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Noise: confronto Nikon D750 e Nikon D3300

Altro post di “confronto” sulla gestione del noise. In questo caso ho testato la Nikon D750 e la Nikon D3300, neo arrivate in “famiglia”. Di premessa sembra un confronto impietoso: dopotutto parliamo di un corpo reflex da 2000 euro confrontato con uno da 300, ma secondo me è utile per avere un elemento in più per capire se effettivamente vale la pena di investire così tanti soldi per fare il “grande balzo” verso il full frame. Le foto di confronto sono state eseguite all’interno, con luce non troppo forte, cercando di avere parti sfocate in ombra così da mettere in evidenza più noise possibile. L'ottica usata è il 50mm f1.8 D, su entrambe le macchine, con la sola differenza che sulla D3300 la messa a fuoco è manuale ed è stata impostata al primo scatto, tramite ingrandimento sul LV, per cui potrebbe esserci qualche millimetro di maf poco precisa, ma ugualmente, anche sulla D750 la messa a fuoco automatica, con questa lente, non sempre è precisissima. In ogni caso si tratta di un confronto sul noise in generale, non una gara di nitidezza, ricordatelo!! Entrambe le macchine avevano attivato il riduttore del rumore agli alti iso in modalità “LOW” ed entrambe erano settate con Picture Style “STANDARD” non modificato. Entrambe hanno scattato in jpg “FINE” per cui potrebbe esserci anche qualche differenza dovuta all’algoritmo di compressione utilizzato, ma anche questo è un test interessante, dato che l’acquirente medio di una D3300 non vuole neanche sentir parlare di raw, mentre per la D750, PURTROPPO, ho visto molti personaggi girare con questo gioiello settato in “verde” per cui non mi stupirei di sapere che scattano in jpg. Lo spazio colore è l’unica differenza di impostazione delle macchine: la D750 lavora in Adobe RGB, mentre la D3300 lavora in sRGB (e si vede palesemente), ma non preoccupatevi, è tutto normale. Apertura della lente settata per entrambe su f2.8 con programma di esposizione a priorità di diaframmi e lettura esposimetrica SPOT. Ho detto tutto? Spero di si ed iniziamo con le foto (i crop sono eseguiti al 100% della visualizzazione e sono salvati tramite PSP x9 in jpg senza ricompressione):

ISO 100
D750
D3300
D750 CROP
D3300 CROP

ISO 400
D750
D3300
D750 CROP
D3300 CROP

ISO 800
D750
D3300
D750 CROP
D3300 CROP

ISO 1600
D750
D3300
D750 CROP
D3300 CROP

ISO 3200
D750
D3300
D750 CROP
D3300 CROP

ISO 6400
D750
D3300
D750 CROP
D3300 CROP
ISO 12800
D750
D3300

D750 CROP
D3300 CROP

Sostanzialmente il rumore è sempre ben controllato da entrambe le macchine. A 400 iso la D3300 già mostra diversi artefatti, ma i dettagli fini sono molto ben preservati e la cosa continua fino a 6400 iso, che non è malaccio per una Aps-C, anzi. Probabilmente il tentativo di sopperire la differenza di gamma dinamica rispetto ad un sensore FF, fa aumentare saturazione e contrasto, evidenziando ulteriormente il rumore, ma ammetto che, avendo visto come lavorava la mia vecchia D7000, sono stati fatti passi da gigante! La D750 non è una sorpresa: lavora bene e mantiene i dettagli fini lungo tutta la gamma iso nativa a disposizione, con una gamma dinamica inconfrontabile. La grana prodotta è gradevole e somiglia moltissimo a quella della pellicola, il che potrebbe anche essere un vantaggio per chi vuole scattare in bianco e nero “vintage” simulando la grana, direttamente allo scatto, tagliando un po’ di post produzione. Non ho provato a passare denoiser vari, perché vista la miriade di prodotti in circolazione, è quasi impossibile coprire ogni casistica e si sa che ogni programma lavora diversamente, per cui a seconda del file che abbiamo per le mani i risultati potrebbero variare di molto, non sarebbe rappresentativo. Ritornando a noi, il confronto con i crop al 100% ovviamente mette in luce ogni limite, ma anche ogni pregio di questi sensori. Alla fine della fiera, mi viene da consigliare, ai possessori di D3300, di modificare i profili attualmente presenti in macchina, riducendo di un pelo il contrasto e la saturazione, così da limitare l’effetto di amplificazione visto qua sopra (eventualmente si può intervenire in post per aumentarli di nuovo). Per chi scatta con D750 invece, il noise non rappresenterà più un problema. Il crop al 100% è un conto, ma se guardate le foto a tutto schermo o meglio, le pensate stampate su carta, beh, direi che di rumore non c’è neanche l’ombra! In conclusione, se devo proprio dirla tutta, per chi sogna il full frame solo per una questione di noise, beh, potete risparmiarvi i soldi e prendere tranquillamente un modello più economico, ma se cercate un sensore con gamma dinamica eccezionale, che regali profondità di campo, sfocati perfetti e che non abbia paura di scattare con poca luce, allora potete iniziare a riempire il maialino salvadanaio.
Buona luce senza noise!

