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Le foto sono più brutte

Se mi seguite da un po', saprete che ogni tanto mi parte l'embolo per alcuni argomenti e devo sfogare la mia ira selvaggia su queste pagine 😁

A parte gli scherzi, l'argomento è forse uno dei più dibattuti dell'attuale panorama fotografico e, complice un video dei bravissimi Damiano e Roberto (QUI il contenuto di cui parlo), mi trovo a scrivere queste righe di riflessione, a distanza di tanti anni dall'ultimo ragionamento fatto su questo argomento. 

L'ultima volta che mi sono cimentato in un post filosofico è stato per parlare di un complimento ricevuto gratuitamente in maniera inaspettata (Questo il post) ed eravamo nel 2020. Di acqua sotto i ponti ne è passata parecchio e l'argomento, questa volta, è di quelli ampiamente divisivi. Il titolo dice tutto e, lo so, si tratta di una frase quasi "fatta", ma che porta con se un sacco di spunti per riflettere su una realtà fotografica che è innegabilmente diversa da quella che si viveva anni fa.

Le foto sono veramente più brutte? Purtroppo si ragazzi. Mi dispiace darvi questa notizia, ma la curva della qualità sta scendendo in maniera repentina. 

Perchè le foto sono peggiorate? Per colpa dei telefonini? Per colpa di Instagram? Per colpa dei social in generale? Io credo ci sia un solo colpevole: NOI appassionati di fotografia. Faccio subito una specifica: ho usato il termine "appassionati di fotografia" non a caso, perchè se avessi scritto "fotografi" avrei fatto riferimento ad una categoria specifica di professionisti (nonostante sia pieno zeppo di appassionati che si firma "Photographer" in maniera del tutto indebita). Per quanto mi riguarda non si tratta solo di una categoria merceologica a cui associare una partita iva, ma è una parola che riassume tante cose che vedremo nel corso del post.

Tornando al topic: foto brutte, colpa NOSTRA. Il problema siamo noi appassionati perchè stiamo sperimentando tutta una serie di innovazioni tecnologiche che forniscono una sola considerazione finale: SCORCIATOIE! 

Le macchine ormai fanno di tutto e di più ed in buona parte dei casi, non serve nemmeno l'intervento umano. Se da un lato questo facilita la vita, dall'altro impigrisce il cervello di chi magari sa come si fotografa e, peggio ancora, non stimola minimamente all'apprendimento chi si affaccia per la prima volta a questo fantastico mondo. Il risultato è drammatico: ho visto cose che voi umani 😂......no dai, non proprio così gravi, ma ho ammirato persone che, pur scattando con mirino elettronico (quindi con l'anteprima della foto esposta già disponibile), sono stati in grado di sbagliare esposizione in maniera così palese, che pensavo fosse fatto apposta! 😖

Capitolo post produzione: si salvi chi può con le SCORCIATOIE! Chi mi conosce o mi segue da un po', sa perfettamente cosa intendo quando parlo di post produzione e sa perfettamente la quantità di corsi ed approfondimenti che ho seguito nel corso degli anni (e che continuo a seguire anche adesso!). La post produzione è fondamentale per gestire i file raw e su questo non ci piove. Ai tempi della pellicola, la cosa era considerata un'arte vera e propria, appannaggio di pochi eletti che potevano permettersi i costi dei materiali e gli spazi per il laboratorio. Ora i tutorial si sprecano, le copie pirata di Photoshop le trovi anche al supermercato e le persone che si improvvisano post produttori sono un esercito molto rumoroso e poco performante. Ma non solo: aggiungo anche gli smartphone che, oltre a scattare fotografie, offrono strumenti di tutti i tipi, gratuiti e dalle potenzialità quasi infinite. Ed ecco apparire color grading improbabili, filtri senza capo nè coda, cancellazioni di soggetti e, dulcis in fundo, stravolgimenti completi ad opera di IA che non hanno di meglio da fare. Ricordo bene un episodio dove un collega appassionato mi disse: "Se non hai l'ultima versione di Lightroom, la selezione del cielo te la scordi". Gli feci vedere che, semplicemente utilizzando il canale del blu come maschera di livello, ed aggiustando un attimo il contrasto della maschera, si otteneva un risultato addirittura migliore della selezione fatta con la (presunta) IA. Mi disse che ero troppo tecnico e complicato. Questa cosa la traduco esattamente come per l'esposizione: SCORCIATOIA. Non c'è voglia di imparare ne di investire tempo nella formazione, meglio avere un tasto etichettato "Fa tutto l'IA" e via.

