Fujifilm 55-200 XF f3.5/4.8 Lm Ois + Fuji X-S20 impressioni aggiornate

Con colpevole ritardo rispetto a quanto avevo inizialmente previsto, sono a parlare di questo tele che, di fatto, completa il mio kit da viaggio "leggero".

Le motivazioni che mi hanno spinto verso il downgrade al sensore Aps-C e, nello specifico, al brand Fuji, le ho già spiegate in precedenza in altri post, ma, riassumendo: mi serviva un kit con zoom standard e tele associati ad una macchina che potesse girare anche video di qualità accettabile. Il tutto con un peso ridotto al massimo senza cedere troppo sulla qualità e senza spendere 20.000 euro!

Tornando in topic, l'ottica di cui parlo è questa:

Si tratta dell'equivalente 70-300 per FF (circa) e che va a sostituire quello che usavo in precedenza con la D750 (Tamron SP 70-300 f4.5/5.6 VR). Premetto che non ho fatto tutte queste prove tecniche specifiche per un motivo abbastanza semplice: rispetto al Tammy che avevo prima, di sicuro ci guadagno almeno 1/3 di stop di luminosità, ma, soprattutto, quelle iene di Juza (solitamente piuttosto criticoni), l'hanno descritto come un buon obiettivo. Ho avuto inoltre anche dei feedback di persona da altri appassionati come me, che lo usano regolarmente: tutti ne dicono un gran bene, soprattutto in relazione al peso (580gr).
Ma come si comporta questa ottica sul lato pratico? Come ho detto non ho fatto test specifici, ma mi sono dedicato un pomeriggio in giro a far foto e posso dire che lavora più o meno come mi aspettavo (le foto sono in fondo a questo post). 
Le mie impressioni sono queste:
  1. Autofocus: veloce (simile alla maf ultrasonica del Tammy) e silenzioso aiutato molto anche dalla X-S20 che, a conti fatti, sbaglia davvero pochi colpi; PROMOSSO
  2. Deriva zoom bella visibile: per ora camminando con la macchina a penzoloni non scivola fuori, ma la leggerezza di questo movimento mi suggerisce che tra un po' di tempo potrebbe avere lo stesso problema che aveva il Tamron; RIVEDIBILE
  3. Stabilizzatore molto efficiente: ho fatto qualche prova a tutto zoom, con tempi di 1/30 sec e la combinazione Ois + Ibis fa il suo sporco lavoro, come mi aspettavo. In tutta onestà, se dovete garantire un risultato a qualcuno, non affidatevi solo a queste cose, ma accendete il cervello prima di scattare!! PROMOSSO
  4. Qualità d'immagine: buona nel complesso. Colori abbastanza fedeli, contrasto decisamente migliore del Tammy e buona gestione dell'aberrazione cromatica, anche se qui interviene di sicuro il corpo macchina che, per quanto si possa settare "flat", si sa che i firmware di Fuji hanno la manina un po' più pesante di altri, anche se scatti in raw; PROMOSSO
  5. Ingombro: molto contenuto. Sta comodamente in un marsupio qualsiasi e soddisfa le mie più perverse esigenze di spazio (motivo per cui l'ho scelto). Il peso lo senti perchè arriviamo a circa 1kg tra lente e corpo macchina, ma ovviamente non è paragonabile al mattone che mi tiravo dietro prima; PROMOSSO
  6. Prezzo: questa ottica è di tipo XF ovvero quelle di miglior qualità (che si contrappongono alle XC che invece sono quelle economiche, anche se ci sarebbe da discutere). Il prezzo quindi si adegua: nuova vi costa circa 850€ (fonte sito Fuji ufficiale), ma sono certo che alcuni rivenditori la offrono scontata. Io l'ho acquistata usata da RCE a circa 400€, ben tenuta ecc. Secondo me conviene oltre modo puntare all'usato per questo tipo di obiettivo e spiego subito il motivo: se siete degli appassionati di avifauna o di foto con focali super spinte, di certo non vi orienterete verso questa ottica, ma cercherete qualcosa ad apertura costante, zoom ancora più lungo, qualità più alta ecc. Questo tele è ottimo per chi vuole fare un po' di tutto senza rinunciare alla qualità, senza spendere un capitale e senza acquistare un bi mattone. Risparmiare 400 sacchi è, a mio parere, un'ottima cosa, soprattutto perchè si tratta di un'ottica ampiamente rivendibile e posso dirlo perchè non è stato semplicissimo da trovare usato. PREZZO NUOVO RIVEDIBILE
A questo punto torno a parlare della X-S20 e delle ultime impressioni che ho ricavato da questa nuova giornata di test. Non ho scoperto niente che non sia già stato detto in precedenza, ma posso aggiungere:
  • Altra cavolata software: il mirino elettronico (gioia e dolori di queste macchine) è programmato coi piedi (strano!!). Qual è il vantaggio supremo di questo tipo di mirini? Esatto, ti danno l'anteprima della foto già esposta, così come uscirà dopo lo scatto. Peccato che per la X-S20, la cosa funzioni così solo in modalità manuale. Se per caso hai la brillante idea di scattare, ad esempio, a priorità di tempi (cosa che con un tele non capita mai...) e per caso imposti un tempo troppo veloce, la macchina ti colora di rosso il diaframma per farti capire che anche alla massima apertura la foto verrà sottoesposta. Peccato che l'immagine nel mirino sia perfettamente leggibile e che l'istogramma visualizzato prenda i dati dal mirino stesso ovvero sembra tutto perfetto. Se, come me, non hai impostato la Iso automatica e scatti la foto, questa viene nera come le palle di un asino! Non capisco proprio: almeno fammi vedere l'anteprima appena blocco la messa a fuoco (un brand come Lumix lo faceva già circa 15 anni fa nelle sue mirrorless!!!) così posso valutare QUANTO è sottoesposta e magari ritenere che "artisticamente" (qualunque cosa significhi) mi possa anche andare bene, ma così è impossibile. Ennesima follia software che, addirittura, mette in difficoltà invece di aiutare! ANCORA BOCCIATO
  • DR400: qui so già che prenderò insulti perchè è la cosa che tutti sottolineano quando parlano di Fuji. Quanto è bella, quanto funziona bene ecc. Di cosa si tratta? E' una sorta di amplificazione della gamma dinamica (DR400 significa Dynamic Range 400%) ottenuta grazie al fatto che il sensore è altamente Iso invariante (ovvero produce lo stesso rumore sia scattando ad iso elevate che scattando ad iso contenute e recuperando l'esposizione in post produzione). In pratica la macchina ti costringe ad impostare una Iso minima di 640 e, quando scatti la fotografia, a prescindere da quello che vedi nel mirino, la macchina sottoespone di 2 stop (per salvare le alte luci) e successivamente apre le ombre dei 2 stop. E' una sorta di HDR ottenuto con singolo scatto e che restituisce risultati naturali, molto meno artificiosi rispetto a quella tecnica che prevede la fusione di più immagini. E' una funzione presente anche in altri brand e ricorda molto l'active D-Lighting di Nikon, ma più invasivo. All'atto pratico mi sono trovato a mezzogiorno a scattare con una Iso improponibile ottenendo un risultato sicuramente efficace e leggibile, ma, a mio parere con troppo rumore digitale o meglio, con troppa evidenza dell'intervento del denoiser sui dettagli. Un lavoro simile si può fare tranquillamente in post produzione, selezionando il range delle ombre o dei mezzitoni scuri e sovraesponendo. Tenendo conto della quantità di azioni gratuite che isolano le varie fasce tonali di un'immagine, si può pensare di costruire un'automazione che, in 2 secondi seleziona, schiarisce e permette pure di modulare il risultato con l'opacità, prendendo il controllo di quello che si sta facendo. La funzione è utile a chi non sa nulla di nulla e preferisce lasciar fare tutto alla macchina. Per esporre con la DR400 si deve lasciare la lettura esposimetrica matrix su tutto il frame, senza preoccuparsi di leggere in maniera "spot" le alte luci ecc. In pratica devi esporre sui toni medi, come si faceva a pellicola e la macchina fa il resto. PROMOSSA, MA SOLO PER NEOFITI
  • Simulazioni di pellicola: ho provato anche questa funzione dato che tutti ne parlano. I risultati e le differenze si vedono (è inutile che le descrivo perchè è pieno di siti web dove ci sono confronti, elenchi, esempi ecc) ed in alcuni casi sono anche gradevoli, ma dipende sempre da cosa uno ci deve fare. Ad esempio: ti commissionano una serie di scatti che devono avere un look particolare e, dopo confronto capisci che questo look è quello restituito dalla pellicola Velvia? Perfetto, la imposti e sarai sicuro che tutti gli scatti avranno quel look di partenza, quella colorimetria specifica e quella resa puntuale. Questo di sicuro aiuta. Per tutte le altre situazioni le ho trovate al limite del giochino divertente, che smetti di usare dopo un paio di utilizzi, nonostante te l'abbiano fatto pagare a peso d'oro. So che non è un'opinione popolare, ma è sinceramente quello che penso. Per l'utilizzo che ne faccio io (foto di viaggio), la resa naturale, senza look strani, è fondamentale e mi trovo sempre a scattare con l'impostazione standard. Anche le simulazioni BN sono buone, ma se scatti da qualche anno, avrai sicuramente trovato il tuo stile di BN e ti andrà bene solo se la simulazione Fuji ci assomiglia, altrimenti è meglio scattare in raw e virare in post produzione. In sostanza anche questa funzione la trovo poco utilizzabile da chi scatta già da qualche tempo, sa cosa vuole e come ottenerlo mantenendo il controllo sul risultato. PROMOSSE, MA SOLO PER NEOFITI
Inserisco qualche fotografia per documentare gli ultimi due punti trattati. Sono tutti jpg usciti direttamente dalla macchina, senza alcuna post produzione: solamente ridimensionati per la pubblicazione su web. Come detto sopra, a mio parere il denoiser si nota parecchio.
DR400 PROVIA/STANDARD:




Quest'ultima foto fa notare come ero arrivato al limite anche per la DR400: le luci sullo sfondo sono decisamente fuori gamma, ma c'era un contrasto davvero enorme, eccessivo anche per gli occhi umani.

SIMULAZIONE PELLICOLA NOSTALGICA + DR400:
Effetto sicuramente riuscito, ma continuo a pensare che queste funzioni vadano bene solo nei casi che ho specificato in precedenza.

Chiudo con una considerazione generale: i file restituiti dalla X-S20 associata a questo tele, sono ampiamente lavorabili (a patto di scattare in raw ovviamente!!), anche se ho sempre la sensazione che i raw prodotti siano già troppo ritoccati dal firmware della macchina. Per carità niente che non abbia già visto o che distrugga la foto, ma di mio preferirei partire da file più piatti. Si tratta di una caratteristica molto frequente nelle macchine moderne, forti del fatto che i sensori sono migliori ecc (cosa tutta da dimostrare). Il vero banco di prova per tutto il sistema sarà il primo viaggio "serio", dopo il quale potrò esprimermi ancora. Al punto in cui sono ora, posso dire, con tutta l'onestà intellettuale di cui dispongo, che, autofocus a parte, certe cose si potevano fare anche con "vecchie" reflex aps-c, spendendo decisamente meno soldi di quelli imposti dall'attuale mercato e con una qualità davvero molto simile.

A buon intenditor....
Buona luce a focale lunga!

Le foto sono più brutte

Se mi seguite da un po', saprete che ogni tanto mi parte l'embolo per alcuni argomenti e devo sfogare la mia ira selvaggia su queste pagine 😁

A parte gli scherzi, l'argomento è forse uno dei più dibattuti dell'attuale panorama fotografico e, complice un video dei bravissimi Damiano e Roberto (QUI il contenuto di cui parlo), mi trovo a scrivere queste righe di riflessione, a distanza di tanti anni dall'ultimo ragionamento fatto su questo argomento. 

L'ultima volta che mi sono cimentato in un post filosofico è stato per parlare di un complimento ricevuto gratuitamente in maniera inaspettata (Questo il post) ed eravamo nel 2020. Di acqua sotto i ponti ne è passata parecchio e l'argomento, questa volta, è di quelli ampiamente divisivi. Il titolo dice tutto e, lo so, si tratta di una frase quasi "fatta", ma che porta con se un sacco di spunti per riflettere su una realtà fotografica che è innegabilmente diversa da quella che si viveva anni fa.