Sport per tutti, ma a che costo?

Post mirato alla fotografia sportiva. Quanti di noi hanno un minimo di passione anche per uno sport? Credo parecchi e quindi sicuramente ci siamo interrogati almeno una volta su come immortalare i nostri beniamini con le nostre macchine fotografiche. Nello specifico, non me ne vogliano i calciofili italiani, il sottoscritto è appassionato di volley e questo di sicuro non aiuta la fotografia, non tanto per la difficoltà tecnica degli scatti in se, quanto per il fatto che vanno fatti, nel 99% dei casi, all'interno di un palazzetto e quindi in condizioni di luce molto scarsa. Il titolo del post richiama proprio questo problema: andare a vedere una partita di volley non è di certo costoso rispetto ad altri sport e quindi, per pochi euro, si possono ammirare giocatori e giocatrici di serie A1 anche da distanze molto ravvicinate. Ultimamente ho partecipato al gran galà del volley femminile che si è svolto a Padova lo scorso 06 gennaio. Qualche foto per iniziare? Ecco:



Questo primo gruppo di foto le definisco "emozionali" nel senso che non riprendono il gioco in se, ma tutte le fasi di contorno: la classica foto di gruppo (anche se di taglio e non direttamente frontale), lo scambio di saluti tra le due squadre e poi un paio di fasi del riscaldamento con un ritratto vero e proprio e un momento del riscaldamento pre gara. Queste foto normalmente sono più semplici da fare perchè, almeno in questa manifestazione, puoi muoverti un po' in giro per il palazzetto senza venire braccato dai vari steward. La mia posizione era a livello campo per cui non c'è quell'effetto "schiacciato" tipico dello scatto dagli spalti. Purtroppo una posizione così è difficile da avere durante le normali partite di campionato a meno di essere fotografi accreditati, per cui suggerisco di iniziare con categorie minori dove magari si riesce ad avere il permesso di scattare in giro per il campo senza problemi. In ogni caso dovrete fare i conti con la luce: questi scatti sono stati presi con la mia D7000 + Tamron SP 70-300 f4-5.6, tutti a priorità di tempo con tempo impostato su 1/250 sec (confidando nello stabilizzatore) e iso automatica. Questo ha comportato una sensiblità negli scatti compresa tra 900 e 3200 iso. Prima di arrivare al punto nodale del post, mettiamo anche qualche foto di gioco:

Stesse impostazioni degli altri scatti, ma difficoltà completamente diverse nello scegliere il punto di maf e soprattutto cercare di tenerlo nitido. La prima foto in alto è più facile da fare rispetto alla seconda (ed infatti è riuscita molto meglio a mio giudizio) e vi spiego il perchè: la messa a fuoco della prima foto è fissata sul nastro alto della rete, per cui la macchina non ha difficoltà a tenere agganciato il "soggetto" anche se, di fatto, l'azione si svolge leggermente distante dal punto di maf (e si vede perchè le atlete non sono nitidissime). In questo caso mi è andata anche bene perchè c'è pure una componente emozionale sia nell'espressione della centrale di muro, sia in quella della giocatrice sullo sfondo che attende l'eventuale schiacciata avversaria. La seconda foto invece, oltre ai su citati problemi di esposizione e di scarsa luce, ha anche il problema della messa a fuoco che deve essere centrata sulla giocatrice destinata a ricevere il pallone. Purtroppo, in questo caso, era un po' coperta da una compagna di gioco per cui il pallone non si vede benissimo, ma è la migliore che mi è venuta in quel giorno. Ovviamente ho utilizzato la maf continua ed il punto centrale che normalmente è il più sensibile di tutti i migliaia di punti a vostra disposizione. La mia raffica, in questo caso, è arrivata un attimo prima di quello che volevo io ovvero il momento preciso in cui il pallone si schiacciava sull'avanbraccio della giocatrice. Pazienza. Ultima cosa: la composizione. Non è per niente facile perchè il gioco è molto veloce e quindi non hai tempo di pensare a linee, terzi e boiate varie, per cui cerchi di cogliere i momenti di gioco e poi ti "diverti" in post produzione a ritagliare per creare almeno una composizione che sia il più pulito possibile. Lo sfondo è un'altro dei problemi classici: viene spesso troppo nitido, come in questi casi, per cui ci sono una marea di distrazioni e le uniche soluzioni possibili sono l'elevata sfocatura (che però dipende dall'ottica e dal sensore che abbiamo) e la posizione di scatto che non sempre è ottimale: sarebbe meglio avere il soggetto sempre e solo isolato dallo sfondo del pubblico, ma non sempre è possibile anche perchè alcuni palazzetti non hanno pubblico sul lato corto del campo, per cui non si possono fare miracoli.
E siamo arrivati alla nota dolente: la post produzione. Il noise è il nemico da combattere in questi casi. 3200 iso sulla mia macchina sono veramente il limite per avere una foto che sia utilizzabile, ma personalmente non andrei mai sopra 1600iso. Quasi tutte le foto di questo post sono passate al denoiser (Neat Image per essere precisi..) e, tenuto conto che le ho sgrezzate con Capture NX2, direi che più di questo non potevo spremere dai raw che avevo in mano. Se non ricordo male, solo il ritratto in primo piano non è stato ripulito dal noise in quanto scattato a 900 iso per cui ancora accettabile. E quindi, tirando le somme? Tirando le somme posso dirvi tranquillamente, che, come per le cerimonie, purtroppo l'attrezzatura conta più che in altre situazioni. Come avevo già detto in occasione del post "matrimoniale": quando cala la luce, non c'è Santo che tenga. Devi avere A) ottiche luminose e B) iso alti puliti. In questo caso, pur con tutte le belle caratteristiche che si ritrova, il mio tele non è proprio l'ottica più adatta per questi luoghi. Inoltre, per quanto possa essere buono e ben gestito, il sensore della mia D7000 non è proprio il top quando gli iso vanno oltre 1600 per cui la mia attrezzatura non è proprio quella "da manuale" per il fotografo sportivo indoor. In ogni caso, le foto che si possono tirar fuori sono quelle che vedete qua sopra, per cui un'idea ve la sarete fatta. Ultima cosa: alla manifestazione ho visto una marea di fotografi Canon (come è ovvio che sia viste le raffiche a disposizione...) e un'altrettanto nutrita schiera di tele "bianchi" sempre Canon (si, quelli che praticamente, se non ce l'hai non sei nessuno!! hehehe non arrabbiatevi utenti Canon, sto scherzando...) che immagino fossero, nel peggiore dei casi, un f4 fisso, ma molti sembravano anche dei 2.8, una serie di monopiedi ed alcuni con doppio corpo macchina con 16-40 o similare, ovviamente minimo f4 fisso. Non entro nello specifico di ogni modello di corpo macchina o ottica che ho visto, ma fate voi i conti di quanto può costare un'attrezzatura di questo tipo. Prima di chiudere voglio sottolineare di nuovo che non sono un rappresentante del partito che dice "più spendi in attrezzatura e meglio vengono le foto", ma semplicemente, mi rendo conto che IN DETERMINATE SITUAZIONI non si può prescindere da un certo tipo di attrezzatura, per aver almeno la possibiltà di portare a casa degli scatti validi dal punto di vista della qualità. Che poi le foto siano o meno delle schifezze, quello dipende sempre da chi sta dietro alla macchina da presa e sarà SEMPRE così, qualunque attrezzatura abbiate! Per cui il suggerimento finale è: fate pratica con quello che avete, nei posti dove riuscite a ritagliarvi degli spazi di movimento. Accontentatevi di quello che esce per il momento, perchè se è quella la vostra strada fotografica, potrete almeno iniziare a fare salvadanaio per i futuri investimenti mirati.
Buona luce indoor!