La colpa continua ad essere NOSTRA e lo sottolineo con un altro esempio. Che cosa ne facciamo delle fotografie? Nel 99% dei casi le pubblichiamo o le mostriamo attraverso un telefono. Nel misero 1% dei casi le stampiamo. Non voglio fare un trattato sulla bellezza della foto su carta, ma voglio approfondire il 99% della statistica: COSA pubblichiamo? O meglio: selezioniamo gli scatti prima di pubblicarli? Assolutamente NO! E come mai? Perchè questo occupa tempo ed energia mentale per fare un'adeguata selezione (questa sconosciuta, qui il post relativo). Se non abbiamo voglia di usare il cervello per scattare foto e fare post produzione, figuriamoci se lo usiamo per fare una cosa così inutile come la selezione! Ed ecco spuntare profili inondati di foto uguali, ridondanti, pesanti, inutili ecc. La conseguenza? Ci abituiamo al mediocre ed a scorrere velocemente ogni scatto, a volte anche senza guardarli ed assegnando implicitamente un valore pari a zero ad ogni singola fotografia fatta, a prescindere dall'impegno messo per ottenerla. Questo porta ad un generalizzato senso di leggerezza e menefreghismo nei confronti di quelle povere immagini che stanno facendo del loro meglio per farsi notare.

E il "Like"? Ho tenuto per ultimo la pietra tombale. Il Like, questa specie di benedizione mistica a cui tutti aspirano. Che sia sotto forma di pollice all'insù, di cuore, di stella o di quello che preferite, è l'oggetto del desiderio di tutti coloro che pubblicano foto on line! E quanti ne girano! Milioni! Poi vai a vedere le foto e ti rendi conto che.....è ancora colpa NOSTRA! Perchè mettiamo il Like a delle foto palesemente brutte? Perchè lo mettiamo alla 4° foto identica che vediamo e non lo mettiamo alle 3 precedenti ed alle 5 successive che sono esattamente uguali? Sia chiaro che non sto dicendo: "Se vuoi valutare e commentare una foto devi essere super competente ecc", ci mancherebbe altro! Abbiamo tutto il diritto di dire che una foto ci piace o meno, a prescindere dalle nostre competenze. Ma farlo in modo sconclusionato e quasi per noia o perchè la persona che ha pubblicato le foto è un nostro amico e si aspetta in automatico la nostra approvazione, è una cosa diseducativa. Così si creano fasi miti, finti fotografi o, peggio, artisti della domenica. Si creano personaggi che non sanno cosa stanno facendo, ma mettono il watermark "Photographer" sotto ogni scatto.

Chiudo con una considerazione del tutto personale: quando vado a fare fotografie (o quando le scatto in giro per il mondo), mi godo ogni momento, anche se ho poco tempo. Voglio sentire il posto dove sono, osservarlo, catturare qualcosa che venga a casa con me. Solo dopo inizio a scattare fotografie. In una parola: relax. La fotografia è riflessione, è voglia di fissare un momento, è gioia nel sapere che la situazione che ora ho davanti agli occhi e che mi sta emozionando resterà con me per sempre, impressa nello scatto. In giro vedo tanta compulsività: troppi scatti, troppo superficiali, troppo di corsa, troppo veloci, troppo poco selezionati. Il tutto a favore di un Like o dell'effetto wow per una post inventata dall'IA del momento. La condivisione, per quanto sacrosanta, è finalizzata quasi a creare invida e hipe verso questo o quel luogo, solo perchè IO ci sono stato, non per trasmettere le cose che quel luogo ti può lasciare dentro e quindi invogliare a visitarlo.

Cosa posso suggerire? Di prendersi tempo per fare tutto. Per imparare (soprattutto), per osservare, per sviluppare, per ricordare. Investite su voi stessi piuttosto che nelle attrezzature o nei software: la soddisfazione finale sarà impagabile, con buona pace dei Like.

Ci sarebbe molto altro da dire, ma ho già scritto abbastanza. Al prossimo post incazzoso e, per ora, buona luce sconsolata...

...ma che bella fotografia! (post indotto)

Niente foto per il momento, ma una giusta riflessione derivata dalla lettura di un articolo. Il titolo, mutuato direttamente, parla da solo. Quante volte ci siamo sentiti dire da qualcuno: "ma che bella fotografia!!" ? Chi più, chi meno, sicuramente sarà capitato a tutti, professionisti ed amatoriali. Che effetto ha generato in noi questo complimento? Gioia? Entusiasmo? Felicità? O diffidenza? Che brutta parola quest'ultima, ma è esattamente quella usata dall'autore dell'articolo. La diffidenza nasce dal fatto che l'autore del complimento fotografico, in effetti, potrebbe non avere le conoscenze necessarie per poter giudicare la fotografia. Tutto vero, certo, ma non mi trovo per nulla d'accordo!