Le foto sono veramente più brutte? Purtroppo si ragazzi. Mi dispiace darvi questa notizia, ma la curva della qualità sta scendendo in maniera repentina. 

Perchè le foto sono peggiorate? Per colpa dei telefonini? Per colpa di Instagram? Per colpa dei social in generale? Io credo ci sia un solo colpevole: NOI appassionati di fotografia. Faccio subito una specifica: ho usato il termine "appassionati di fotografia" non a caso, perchè se avessi scritto "fotografi" avrei fatto riferimento ad una categoria specifica di professionisti (nonostante sia pieno zeppo di appassionati che si firma "Photographer" in maniera del tutto indebita). Per quanto mi riguarda non si tratta solo di una categoria merceologica a cui associare una partita iva, ma è una parola che riassume tante cose che vedremo nel corso del post.

Tornando al topic: foto brutte, colpa NOSTRA. Il problema siamo noi appassionati perchè stiamo sperimentando tutta una serie di innovazioni tecnologiche che forniscono una sola considerazione finale: SCORCIATOIE! 

Le macchine ormai fanno di tutto e di più ed in buona parte dei casi, non serve nemmeno l'intervento umano. Se da un lato questo facilita la vita, dall'altro impigrisce il cervello di chi magari sa come si fotografa e, peggio ancora, non stimola minimamente all'apprendimento chi si affaccia per la prima volta a questo fantastico mondo. Il risultato è drammatico: ho visto cose che voi umani 😂......no dai, non proprio così gravi, ma ho ammirato persone che, pur scattando con mirino elettronico (quindi con l'anteprima della foto esposta già disponibile), sono stati in grado di sbagliare esposizione in maniera così palese, che pensavo fosse fatto apposta! 😖

Capitolo post produzione: si salvi chi può con le SCORCIATOIE! Chi mi conosce o mi segue da un po', sa perfettamente cosa intendo quando parlo di post produzione e sa perfettamente la quantità di corsi ed approfondimenti che ho seguito nel corso degli anni (e che continuo a seguire anche adesso!). La post produzione è fondamentale per gestire i file raw e su questo non ci piove. Ai tempi della pellicola, la cosa era considerata un'arte vera e propria, appannaggio di pochi eletti che potevano permettersi i costi dei materiali e gli spazi per il laboratorio. Ora i tutorial si sprecano, le copie pirata di Photoshop le trovi anche al supermercato e le persone che si improvvisano post produttori sono un esercito molto rumoroso e poco performante. Ma non solo: aggiungo anche gli smartphone che, oltre a scattare fotografie, offrono strumenti di tutti i tipi, gratuiti e dalle potenzialità quasi infinite. Ed ecco apparire color grading improbabili, filtri senza capo nè coda, cancellazioni di soggetti e, dulcis in fundo, stravolgimenti completi ad opera di IA che non hanno di meglio da fare. Ricordo bene un episodio dove un collega appassionato mi disse: "Se non hai l'ultima versione di Lightroom, la selezione del cielo te la scordi". Gli feci vedere che, semplicemente utilizzando il canale del blu come maschera di livello, ed aggiustando un attimo il contrasto della maschera, si otteneva un risultato addirittura migliore della selezione fatta con la (presunta) IA. Mi disse che ero troppo tecnico e complicato. Questa cosa la traduco esattamente come per l'esposizione: SCORCIATOIA. Non c'è voglia di imparare ne di investire tempo nella formazione, meglio avere un tasto etichettato "Fa tutto l'IA" e via.