Noise, gioie e dolori

Sicuramente conoscere il significato fotografico del termine noise, ma riassumiamolo velocemente: si tratta del rumore elettronico che si deposita sulle immagini per via dell'attività elettrica dei fotodiodi presenti sul sensore delle macchine fotografiche digitali. Senza perderci in tecnicismi insulsi, sappiate che si manifesta sotto forma di sfrangiature e perdita di dettagli fini (noise di luminanza) o con la comparsa di puntini colorati in giro per l'inquadratura, soprattutto nelle zone scure (noise di crominanza). Va sottolineato anche che il noise è tanto più visibile quanto più si alza la sensibilità del sensore (la cosiddetta ISO). Quindi bisogna sempre scattare alla iso più bassa? Tendenzialmente si, nel senso di cercare di mantere il livello più basso possibile a seconda delle condizioni di scatto: ovvio che se alle 2 di notte voglio scattare a 1/100sec senza flash, non potrò prescidere dall'utilizzo di una iso elevata. Le fotocamere, specie quelle recenti, propongono livelli di iso elevatissimi (25.600 e più...), ma effettivamente come escono le foto? Senza nulla togliere agli sforzi dei produttori che tentano di migliorare sempre i sensori e gli algoritmi di gestione del rumore, una iso di 25.600 difficilmente produrrà immagini utilizzabili, la usi per provare la composizione negli scatti notturni o per prenderti un appunto digitale su qualche luogo o qualche scena che vorresti riprendere in diverse condizioni di luce. Personalmente ricordo quando già le pellicole a 1600 asa erano viste come l'ultima risorsa per realizzare ritratti da matrimonio dentro la chiesa, ma senza fare troppo il nostalgico, diciamo che attualmente sulle reflex una sensibilità intorno a 3200 iso è ancora utilizzabile senza troppo penare, mentre a 1600 si ha a disposizione uno scatto quasi pulito. Ma la mania del rumore da dove nasce? Facciamo un passo indietro: la pellicola a 1600 asa non è che fosse nitida e perfetta come la 100, aveva la grana tipica di quelle sensibilità, per cui il "noise" c'era anche a quei tempi, solo che solitamente veniva sfruttato per le stampe in bianco e nero ed era pure molto gradevole da vedere. E quindi perchè al tempo della pellicola nessuno si preoccupava di questo aspetto? Semplicissimo: perchè non c'era l'abitudine di andare a guardare la foto con la lente di ingrandimento al 200%. Eh si, siamo tutti digitalizzati ormai e la vita di una fotografia è invertita rispetto a quella di una foto analogica: una volta scattavi, stampavi per forza e le foto che ti piacevano le incorniciavi; oggi scatti, scegli, smanetti una settimana e se per caso la foto ti piace la stampi quindi il massimo riconoscimento che possiamo dare ad una nostra opera è quello di vederla stampata, cosa che invece prima era normale. In questo contesto, una volta che abbiamo la foto sul pc e la guardiamo, la prima cosa che quasi tutti fanno è prendere quella caXXo di icona a forma di lente di ingrandimento ed andare a guardare se il particolare è stranitido e se, al 200% si vede il noise perchè in quel caso la disperazione prende il sopravvento e ci sentiamo dei perfetti falliti supportati da attrezzatura inadeguata. Sognando la full frame professionale da 7.000 euro, cestiniamo la foto e passiamo alla prossima. MALE, molto male! La valutazione del noise non va fatta con la lente di ingrandimento digitale, ma va controllata sulla carta, fisica intendo: stampando la foto!! Solo così ci rendiamo conto del livello di rumore della nostra macchina. Faccio un esempio:
Questo scatto è stato elaborato aumentando il contrasto, il dettaglio delle ombre ecc ecc senza passare alcun filtro denoiser e, soprattutto, è stato scattato a iso 3200 con una Nikon D7000 ed obiettivo 70-300 Tamron SP, quindi niente di super professionale o di costosissimo. Ho stampato questa foto in misura 10x15, 13x18 e A4 senza che ci fosse alcun problema di rumore. Tutto questo non ha lo scopo di farvi girare con la macchina settata a 3200 iso o per farvi disinstallare i vari noise ninja o neat image dal vostro pc, semplicemente voglio darvi qualche suggerimento per fare dei test con le vostre attrezzature e vedere quando il rumore inizia a diventare fastidioso nelle stampe che fate normalmente. E' ovvio che se la foto è destinata al web, una passata di denoiser non può certo fargli male, ma tenete sempre conto che le fotografie sono fatte, in teoria, per essere messe su carta....che, tra l'altro, non soffre dei problemi tipici degli hard disk che si guastano..........e scusate se è poco!
Buona luce............e stampa!