Di generi fotografici ce ne sono tantissimi: il reportage, la street, i paesaggi, lo still life, i ritratti e così via. Si può affermare, con discreta sicurezza, che ogni immagine è differente da un'altra e, teoricamente, potrebbe veicolare un messaggio totalmente opposto anche a parità di soggetto ripreso. Si parla ovviamente della realtà così come viene VISTA dal fotografo e non così come è veramente. Una interpretazione insomma. Su questo principio si basa l'articolo che ho letto: un paesaggio sarà apprezzato per il soggetto ritratto (non per lo scatto in se), un ritratto di bimbo sarà apprezzato per il bimbo, uno still life sarà apprezzato per il realismo, un reportage sarà apprezzato per il messaggio che veicola e così via, senza badare alla foto in se. Troppo semplicistica come spiegazione...

Da un lato concordo che, a livello tecnico, non tutti sono in grado di fare un'analisi puntuale di una fotografia: esposizione, composizione, diaframma, tempi, post produzione ecc, tutte cose importanti, certo, ma veramente quando scattate pensate solo alla parte tecnica legata al genere? Secondo l'articolo, praticamente, una persona deve essere in grado di scindere lo scatto in parte tecnica e messaggio in un istante, valutarlo in base al genere ed esprimere un giudizio critico...solo a quel punto l'autore della foto potrà accettare un eventuale complimento. Non ci siamo proprio! Un simile approccio prevede una conoscenza "sopra la media" per poter solo guardare le foto, ma figuriamoci. La maggior parte di noi, compresi quelli veramente bravi, pubblicano le foto sul web, dove la platea è la più variegata (anche all'interno dei portali specializzati, fidatevi...) e quindi? Un mare di silenzio ci deve circondare? Ma per favore...

Per quanto possa essere d'accordo che una foto di paesaggio non potrà mai avere nel messaggio sociale il suo punto di forza, non significa che basta star davanti ad una bella montagna per portarsi a casa uno scatto che meriti di essere mostrato in giro. Dove voglio arrivare? Tutte le cose dette sopra, possono semplicemente riassumersi così: la fotografia è EMOZIONE. Di quale tipo? Non importa!! E' questo il bello! Uno scatto emoziona perchè ad una persona può ricordare qualcosa di bello accaduto in passato e che noi ignoriamo completamente, ad esempio. Quello che noi vogliamo dire con una foto (ammesso che vogliamo veramente dire qualcosa...) non è detto che venga colto da chi la guarda: siamo tutti diversi, con cervelli ed emozioni diverse. In sostanza è SBAGLIATO essere diffidenti di un complimento fatto da una persona che non ha conoscenze fotografiche, anzi, lo trovo pure poco rispettoso delle emozioni altrui! La fotografia non è solo messaggio e tenica, ma, appunto, emozione: se qualcuno si emoziona per il messaggio, la tecnica, il soggetto o, semplicemente, perchè la foto è esposta bene, non fa alcuna differenza! Erwitt disse: "tutti possiamo avere carta e matita, ma non tutti siamo poeti" e proprio su questa affermazione sacrosanta del Maestro che inviterei tutti quanti a "volare basso". Non tanto come pretese artistiche delle nostre produzioni, quanto nel rispettare anche il complimento di chi, al massimo, scatta con un cellulare in modalità automatica e senza linee dei terzi sullo schermo! Se la fotografia è emozione, non possiamo sapere cosa ha scatenato il complimento ricevuto, ne possiamo avere la pretesa di conoscere perfettamente ogni singola persona che guarda i nostri scatti, soprattutto nell'era social!! Ed allora, perchè diffidare di un complimento? Perchè accettare solo i complimenti dei super esperti che magari colgono solo gli aspetti tecnici? Perchè non rassegnarci che anche lo scatto che noi consideriamo pessimo, potrebbe emozionare qualcuno e generare un complimento sentito? Perchè non considerare che una persona inesperta potrebbe aver visto un particolare che noi nemmeno abbiamo notato e, per assurdo, insegnarci qualcosa involontariamente? L'emozione di un super esperto professionista non è migliore di un amatoriale o di un digiuno. Ognuno al proprio livello, si emoziona e tanto basta a giustificare il titolo del post. 

In un mondo dove tutto è incastrato in regole e standard qualitativi, vedere che qualcuno si emoziona per la foto che ho scattato, senza troppa voglia, dal finestrino dell'auto ferma in tangenziale (ad esempio), non può che farmi felice perchè quello che a me non diceva niente, ha regalato un momento di gioia a qualcun altro. Se poi arriva anche un: "ma che bella fotografia!!" non potrò fare a meno di sentirmi soddisfatto e rispondere, in tutta sincerità: "A me fa cagare, ma se a te piace, sono davvero contento di averla tenuta!".