La colpa continua ad essere NOSTRA e lo sottolineo con un altro esempio. Che cosa ne facciamo delle fotografie? Nel 99% dei casi le pubblichiamo o le mostriamo attraverso un telefono. Nel misero 1% dei casi le stampiamo. Non voglio fare un trattato sulla bellezza della foto su carta, ma voglio approfondire il 99% della statistica: COSA pubblichiamo? O meglio: selezioniamo gli scatti prima di pubblicarli? Assolutamente NO! E come mai? Perchè questo occupa tempo ed energia mentale per fare un'adeguata selezione (questa sconosciuta, qui il post relativo). Se non abbiamo voglia di usare il cervello per scattare foto e fare post produzione, figuriamoci se lo usiamo per fare una cosa così inutile come la selezione! Ed ecco spuntare profili inondati di foto uguali, ridondanti, pesanti, inutili ecc. La conseguenza? Ci abituiamo al mediocre ed a scorrere velocemente ogni scatto, a volte anche senza guardarli ed assegnando implicitamente un valore pari a zero ad ogni singola fotografia fatta, a prescindere dall'impegno messo per ottenerla. Questo porta ad un generalizzato senso di leggerezza e menefreghismo nei confronti di quelle povere immagini che stanno facendo del loro meglio per farsi notare.

E il "Like"? Ho tenuto per ultimo la pietra tombale. Il Like, questa specie di benedizione mistica a cui tutti aspirano. Che sia sotto forma di pollice all'insù, di cuore, di stella o di quello che preferite, è l'oggetto del desiderio di tutti coloro che pubblicano foto on line! E quanti ne girano! Milioni! Poi vai a vedere le foto e ti rendi conto che.....è ancora colpa NOSTRA! Perchè mettiamo il Like a delle foto palesemente brutte? Perchè lo mettiamo alla 4° foto identica che vediamo e non lo mettiamo alle 3 precedenti ed alle 5 successive che sono esattamente uguali? Sia chiaro che non sto dicendo: "Se vuoi valutare e commentare una foto devi essere super competente ecc", ci mancherebbe altro! Abbiamo tutto il diritto di dire che una foto ci piace o meno, a prescindere dalle nostre competenze. Ma farlo in modo sconclusionato e quasi per noia o perchè la persona che ha pubblicato le foto è un nostro amico e si aspetta in automatico la nostra approvazione, è una cosa diseducativa. Così si creano fasi miti, finti fotografi o, peggio, artisti della domenica. Si creano personaggi che non sanno cosa stanno facendo, ma mettono il watermark "Photographer" sotto ogni scatto.

Chiudo con una considerazione del tutto personale: quando vado a fare fotografie (o quando le scatto in giro per il mondo), mi godo ogni momento, anche se ho poco tempo. Voglio sentire il posto dove sono, osservarlo, catturare qualcosa che venga a casa con me. Solo dopo inizio a scattare fotografie. In una parola: relax. La fotografia è riflessione, è voglia di fissare un momento, è gioia nel sapere che la situazione che ora ho davanti agli occhi e che mi sta emozionando resterà con me per sempre, impressa nello scatto. In giro vedo tanta compulsività: troppi scatti, troppo superficiali, troppo di corsa, troppo veloci, troppo poco selezionati. Il tutto a favore di un Like o dell'effetto wow per una post inventata dall'IA del momento. La condivisione, per quanto sacrosanta, è finalizzata quasi a creare invida e hipe verso questo o quel luogo, solo perchè IO ci sono stato, non per trasmettere le cose che quel luogo ti può lasciare dentro e quindi invogliare a visitarlo.

Cosa posso suggerire? Di prendersi tempo per fare tutto. Per imparare (soprattutto), per osservare, per sviluppare, per ricordare. Investite su voi stessi piuttosto che nelle attrezzature o nei software: la soddisfazione finale sarà impagabile, con buona pace dei Like.

Ci sarebbe molto altro da dire, ma ho già scritto abbastanza. Al prossimo post incazzoso e, per ora, buona luce sconsolata...

Fotografia e viaggi: Thailandia del Nord (post fotografico)

Con colpevole ritardo, torno a scrivere di questo viaggio concluso da poco e stavolta si parla solo di fotografia, ma andiamo con ordine.

ATTREZZATURA: probabilmente per l'ultima volta, la solita Nikon D750 + 24-120 f4 + 70-300 f4/5.6 Niente treppiedi, filtri o altro

CHE FOTO SI POSSONO SCATTARE: in un viaggio simile (vedere il post amministrativo per le tappe), evitando tutte le zone costiere, è difficile concentrarsi sulla paesaggistica pura, per cui si tratta di approcciare il luogo con la mente molto aperta. Nel sud est asiatico, finora, ho sempre portato a casa ottime foto di persone, a volte contestualizzate con ambiente ed attività svolte, altre in primissimo piano nel più classico dei ritratti. Questa forse è l'essenza di quei luoghi, fatti salvi alcuni posti famosissimi che, a ben pensare, danno anche meno soddisfazione nel fotografarli, dato che sono sono inflazionati da morire (considerazione personale ovviamente). 