Piano focale, ma non solo

Riprendo una domanda che mi è stata fatta durante uno degli incontri a tema fotografico che ogni tanto organizzo: "Ma se scatto un ritratto ad una mamma con bambino e punto la messa a fuoco sugli occhi dell'infante, perchè la mamma mi viene sfocata?". A mio avviso i motivi possono essere 2:
1) mamma e bambino non sono sullo stesso piano focale. Che significa? Che sono una dietro all'altro. Immaginate di mettere sul vostro tavolo due oggetti, uno davanti ed uno di lato, ma più indietro. Se li guardate dall'alto vedrete che c'è distanza tra i due mentre guardandoli di fronte sembrano allineati. Questo influisce sulla messa a fuoco nel senso che se noi puntiamo la maf all'oggetto più vicino a noi, quello più distante risulterà sfocato o quanto meno più morbido. Se, per ipotesi, mettiamo un altro oggetto sul tavolo e lo allineiamo al primo verso di noi, senza mettere a fuoco, noteremo che sarà nitido...proprio perchè è sullo stesso piano focale della nostra messa a fuoco;
2) il diaframma è troppo aperto. Nel caso di specie, era stato utilizzato un diaframma a f1.8 che ovviamente (oltre a sfocare come un assassino) ha la funzione di limitare la parte nitida anche in "orizzontale". Se ricordate quando si parlava degli effetti del diaframma, dicevamo che più è aperto e meno parte nitida ci sarà nel frame. Ovviamente la sfocatura sarà evidente sia davanti/dietro che destra/sinistra rispetto al punto di maf scelto.

Il problema di questo scatto nasceva dalla scarsità di luce ambiente presente al momento dello scatto. E' ovvio e quasi scontato che con i bambini non è proprio il massimo utilizzare colpi di flash o simili, quindi la luce ambiente sarà sempre scarsa e bisogna accettare dei compromessi. In questo caso è stata già una fortuna disporre di un'apertura di diaframma così generosa (tipica dei 50mm fissi come l'ottica usata), ma in altri casi bisogna ricorrere alla regolazione della sensibilità ISO portandola a valori come 800 o 1600 per permettere magari l'utilizzo di un diaframma meno spalancato. Il prezzo è un po' di noise e dipende ovviamente dal modello di fotocamera utilizzato. Se avete una compatta non troppo recente, non superate 400 iso e magari accendete una lampada da tavolo per avere un'illuminazione supplementare.

