Selezione, questa sconosciuta...(feat. Backup)

Complice il periodo 😷 con poche occasioni fotografiche (se non quelle disponibili dietro casa...), apro un argomento che di solito è trattato molto marginalmente, ma che secondo me ha un valore inestimabile, soprattutto nell'era digitale. Parlo ovviamente della SELEZIONE immagini e, come dice il titolo, questa sconosciuta. 😳
Diverso tempo fa avevo dedicato un post a questo argomento, anche se la cosa era trattata più da un punto di vista "zen" che pratico. Ogni giorno, abbiamo la possibilità di riempire le nostre memory card (ed il web...) con ogni cavolata che ci passa davanti: basta immortalarla con il nostro telefono ed il gioco è fatto, anzi, si può addirittura condividere in maniera quasi istantanea. Che potenza! Se pensiamo a qualche anno fa, neanche te lo immaginavi di avere questa possibilità, MA, come sappiamo bene, grandi poteri portano anche grandi responsabilità. In questo caso la nostra responsabilità è quella di non inondare l'universo con spazzatura fotografica. Purtroppo, ogni giorno miliardi di immagini si riversano sul web ed è inevitabile che una buona parte non sia neanche minimamente decente. E' una libertà anche questa e lungi da me negarla a qualcuno, cerchiamo però di fare una riflessione: è possibile crearci un metodo per SELEZIONARE le foto, una volta che le abbiamo scattate? Di approcci ce ne sono centinaia e, secondo me, la scelta dipende molto dal tipo di foto che scattiamo, dal nostro stile e dalle cose che ci piacciono.
Partiamo dall'inizio e facciamo un esempio attuale (in senso ironico...): un viaggio, una vacanza, un'occasione di vedere posti e persone mai visti prima. Sia che tu parta con 15 kg di attrezzatura o con il solo telefonino, sicuramente tornerai a casa con una montagna di foto ed a quel punto sarai di fronte ad un bivio:
  • Me ne frego e le tengo tutte quante, tanto non occupano niente della mia capacissima ed economicissima scheda SD
  • Mi imbarco in questa avventura e comincio a selezionare gli scatti
Nel primo caso, molto probabilmente, dopo i primi giorni e complice il casino più nero, non entrerai nemmeno più nella cartella che rimarrà nella tua scheda SD a gridare vendetta 📣.
Nel secondo caso è molto probabile che vomiterai 🚽 quando rivedrai le foto che hai visto, rivisto, scelto e riscelto, ma alla lunga potresti anche avere voglia di riguardarle perchè sai che saranno poche e, soprattutto, SELEZIONATE.
Proviamo a vedere insieme come si può fare a "sfoltire" un po' il mucchio selvaggio, ma prima è giusto fare una premessa: il fotografo dal "grilletto facile" avrà vita breve! Se scatti ad ogni cosa che si muove (o anche se sta ferma...), non ce la farai mai a gestire la successiva selezione: spesso non ricorderai nemmeno il motivo per cui hai scattato quella determinata fotografia e ti risulterà inutile e senza senso 😕.
PRIMA COSA: quando vai in giro a scattare, FIDATI del tuo stomaco! Il tuo impeto artistico ed il tuo occhio ti diranno cosa c'è di interessante in ogni scena che ti capita davanti, a quel punto scatta quante foto vuoi, ma non farlo solo perchè ci stanno nella memory card! E' già una prima selezione se ci pensi bene! Quando tornerai a casa partirai da una montagna di foto, ma tutte generate dalle tue sensazioni e non dal grilletto 😎!
Supponiamo di essere tornati a casa con la nostra memory card zeppa di foto, per gli amanti dei numeri utilizzo quelli del mio ultimo viaggio in Cambogia: 1.296 fotografie 💩, un incubo 😱! A questo punto apro Capture Nx-D ed inizio a selezionare quelle che mi piacciono utilizzando i classici colori messi a disposizione e presenti in qualsiasi programma di visualizzazione foto; molti selezionano quelle da buttare, ma il risultato alla fine è lo stesso: io sono più ottimista e scelgo quelle che mi piacciono 😁. Dato che i file sono numerati progressivamente, avrò già di fronte tutte le situazioni in ordine cronologico! Per ogni situazione:
  • in caso di foto multiple seleziono le 2 o 3 che mi sembrano migliori
  • in caso di foto singola (magari ho avuto solo un colpo buono...), la seleziono a prescindere
Questa operazione è quella che porta via più tempo per ovvi motivi numerici, ma da 1.296 foto, scendo a circa 700 ed è già un risultato 😏.
Ora comincia il divertimento: sposto tutte le foto non selezionate nella cartella "Scartate" e ricomincio il giro da capo (con i primi sensi di nausea...) 😵.
Il lavoro diventa più raffinato: per ogni situazione deve uscire 1 o massimo 2 foto che ritengo buone e mi spiego con un esempio. Se sto guardando le foto della Capitale è assurdo pensare di ricavarne 1 o 2 soltanto, ma all'interno della Capitale, molto probabilmente, avrò visitato diversi luoghi e situazioni. Per ognuno di questi sottoinsiemi, devono uscire 1 o 2 foto buone. Alla fine, con ogni probabilità, ci saranno almeno 20 foto della Capitale, ma saranno equamente suddivise per le varie situazioni o luoghi interessanti. Le eccezioni sono benvenute: se invece di 1 o 2, ne escono 3 o 4 significa che mi sono superato in quella sessione fotografica, per cui ben venga. A mia esperienza, è molto più probabile che facciate fatica a ricavare 1 o 2 foto piuttosto che gestire l'eccezione 😤, ma posso ovviamente sbagliarmi, anzi, ve lo auguro di cuore!
Partiamo da quota 700 foto, di cui alcune saranno nei sottoinsiemi di prima ed altre saranno addirittura identiche (al primo giro, nel dubbio su due o più foto, le seleziono tutte). In questo ultimo caso, analizzo tecnicamente lo scatto 🔍. Le domande che posso farmi sono, ad esempio:
  • Quale delle due (o tre o quattro...) ha meno rumore digitale?
  • Quale delle due ha la composizione migliore? Anche un particolare può fare la differenza, un disturbo in più, un mezzo piede inquadrato che non doveva esserci ecc
  • Quale delle due è più dritta o ha la profondità di campo migliore?
  • In sostanza: quale delle due mi costerà meno tempo in post produzione?
L'ultima domanda dipende dalla vostra esperienza con lo sviluppo digitale. Per quanto mi riguarda, appena scatto una fotografia ho già in testa cosa dovrò fare in post produzione 💡 o comunque ho una mezza idea del risultato che voglio ottenere, per cui, spesso e volentieri questa ultima domanda è determinante per la scelta di una fotografia rispetto ad un'altra. A volte capita, a chi assiste al lavoro di selezione, di chiedermi perchè ho scelto quello scatto e non un altro che sembra identico: una volta sviluppata e mostrato il risultato, di solito mi viene risposto: "Ahhhhh, ora ho capito, non sarebbe uscita uguale con l'altra...è vero..." 😮. Questo lo puoi fare se hai già in mente il tuo flusso di lavoro di post, altrimenti non ci perdere tempo.
Dopo questo passaggio siamo arrivati dalle 700 iniziali alle 400 che più o meno rappresenteranno l'intero catalogo dedicato al viaggio. Saranno le foto definitive? Assolutamente NO! 😈
Queste sono le foto che ritengo degne di essere lavorate. Sono ancora tantissime, ma considerato il fatto che molto del mio flusso di post produzione è affidato alle mie fedelissime azioni ed automazioni, il tempo di lavoro non è troppo per cui posso ritenermi soddisfatto. Eventualmente posso farmi un altro giro di giostra per limare ancora quelle 10 o 20 foto che mi convincevano meno al giro precedente (con la nausea che inizia a farsi più determinata...) 😨.
Abbiamo già ridotto il numero di foto ad un terzo del totale, non è male. Durante la post produzione può capitare che mi accorga di difetti, errori o comunque di un risultato che non mi soddisfa: a quel punto ho una regola ferrea ovvero "Se non la senti buona, BUTTALA" 😡 ed infatti delle 400 degne di post produzione, nel mio album di Flickr ne sono finite "solo" 113.
