioni, i colori sono tornati perfetti, ci mancherebbe altro, ma la differenza è che mi tocca lavorarci sopra, cosa che con i raw della Nikon non devo fare. Stiamo pur sempre parlando di una entry level decisamente datata, eppure con algoritmi e sensore di tutto rispetto. Se penso alla mia "vecchia" D750 con le ottiche pro che avevo, la curiosità su cosa sarebbe uscito da quella macchina sale di parecchio. Può essere che sia io a dover imparare bene come usare questa attrezzatura, ma onestamente, ritengo di aver fatto tutto nella norma, senza stupidaggini. A parità di settaggi quindi, sui colori, vince ancora la nostalgica Nikon, almeno per ora!

Bene, ma veniamo a noi: come detto nell'altro post, il viaggio si divide sostanzialmente in 2 parti. La prima nel parco Kruger con escursione alla zona del Blyde River Canyon e la seconda a Cape Town. La prima parte è decisamente naturalistica e comprende sia avifauna che paesaggi statici. La seconda è più "cittadina", ma con paesaggi costieri, scogliere, qualche montagna e un po' di persone (non molte a dire il vero).

ANIMALI: Per questi soggetti ho testato con successo una nuova tecnica di ripresa. Sono passato dalla priorità di tempi con tempo minimo di 1/800sec e Iso automatica alla modalità manuale dove ho tenuto impostato un tempo di partenza di 1/800sec, un diaframma di f7.1 e lasciando solo la Iso in automatico, limitata a max 6400. In pratica mi sono assicurato che l'ottica non lavorasse mai a tutta apertura (per quanto si difenda decisamente bene rispetto al vecchio Tammy che usavo sulla Nikon), con un tempo di partenza adeguato al movimento ed una lettura esposimetrica medio pesata al centro. Il perchè della lettura medio pesata è presto detto: le situazioni con gli animali sono davvero imprevedibili e quindi è probabile che, da un  momento all'altro, bisogna alzare la fotocamera e sparare, senza troppo tempo per pensare a composizione o altro. In questi casi, meglio lavorare tutto al centro del fotogramma così da garantire una possibilità di crop in post produzione. In pratica, nelle situazioni limite, tenete il punto di MAF al centro, la lettura medio pesata al centro, con le impostazioni sopra descritte, scattate quasi senza pensare. Ovvio che se c'è tempo si può rifinire il tutto ed avere una foto già bella che pronta direttamente alla ripresa, questo voglio darlo per scontato. 😁 . Le foto che sono uscite sono più che utilizzabili e devo ammettere che il rumore digitale prodotto da questo sensore è davvero ben contenuto. In altri contesti mi sono già espresso sull'aggressività del denoiser (che, in camera, ho impostato a -3 ovvero il minimo possibile) e sicuramente l'uso di Camera Raw non contribuisce a migliorare la situazione di partenza, ma la lavorabilità dei file raw è davvero buona, anche ad alti Iso. Ecco alcuni esempi:







PAESAGGI: in questa sezione ci entrano diverse zone visitate. Il parco Kruger da solo fornisce materiale anche per gli amanti del paesaggio, ma, dopo qualche scatto, vi rendete conto che è piuttosto monotematico (e vorrei pure vedere 😀). Niente paura, perchè in Sudafrica c'è un po' di tutto: la zona del Blyde River Canyon è semplicemente spettacolare. Lascia a bocca aperta la vastità di questo canyon e la quantità di vegetazione che si è sviluppata sulle sue pareti. Ci sono poche barriere protettive (bene per le foto) e bisogna stare attenti ai selfie (bene per la "selezione naturale"). Ci hanno raccontato che, ogni anno, qualcuno finisce giù dalla scarpata proprio perchè non ci sono limiti alle stupidaggini che un essere umano può fare, pur di avere una foto che impressioni gli amici. Inutile dirvi di pensare a portarvi a casa la foto, ma anche la pelle! Ma non c'è solo montagna: i paesaggi nei pressi di Cape Town sono assolutamente da non perdere. Si passa dalla famosissima Table Mountain con la sua veduta iconica della città dall'alto (nell'album c'è una foto dove ho incluso anche lo stadio: cosa avrà di così speciale non lo so, ma tutti mi chiedono se si vedeva....manco ci avessimo vinto qualcosa!!), al Capo di Buona Speranza con le sue onde minacciose, a Cape Point, l'antico faro posto sopra ad una scogliera assolutamente teatrale, per arrivare alla spiaggia di Boulder abitata dai pinguini sudafricani (spettacolari e simpaticissimi). Avrete il vostro bel da fare a scattare foto, ma non ci sono particolari difficoltà da segnalare a parte quelle ovvie: a Boulder la spiaggia è bianca, i pinguini sono bianchi (e neri) e le foto rischiano la sottoesposizione per i soliti motivi legati al grigio medio 18%. Anche a Cape Point potreste avere lo stesso problema, MA, dipende dalla giornata che trovate. Nel nostro caso, abbiamo assistito ad un fenomeno che, la nostra guida, ci ha descritto come mai visto fino a quel giorno. Per la cronaca, la nostra guida vive lì da 50 anni circa. In pratica abbiamo trovato delle nuvole basse che avvolgevano parzialmente le scogliere e lo spettacolo è stato al limite della fantascienza. Bellissimo e surreale, ma con tanto bianco: quindi occhio all'esposizione. Ma si capisce meglio dalle foto:







ALTRI SCATTI: non mancano ovviamente le persone o le situazioni un po' diverse dalle precedenti, anche se, come detto nel post amministrativo, il Sudafrica non è un Paese che si presta a quelle immagini di villaggi africani che il nostro immaginario ci suggerisce ogni volta che pensiamo a questo continente. Potete fotografare le casette colorate a Bo-Kaap (sempre se riuscite a trovare un cm di muro libero dai fanatici dei selfie), oppure le vedute del porto direttamente dal Waterfront (niente di imperdibile onestamente, ma già che siete lì...). Si possono anche tentare delle serali al parco Kruger, ma dal balcone della tenda non riesce a fare molto e pascolare in mezzo a tutto quello che si muove di notte da quelle parti, non è consigliato. Si tratta un po' di inventarsi scatti diversi, ma, con il poco tempo a disposizione nei posti giusti, dovrete dar fondo a tutta la vostra creatività.






L'album completo lo trovate QUI come al solito. Cosa dire dal punto di vista fotografico: si potrebbe fare meglio con un'organizzazione del viaggio differente. Ho già detto quello che penso nel post amministrativo e non voglio ripetermi, ma dalle foto si percepisce tantissimo l'ansia da prestazione che a volte ha accompagnato questo soggiorno. L'unico vero consiglio che posso darvi e di prendere tutto in maniera sportiva, sia che abbiate fortuna con animali e meteo, sia che vi vada più o meno come a noi. Fotograficamente parlando è di certo un Paese che merita un viaggio.

RIPRESE VIDEO: questo capitolo a parte lo inserisco perchè, per la prima volta, ho utilizzato la macchina anche per le riprese video. La prima cosa che balza all'occhio è la stabilità e la qualità della ripresa, rispetto ad un telefonino o ad una action cam economica. Non c'è storia (e grazie a caXXo, aggiungo io), ma non è sempre così scontato. Ovviamente non ho fatto riprese degne degli Avengers, nè tanto meno ho usato profili colore flat o tutte quelle cose super professionali che si vedono nei video Youtube. Semplicemente ho impostato il profilo colore come "Eterna" (ovvero il più neutro possibile), il codec come H264, la qualità in 4K a 60fps, i kbps normali (niente strafigate super qualitative), l'AF automatico sulla zona che spostavo io alla bisogna ed il tempo di otturatore di 1/120sec (ovvero il doppio del fps, come suggerito da tutti). Nelle situazioni più soleggiate ho dovuto accelerare il tempo di otturatore altrimenti venivano sovraesposte, ma per il resto non ho fatto altro che puntare e riprendere. E' chiaro che questo utilizzo è da medio-cialtrone, ma le riprese a me servono solo da collegamento tra un gruppo di foto ed un altro, nella mia clip di ricordo di viaggio. Non ho necessità di vendere documentari o cose del genere. Se penso che fino all'ultimo viaggio in Thailandia, usavo il telefonino per fare queste cose, il salto è semplicemente epocale. L'unico appunto che posso fare è che, avendo un solo slot per la scheda SD, lo spazio si esaurisce in fretta se si sommano le foto ed i video. Per questo viaggio ho occupato ben 52 del 64 GB a disposizione: i raw pesano molto di più di quelli della Nikon (circa il doppio!!) ed i video non ne parliamo. Il consiglio? Portatevi più schede SD (e ri-grazie al.... 😆).

Bene, direi che anche per questo giro è tutto e per ora...buona luce in 4K

Fotografia e viaggi: Sudafrica (post amministrativo)

Eccoci qua, pronti con una nuova accoppiata di post relativi all'ultimo viaggio fatto. Questa volta la destinazione è il Sudafrica, scritto tutto attaccato dato che la dicitura "Sud Africa", per quanto comunemente riconosciuta e tollerata, indica una regione geografica generica e non uno Stato. Sopportato questo eccesso di pignoleria descrittiva, passiamo all'argomento interessante ovvero il riassunto amministrativo di questo viaggio, che sicuramente sarà più utile a chi è interessato a questa meta.