Buona luce da tangenziale a tutti!

Insegnamenti

Post un po' più filosofico questa volta. 
Sono reduce dalla visita alla mostra di Erwitt dal titolo "I cani sono come gli uomini, ma con meno capelli". 
Finora le foto di Erwitt le avevo viste solamente nei libri: devo dire che, unite alla presentazione ed alla stampa fine art sapientemente organizzata, gli scatti hanno acquisito molto più valore. L'ironia (a volte feroce) che traspare è quella tipica del Maestro, soprattutto se la confrontiamo con gli anni in cui sono state scattate le fotografie. A chi si avvicina a questo mondo posso solo suggerire di non perdere una mostra del genere, perchè è densa di insegnamenti, anche e soprattutto in relazione all'approccio. C'è però una cosa che spesso dico a chi mi chiede informazioni "iniziali": guardare le foto dei grandi Maestri è fondamentale, cercare di replicarle è una bella sfida, deprimersi perchè non ci si riesce è un errore enorme! Ricordatevi sempre che, per quanto siano (o fossero...) talentuosi questi personaggi, sono esplosi in periodi in cui la fotografia non era neanche la lontana parente di quella attuale: poco diffusa, molto elitaria (anche un po' stronzetta se vogliamo...) e che faceva da contorno a notizie e denunce sociali. Le stesse foto di Erwitt si inseriscono ampiamente in una critica ai modi ed ai costumi degli uomini di quel tempo. Se pensiamo, ad esempio, alla foto con i cani che si annusano il sedere in spiaggia: per quei tempi era simbolo di contrapposizione con l'essere bacchettoni, tipico degli umani; ora come ora, una foto del genere non avrebbe più alcun senso "sociale", pur rimanendo divertente da vedere. La domanda che spesso mi sono posto è: "Se molte delle foto ritenute mitiche, fossero state scattate oggi e non ad inizio secolo, avrebbero avuto lo stesso seguito e la stessa divinizzazione (è italiano????) dell'autore?". Sia chiaro: non voglio mettere in dubbio la qualità di chi scattava certe immagini che sono per me una guida fondamentale nel comprendere, ogni giorno di più, quanti limiti espressivi ho ancora nei miei scatti! La mia è solo una riflessione generale. Se si ascoltano i Maestri ancora in vita, si sente parlare solo male della fotografia moderna: non posso certo dargli torto sotto alcuni aspetti, ma sotto altri secondo me è molto migliorata rispetto ad 80 anni fa, non fosse altro perchè adesso tutti possono avere la possibilità di scattare una foto ricordo, senza dover ricorrere per forza a costosi professionisti o a costose tecniche di stampa o salvataggio. Lo stesso Erwitt (noto detrattore di Photoshop ed affini) ha più volte detto: "Tutti possiamo avere carta e matita, ma non tutti siamo dei poeti". Quanta ragione Le do Mestro, ma mi conceda almeno l'opportunità di dire, a mia discolpa, che il tempo a disposizione per scattare le mie fotografie è, si e no, un'ora a settimana. Confrontate con tutta la Sua vita INTERA dedicata alla fotografia, direi che è quasi impossibile per me, anche solo immaginare di ricavare 1/1000 della bellezza di una Sua foto!
Passatemi un po' di ironia: ogni tanto mi piace anche difendere la libertà generale nelle materie espressive, pur concordando che l'ampia diffusione ha generato una montagna di spazzatura fotografica che metà ne basterebbe! Come al solito, gli estremismi non portano a nulla, la verità è sempre nel mezzo: è bellissimo che tutti possano scattare una foto, ma bisogna farlo con criterio e magari investire un po' di quell'ora a settimana, almeno ad imparare a comporre, lasciando stare l'automatismo dello smartphone che ti sistema anche i soggetti messi da culo nell'inquadratura....
Come spesso "predico": l'approccio non è SCATTARE, SCATTARE, SCATTARE, SCATTARE e, se avanza tempo, GUARDARE. L'approccio corretto è OSSERVARE, OSSERVARE, OSSERVARE e poi, CASO MAI, scattare...così ci si gode anche quello che si sta osservando...

Concludo con un altro paio di citazioni del Maestro, che mi hanno fatto riflettere e divertire:
"A volte non si può evitare di fare foto scontate, ma poi bisogna almeno gettale via" (Sante Parole!!!)
"Il colore è descrittivo, il bianco e nero è interpretativo" (questa è bellissima!!)
"A proposito di amici, amanti e cani, penso sia meglio averli piuttosto che restare soli...Almeno credo..." (è lui, il Maestro, non c'è dubbio!!)

Grazie Maestro!
Buona luce a tutti!