Ma non ci sono solamente ritratti contestualizzati da fare, anzi! Ci sono molte situazioni dove si può trasmettere l'idea della cultura locale tramite dettagli di templi e statue o concentrarsi sulle location dove sono stati costruiti, strizzando l'occhio al paesaggio. 

Ci sono anche situazioni in cui si possono fotografare animali come le scimmie o gli elefanti e vi assicuro che, soprattutto le prime, non stanno ferme un attimo! Insomma, non manca nulla se uno ha voglia di tenere occhi e mente aperta. 

Se avete letto il post "amministrativo" sapete già che il tipo di viaggio è "di gruppo, organizzato" il che si traduce sempre in "poco tempo per scattare". Anche in questo caso non è stata un'eccezione ed i momenti dove sei libero di girare e di guardarti intorno senza fretta, sono molto rari e si notano subito dalle fotografie, un po' più ricercate e meno "classiche".

Vediamo qualche scatto:

RITRATTI CONTESTUALIZZATI (O MENO):




Non sono foto difficili da realizzare (a parte la seconda che aveva un'illuminazione più particolare) se non per i tentativi disperati di pulire la composizione da un sacco di disturbi. Ovviamente non intendo disturbi dovuti al contesto stesso, ma ai troppi turisti in giro con cellulari e trabiccoli di ogni genere. Tempi duri per noi appassionati di fotografia...

TEMPLI E STATUE:



Anche in questo caso non ci sono particolari difficoltà, se non cercare composizioni che non siano già troppo inflazionate. E' inutile dire il contrario: la Thailandia è molto visitata e lo stesso vale per le sue attrazioni principali. Da questo ne derivano una marea di immagini e per forza di cose, con il poco tempo a disposizione, dovremo mettere in conto di beccarci qualche scatto che è stato già fatto da altri appassionati.

ANIMALI E SCIMMIE:



In entrambi i casi si trattava di visite specifiche: luoghi dove circolano in totale libertà, ma che vengono aperti ai turisti per avvicinare le persone a questi animali, senza averne paura o timori vari. Agli elefanti abbiamo addirittura dato da mangiare e sono proprio carini da vicino, anche se decisamente grossi. Che difficoltà ci sono? Beh, le scimmie sono come proiettili, mentre con gli elefanti è più semplice, ma troverete sempre qualcuno che vi impalla l'inquadratura. Un problema può essere l'orario di visita: nella foto dell'elefante qua sopra, la gamma dinamica del mio sensore è stata messa a dura prova, ma a parte questi particolari tecnici, non ho incontrato difficoltà.

VARIE ED EVENTUALI:



Con un po' di tempo in più a disposizione, ci si può guardare attorno e cercare particolari diversi o situazioni divertenti. Il cane ad esempio l'avevo adocchiato all'ingresso di questo tempio immerso nel verde e vedevo che seguiva alcune persone. Ho aspettato che le persone passassero per beccarlo da solo con la statua di Buddha alle spalle. Stessa cosa per la candela (purtroppo spenta...): ho notato il fumo che usciva dalla vasca piena d'acqua, la parte illuminata e la parte in ombra ed ho fatto 1+1. Sono tutte cose che, se hai 5 minuti non riuscirai mai a vedere, quindi mi ritengo già decisamente fortunato.

Metto qui il link all'album COMPLETO di Flickr. In sostanza un viaggio in Thailandia non è un viaggio difficile da affrontare: ci sono un sacco di belle persone ed un sacco di situazioni spirituali, ma in stile tipicamente asiatico. Vi sorrideranno tutti e se fate una foto con loro, saranno ancora più contenti. Attenzione, una foto con loro non significa una foto A loro. Non tutti sono ansiosi di finire sui nostri sensori, ricordatelo e siate sempre educati e rispettosi verso le altre culture.

Bene ed ora mi dedico a completare il mio kit Fuji e, nel frattempo, buona luce asiatica!!