Iniziamo con la durata: 10 giorni (al lordo dei voli), che riducono il tempo reale a circa 8 giorni, ma questo argomento sarà oggetto di analisi approfondita più avanti nel post. Inziamo con il Tour Operator che è Quality Group, sottosezione Diamante. Costo del cucuzzaro circa 5k a testa (non proprio un regalo per 10 giorni, ma dopotutto il viaggio è uno di quelli "importanti"). Ovviamente il tutto con l'assistenza costante della nostra fedelissima agenzia Hamearis Tour di Roncade (TV), che non ci ha fatto mancare nulla, nemmeno il supporto morale con il ritardo del volo di rientro 😁

VOLI: di linea ed inizialmente previsti con Emirates e scalo a Dubai. Per ovvi motivi, sono stati modificati poco prima della partenza, optando per una tratta meno avventurosa ovvero Venezia - Zurigo + Zurigo - Johannesburg all'andata. Stesso giro, ma con partenza da Cape Town al ritorno. Compagnia Swiss Air. All'andata assolutamente nessun problema, al ritorno l'aereo da Cape Town è partito con 1 ora e 40 minuti di ritardo (per motivi "tecnici" sul volo che arrivava da Zurigo, ci hanno detto) e, durante il volo, si sono accumulati altri 20 minuti di ritardo (cosa che tutt'ora mi lascia stupito). Risultato: galoppo più sfrenato a Zurigo, per non perdere la coincidenza per Venezia (un "+" ai controlli bagaglio/passaporti della Svizzera, che sono fulminei!!!) e valigia non trasferita da un volo all'altro. Il tutto si è concluso con un giro supplementare in aeroporto a Venezia, per recuperare il bagaglio, il giorno successivo. Sedili abbastanza comodi, cibo più che dignitoso e servizi a bordo di buona qualità, nulla da dire se non sul mancato tentativo di recupero del ritardo al ritorno: si sa che le regole del traffico aereo hanno un Dio per conto loro, quindi è anche poco utile approfondire di più.

STRUTTURE: di ottima qualità, soprattutto il lodge all'interno del parco Kruger. Abbiamo optato per una formula "glamping" e quindi abbiamo alloggiato in una tenda delle dimensioni del Veneto, con tutti i comfort possibili ed immaginabili (compresa la pompa di calore, utilissima nelle fredde notti autunnali di questo periodo). L'albergo di Johannesburg buono e confortevole, così come quello a Cape Town (AC Marriott) che disponeva anche di una navetta di andata e ritorno verso il Waterfront (la zona più turistica e più frequentata della città).

CIBO: ottimo. Ovunque si è mangiato benissimo! L'arte culinaria sudafricana comprende vari piatti che vanno da quelli più "tribali" (tipo il Chakalaka) a pietanze con il curry di tutti i tipi e le immancabili grigliate di carne o pesce. Tutto davvero buono e molto abbondante, anche troppo. In pratica, soprattutto i giorni al Kruger, siamo stati messi all'ingrasso!

PROGRAMMA DI VIAGGIO: si divide in due blocchi. Il primo a Nord, all'interno del parco Kruger e caratterizzato da safari a tutte le ore (spesso con partenze all'alba). Il secondo blocco è a Cape Town, dove si visita tutto quello che si può trovare nei pressi della città: dal Capo di Buona Speranza, a Cape Point, fino alla spiaggia di Boulder, con la sua colonia di pinguini (assolutamente imperdibili). In mezzo ai due blocchi ci sono dei passaggi su strade panoramiche e la visita alla zona del Blyde River Canyon, che non si può assolutamente perdere se si va in Sudafrica.

Fin qui ho fatto un riassunto stringato di tutte le cose positive che abbiamo vissuto, ma devo dire che ci sono anche dei lati meno gradevoli e che è giusto elencare, per onestà intellettuale.