Tenete conto che ho usato un esempio un po' soft: la Cambogia è un posto di cui mi sono innamorato e dal quale mi sono portato a casa una montagna di scatti che mi piacciono 😍. Per darvi un termine di paragone, in Marocco, dalle 1.200 foto iniziali, ho ricavato 75 scatti per l'album on line. Mediamente, un viaggio lo calcolo intorno ai 100 scatti. Chiaramente questi dati sono tagliati sui miei viaggi, che durano massimo una decina di giorni: se state via un mese è molto probabile che il tutto vada moltiplicato per 3. Non prendete la cosa come se fosse scolpita nella pietra, non stiamo parlando di statistica, ma di un sistema di SELEZIONE, ricordatelo 🙏!
Come utilizzo i colori di Capture Nx-D? Il ROSSO è la foto selezionata, il VERDE è la foto post prodotta, il GIALLO sono gli scatti che userò per una fusione HDR, il BLU sono foto che userò per uno STICH e così via. Non è ovviamente scontato l'utilizzo di tutti i colori, dipende da che foto ho scattato in viaggio: mediamente almeno un HDR ed uno STICH li scatto sempre! 💪
Ed una volta terminato il tutto come archivio le foto? Qui si potrebbe aprire un dibattito lungo anni 💣 e che abbraccerebbe le più disparate filosofie, ma vi riassumo la mia idea:
  • Ogni inizio anno creo una cartella iniziale con l'anno in corso (nell'esempio, 2019)
  • Creo una sottocartella con il nome del luogo (nell'esempio, "Cambogia" o "Marocco")
  • Creo altre 2 sottocartelle: una per i RAW selezionati ed una per i RAW scartati
  • Una volta selezionate e sviluppate le foto, all'interno della cartella "Cambogia" troverete: due sottocartelle (quelle del punto precedente) e i 113 Jpg alla massima risoluzione sviluppati e pronti all'uso
Tutti i passaggi intermedi (gli eventuali Tiff o i Psd con i livelli ecc) NON ESISTONO PIU': quando post produco una foto, ne ho in mente una versione, al massimo 2 e le tiro fuori nel momento in cui la lavoro, salvando il risultato finale in Jpg, punto! Ci sono persone che vorrebbero uccidermi per questo 💀: non salvare la lavorazione con i livelli ecc significa dover rifare tutto da capo se poi lo sviluppo non ti piace, ma, come ho detto prima, se lo sviluppo non mi piace vuol dire che la foto è destinata alla cartella degli scarti: spietato come una iena 😈, altrimenti mi servirebbero 500 HD per contenere ogni singolo "passaggio" di sviluppo e, soprattutto, 20 mesi di lavoro per post produrre le foto!! Mi fido del mio istinto insomma: se, dopo anni, mi ritrovo a pensare una determinata foto in maniera diversa, beh, la sviluppo da zero nuovamente, nessun problema! In corso d'anno, eseguo diversi backup compressi ed incrementali in giro per vari dischi (utilizzo "EaseUS ToDo Backup free" come tool, ma ce ne sono migliaia e tutti buoni), mentre alla fine dell'anno, la cartella con le foto viene backuppata in 4 copie senza ricorrere a programmi particolari: semplicemente copia e incolla nei vari dischi, niente cose complicate 👌.
Una cosa la aggiungo, sempre per quanto riguarda la selezione: durante il viaggio mi riguardo, ogni sera, le foto scattate (sulla macchina o sul tablet) e può capitare che qualcuna finisca già cancellata in questa fase; è molto raro lo ammetto, ma può capitare: deve essere proprio sbagliata tipo completamente mossa o fuori fuoco, insomma completamente irrecuperabile. Viceversa, anche se magari non mi dice niente, preferisco eliminarla al PC, con calma.
Bene siamo arrivati alla fine di questo post pieno di suggerimenti pratici 👍: ora potete testare le mie idee oppure svilupparne di autonome (la cosa migliore 💡!!). Almeno però sapete quale deve essere il risultato: un album, un video, una slideshow, quello che volete, ma che vi inviti a guardarlo e riguardarlo più volte!! 💖 Vi assicuro che è una soddisfazione personale impagabile, soprattutto nell'era della fuffa digitale!! 😏
Buona luce...selezionata!