Buona luce!

Ispirazione animalesca

Eh si, alla fine ho ceduto di nuovo: gli animali, pur non essendo il mio soggetto preferito, portano con se sempre nuove sfide: come fare delle foto che non sappiano di "già visto". Molto difficile a mio parere, ma ci si può sempre provare. Dopotutto sentirsi dire: "Questa l'ha già fatta XXX" (dove XXX è un fotografo famoso), per me sarebbe già una figata: significa che ci so fare come quel famoso XXX (o che ho avuto una gran botta di culo...). In ogni caso l'importante è sempre PROVARCI ed insistere finchè non si è soddisfatti. Per alcune delle foto di questo giro mi sono stati fatti complimenti che francamente non ritengo di meritare, ma io sono sempre un po' tanto critico con me stesso, quindi va bene così. Come fare ad ottenere buone esposizioni e ricchi dettagli? Eh, se c'è il sole il problema è relativamente facile da risolvere: Iso molto bassa, tempi piuttosto veloci (se i soggetti si muovono), diaframmi medi per ottimizzare la dettagliatura e messa a fuoco continua per seguire i soggetti. Quando però ci sono alberi a fare ombra o, peggio, si scatta attraverso i vetri e/o le gabbie, i problemi si moltiplicano: i diaframmi medi te li scordi a meno di sparare la Iso a valori assolutamente troppo rumorosi (in questo giro sono arrivato a 1600, ma era già troppo vista la quantità di toni scuri dove il noise si vede molto di più), i tempi veloci ancora ancora puoi tenerli, se non altro per ridurre il micromosso da utilizzo di teleobiettivo e la maf ti tocca, in molti casi, sistemarla a mano (capirete bene che seguire un soggetto è praticamente impossibile). Non c'è molta speranza, ma ci si può provare lo stesso. Una reflex di medio livello gestisce bene il rumore fino a 800 iso il che, associato a diaframmi più o meno aperti (il mio tele arriva a f5.6 a 300mm) ti può far tenere anche tempi di 1/400sec che scongiurano il micromosso e ti fanno congelare la bestiola. Alcuni esempi:
 Scattata attraverso un vetro
 Un grazie al modello che è rimasto fermo per 5 minuti...
 Particolare di un pellicano in controluce
 Sviluppo in BN con filtro infrarosso per una scena di alta dolcezza familiare
 Un mito queste bestiole....troppo divertenti!
Interazione tra genitori e figli per i fenicotteri.
Buona luce!

Calcoli e fotografia

Prendo spunto da un dialogo avuto giusto oggi per fare due parole riguardo i tempi di scatto in condizioni di luce particolare (ad esempio di sera, oppure quando usi una piccola torcia per illuminare un soggetto). Alla fine il problema è sempre lo stesso: determinare per quanto tempo, con un certo diaframma, devo tenere aperto l'otturatore per ottenere una corretta esposizione. Lo scopo della nostra foto è quello di ottenere la massima qualità giusto? Quindi, per limitare l'apparire del noise, bisogna mirare a valori iso molto bassi (100, 200). Ma come faccio a sapere che la foto è correttamente esposta? Facciamo un esempio. Supponiamo di voler fotografare un soggetto al buio illuminato da una torcetta elettrica da 1 euro (tipo quella che uso io ogni tanto e che ho sempre con me nello zaino...). Una volta determinato il diaframma (supponiamo f8 perchè voglio il massimo dettaglio dalla mia lente), facciamo un tentativo con un valore iso assurdo (ad esempio 3200). Lavorando a priorità di diaframma e disponendo la mia torcia in modo da illuminare il soggetto come desidero, la macchina calcolerà (ad esempio) 1sec di tempo.Bene, fatto questo devo lasciare la torcia nella stessa posizione e procedere con i calcoli: portando la sensibilità da 3200iso a 100iso sposto il tutto di 5 stop (3200-1600-800-400-200-100) e di conseguenza (a parità di diaframma) dovrò regolare il tempo aumentandolo di 5 stop ovvero 32 secondi (1-2-4-8-16-32sec). In questo modo otterrò la stessa esposizione con molto meno noise. Ovviamente questo vale per le esposizioni dove la luce della torcia viene usata come quella del flash, ma in modo più "morbido". Come ben sapete non amo particolarmente la luce del flash, preferisco rimanere morbido e gestire l'illuminazione "a mano". Per esposizioni più lunghe (ad esempio un notturno) non c'è altro modo che fare alcune prove sul tempo di illuminazione dei soggetti. Se avete un cielo stellato sotto il quale volete far emergere la figura di un albero, dovrete calcolare l'esposizione per il cielo ed illuminare l'albero per un tempo che non bruci completamente i dettagli. Purtroppo sono cose che si acquisiscono con l'esperienza. A titolo di esempio, esponendo per 8-10 minuti un cielo stellato, l'illuminazione di un soggetto in primo piano non dovrebbe superare i 60 secondi. Va quindi "pennellato" il soggetto con movimenti morbidi e che terminano tutti al di fuori del frame inquadrato.
Sarebbe bello vedere qualche prova!
Buona luce!