Iniziamo proprio con il programma di viaggio: così come l'ho messa giù qua sopra, sembra perfetto ed in parte lo è, ma abbiamo riscontrato troppi tempi morti tra una cosa ed un'altra. Quality Group ci ha forse abituato troppo bene, ma solitamente i viaggi con questo Tour Operator, sono zeppi di attività che alla fine speri di avere un po' di tempo per fermarti un attimo. In questo caso è stato l'opposto. Alcuni esempi: il primo giorno a Johannesburg siamo arrivati in hotel alle 09:30 e fino al giorno dopo non avevamo attività pianificate. Questo si è tradotto in un giro al centro commerciale adiacente all'albergo e niente più, fino a sera. Avevamo alcune opzioni per qualche uscita aggiuntiva, ma con dei costi assolutamente fuori mercato (roba tipo 300 euro a testa da sommare alla cifra già spesa). In più Johannesburg non è proprio la città più sicura al mondo e quindi non è il caso di girare sventolando reflex o altre cose di valore. Altro esempio, nei giorni al Kruger: un pomeriggio siamo rientrati alle 15 al lodge (mentre dovevamo rientrare nel tardo pomeriggio) e ci siamo fatti due balle così in giro per la struttura che, per forza di cose, non offre nulla. L'ultimo giorno al Kruger poi siamo usciti per un safari mattutino (partenza alle 6) ed il rientro era previsto per le 9. Peccato che dalle 9 all'ora di pranzo poi non ci fosse nulla in programma e che dopo pranzo dovevamo prendere l'aereo per andare a Cape Town. Abbiamo insistito con la ranger che ci accompagnava, per rientrare almeno alle 9:30, così da impegnare un po' di più la mattinata. A Cape Town avevamo una intera giornata libera e ci siamo organizzati con i pullman turistici (quelli rossi, aperti in alto) e con i biglietti per la Table Mountain già pre-acquistati dall'Italia, in modo da guadagnare tempo, ovviamente con costo aggiuntivo e se si pensa a quanto già speso, è facile fare 1 + 1. L'ultimo giorno avevamo il volo di rientro che partiva di sera e, fino alle 19 non ci si muoveva da Cape Town. Siamo stati tutto il giorno al Waterfront: è un posto carino, vivace e pieno di cose da vedere e di negozi interessanti, ma una giornata intera è decisamente esagerata. Alla fine dei giochi, in aeroporto ci siamo arrivati già stanchi, ma senza fare nulla di particolare. In sostanza il problema non è tanto il programma di viaggio in se, ma tutti questi tempi morti, che riducono i giorni con attività "reali" a circa la metà di quelli previsti, con buona pace del rapporto qualità/prezzo. Questa cosa va contestualizzata con il fatto che, per questo tour, sono previsti massimo 18 partecipanti ed in questo caso eravamo solo in 2 (altro viaggio privato in pratica...😁). Con 18 persone, è facile che gli operativi voli arrivino agli orari più strampalati: è normale avere dei tempi piuttosto dilatati. In altri viaggi però, sempre con lo stesso Tour Operator, abbiamo visto indicazioni tipo "Questa attività si farà se il vostro operativo voli lo permette" e probabilmente per questo tour sarebbe il caso di attivare questa opzione in modo da venire incontro a chi, come noi, ha avuto i "voli fortunati" (prima volta che succede, tra l'altro...che culo!).

Altro aspetto non del tutto positivo è la sicurezza delle città: in generale le metropoli di tutto il mondo non brillano per sicurezza estrema (nemmeno molte città medio piccole italiane, se è per questo...), ma le città sudafricane sono, purtroppo, abbastanza famose per essere afflitte da questo problema. Se per Johannesburg ho già detto sopra, Cape Town, per quanto in modo diverso, rappresenta un secondo esempio di città dove tenere gli occhi sempre aperti e ne parlo con un caso pratico: il giorno libero di cui ho parlato sopra ci ha permesso di usare il bus turistico (QUI il link per info e prenotazioni in varie città del mondo) e di salire sulla Table Mountain, una delle "nuove 7 meraviglie naturali del mondo". Al ritorno, sempre usando il bus, ci siamo fermati a Bo-Kaap: il quartiere con le famose casette colorate. Si tratta di un posto molto turistico ed erano presenti diversi gruppi, il che aumenta assolutamente la sicurezza del luogo. Quando però abbiamo deciso di tornare verso l'albergo a piedi (900 metri, non 200 km!!), ci siamo sentiti osservati lungo tutto il tragitto e non è stata una bella sensazione, devo essere onesto. Per la precisione, erano le 14:30 del pomeriggio, un orario che tutto suggerisce tranne che qualche rischio per la sicurezza e la strada percorsa era una delle arterie "turistiche" principali! In sostanza, ci hanno spiegato che, il centro di Cape Town è formato solo da uffici e negozi che, alle 17:30, chiudono i battenti. Da quel momento in poi non c'è un'anima in giro e quindi è caldamente consigliato il rientro in hotel entro quell'ora. Questa cosa non vale per il Waterfront ovvero la parte più turistica della città: come dicevo sopra, si tratta di un mini villaggio commerciale con ristoranti e negozietti, aperti fino a tardi e molto sicuro. Il problema, eventualmente, è rientrare nei vari hotel dopo una certa ora e, se non puoi usufruire di navette gratuite (come quella del nostro albergo), è consigliabile usare Uber o chiamare un Taxi. Lascio a voi ogni valutazione del caso.