Isooooooooooooooooooo

Dopo la pausa per il we, si ricomincia e si parla di ISO. Che cos'è la Iso? Una volta, con la vecchia pellicola, veniva definita anche "velocità della pellicola" nel senso che il valore (100, 200, 400...) rappresentava la quantità di luce necessaria per impressionare il fotogramma (e quindi la velocità con cui creava la fotografia). Con l'avvento del digitale le cose non è che siano poi tanto diverse. Il valore Iso rappresenta la quantità di luce necessaria al sensore per ricevere i dati e poter successivamente elaborare l'immagine. Più il valore è alto (1600, 3200 ecc ecc) e meno luce servirà per creare la fotografia. Faccio subito un esempio: vogliamo riprendere un paesaggio ed impostiamo una sensibilità iso = 100, regoliamo il diaframma su f11 e la macchina ci dice che il tempo di scatto corretto è di 1/250sec. Bene, immediatamente dopo impostiamo la sensibilità Iso = 400, regoliamo il diaframma su f11 e la macchina ci dirà che il tempo di scatto corretto sarà di 1/1000sec....come mai? Semplice: avendo quadruplicato la sensibilità iso, al sensore servirà esattamente 1/4 della luce rispetto alla foto precedente e quindi, a parità di diaframma (f11), il tempo di scatto sarà ridotto di quattro volte. Ovviamente i calcoli non sono così immediati, ma l'esempio rende bene il concetto ;-). A questo punto la domanda nasce spontanea: perchè non impostiamo sempre la sensibilità massima in termini di Iso così da assicurarci sempre tempi di scatto veloci ed evitare il mosso o altri problemi simili? Perchè al crescere della Iso, purtroppo, cresce anche il cosiddetto noise. Il noise trae origine dalla grana che caratterizzava le pellicole sensibili, ma, di fatto, non è altro che un disturbo elettronico che si amplifica al crescere della sensibilità dei fotodiodi presenti sul sensore. Questi si disturbano gli uni con gli altri e con un valore Iso molto alto si ottiene una "meravigliosa" composizione a base di noise di luminanza (la sgranatura dei dettagli) e di noise di crominanza (i puntini colorati che si vedono sulle tinte unite)! Il noise si può eliminare per mezzo di appositi filtri, ma ogni elaborazione volta a ridurre il disturbo, porterà un ulteriore degrado della qualità. Quindi a cosa serve l'alta sensibilità Iso? Serve a scattare in condizioni di luce scarsa, quando non si può usare un treppiede o quando non ci sono appoggi per la nostra macchina. Bisogna solo stare attenti ad utilizzare il giusto compromesso tra sensibilità e noise relativo. Normalmente, su macchina abbastanza recenti di fascia "umana", un valore di 1600 Iso produce immagini ancora utilizzabili. Attenzione alle compatte che soffrono molto di più in quanto dotate di sensore più piccolo e quindi di minore distanza tra i fotodiodi!
Buona luce!