Ultima considerazione sul parco Kruger: si tratta di un parco nazionale che ha l'estensione dello stato di Israele e che, recentemente, ha aperto anche i confini a nord verso il Mozambico. Questo ha ulteriormente esteso la superficie, a parità di animali presenti. La matematica dice che così si ottiene una densità di popolazione inferiore e la cosa si manifesta nella difficoltà nel trovare animali in giro. Uno dei safari fatti, della durata di una giornata intera, ci ha tenuto sulla strada per 300 km abbondanti con pochissimi avvistamenti. Per carità, si sa bene che nei safari serve anche una buona dose di fortuna, ma onestamente si potrebbe anche optare per fare dei safari misti tra il parco ed alcune delle riserve adiacenti ad esso, che hanno una concentrazione maggiore di animali. Prima che qualcuno si preoccupi troppo, queste riserve non sono "di caccia" o roba simile, ma di conservazione ed hanno estensioni che arrivano anche a 300kmq e più. Ho voluto citare la cosa perchè i permessi per girare nel parco (e dormirci dentro, nel nostro caso), sono abbastanza salati ed influiscono sul costo totale del viaggio, ma se poi per una giornata intera non vedi nulla in giro, l'attività rischia di diventare molto meno interessante.

CURIOSITA' VARIE: ovviamente ci sono anche tante cose positive da dire. Prima fra tutti è che in Sudafrica, l'acqua è potabile ovunque. O meglio, la maggior parte delle strutture ha l'acqua potabile, salvo che non sia espressamente indicato. Noi ci siamo arrivati automaticamente perchè nelle stanze d'albergo non c'erano le consuete bottiglie d'acqua per lavarsi i denti. Abbiamo chiesto alla guida che ci ha confermato la cosa. Altra curiosità è che il Diamante ha contribuito alla costruzione ed al mantenimento di una scuola nei pressi del parco Kruger. Questa scuola è visitabile e si possono portare anche materiali di cancelleria, in modo da aiutare questi bambini. Inutile dire che si tratta di una esperienza assolutamente da fare. Altra cosa "divertente" è stata un'escursione sui tavoli di un ristorante, da parte di un babbuino che girava intorno al locale: appena ha sentito l'odore delle patatine fritte è arrivato di gran carriera ed ha monopolizzato l'uso del tavolo, mangiando a sbafo come se non ci fosse un domani. Trattandosi di un maschio adulto (e dotato di un paio di denti di tutto rispetto), abbiamo semplicemente lasciato che facesse quello che voleva per poi tentare di allontanarlo il prima possibile. Esperienza che potrebbe spaventare qualcuno, ma io l'ho trovata decisamente divertente!!

CONCLUSIONI: a chi è consigliato un viaggio come questo? A chi non ha mai visto l'Africa e vuole vedere un po' di tutto. Attenzione però, se vi aspettate zone rurali con capanne e fuocherelli o strade polverose zeppe di buche ecc, resterete delusi. I villaggi, anche quelli più piccoli, sono formati da case in muratura, grezze, ma pur sempre in muratura e con la corrente elettrica. Le persone stanno mediamente bene (salvo alcune situazioni periferiche delle metropoli) e questo discosta il Sudafrica da molti altri Stati africani, anche limitrofi. E' consigliato a chi vuole vedere Cape Town che, con tutti i problemi sopra elencati, resta comunque una bella città, con una costiera invidiabile ed uno sfondo davvero d'eccezione (di sera, la Table Mountain è pure illuminata in modo sapiente, bellissima!). A chi altro consigliare questo viaggio? A chi fa maratone e vuole partecipare a quella di Cape Town: la "fortuna" ha voluto che beccassimo proprio il giorno della maratona per il nostro tour, con buona pace dell'autista. A chi invece non consiglierei questo viaggio? A chi ha già visto l'Africa più vera (ad esempio la Namibia o il Madagascar, come noi) e cerca quell'atmosfera particolare o la sensazione di essere circondati da animali a tutte le ore del giorno e della notte. Se sono queste le vostre ambizioni orientatevi verso altre destinazioni.

Ho scritto anche troppo, quindi a presto con il post "fotografico" e, per ora, buona luce dall'emisfero sud!