HDR - A metà tra finzione e realtà - Puntata 6 di 6

Eccoci arrivati all'ultima puntata di questo piccolo studio sull'HDR. In questa sede ci occuperemo dei DETTAGLI FINI ovvero dello sharpening (o maschera di contrasto), ma non del tipo HiRaLoAm. Di che cosa si tratta e come funziona voglio darlo per scontato, come premesso all'inizio di questa serie di post. Sappiate solo che per lo sharpening ci sarebbe da scrivere un libro, per cui se non avete la minima idea di cosa si tratta, vi consiglio di informarvi o di acquistare uno dei tanti corsi on line sull'argomento (tipo quelli tenuti da Marco Olivotto che è semplicemente un grande in tema di post produzione, non solo per lo sharpening, ma anche per la cosiddetta "Color Correction"): costano poco e ti illuminano sull'argomento! Tornando a noi e riassumendo quanto fatto finora: abbiamo preparato i nostri file, unito il tutto in un HDR orrendo e piatto, regolato luci ed ombre, sistemato il contrasto locale, sparato e staccato un po' i colori ed ora rifiniamo con un po' di dettagli fini. L'unica cosa che posso dirvi prima di partire a bomba è che, SAREBBE MEGLIO, tenere come foto MASTER quella fatta fino a questo punto perchè lo sharpeing va genericamente applicato in base alla destinazione della foto. Se va stampata su carta fine art o va pubblicata sul web, ad esempio, ci sono interventi differenti. In questa sede cercherò di mostrarvi qualcosa di "generico", che solitamente da buoni risultati in quasi tutte le situazioni. Partiamo comunque dal presupposto che un file HDR difficilmente potrà contenere un ritratto fashion proprio per via della natura "multiscatto", per cui la maggior parte saranno foto di paesaggio o di elementi statici. La manovra che vi suggerisco è la seguente:
  • Uniamo tutti i livelli precedenti (CTRL + SHIFT + E)
  • Duplichiamo il livello di sfondo e rinominarlo in "USM 1"
  • Applichiamo il FILTRO / MASCHERA DI CONTRASTO con i seguenti parametri (non prendete paura, fidatevi...):
  • Duplichiamo nuovamente il livello USM 1 e rinominarlo "USM 2". Ci ritroveremo quindi con questa situazione dei livelli:
  • A questo punto modifichiamo il metodo di fusione del livello "USM 2" in SCHIARISCI e quello del livello "USM 1" in SCURISCI
  • Impostiamo quindi l'opacità del livello "USM 2" al 50%. Il risultato è questo qui (non guardate il gruppo: lo creeremo al punto successivo, concentratevi sui due livelli citati!):

  • Selezioniamo i due livelli di USM ed utilizziamo la combinazione di tasti CTRL + G in modo da creare un gruppo di livelli che potete rinominare a piacere o lasciare con il nome di default, non cambia nulla
  • Facciamo click sul gruppo appena creato per selezionarlo e creiamo una maschera di livello che ora andremo a gestire
  • Selezioniamo la maschera di livello facendoci CLICK sopra ed utilizziamo il comando APPLICA IMMAGINE con questi parametri:
  • Ora selezionate il gruppo e cambiate il metodo di fusione in LUMINOSITA'
 
Abbiamo finito. Più o meno questa ricetta è valida per la maggior parte delle situazioni, ma voi valutate il risultato e, se vi sembra eccessivo, lavorate con l'opacità del gruppo di livelli USM.

Siamo così giunti alla fine del nostro percorso di sviluppo. Abbiamo iniziato con un risultato piatto:

e siamo arrivati a questo risultato finale:

Ecco qui invece il risultato con Photomatix ed il preset "NATURAL":
Per quanto possano sembrare simili, mi concentrerei sugli alberi in fondo, quelli tra la panchina e l'albero in primo piano: guardate il volume e la presenza della foto "manuale" rispetto a quella automatica. Altra cosa: lasciamo stare la tonalità dei colori in generale, ma osservate lo stacco cromatico presente nei dettagli della montagna dietro l'albero e guardate quanto sono più impastati nella versione Photomatix. Anche l'alta luce a sinistra: in photomatix è bruciata, mentre nella nostra versione manuale no. Non voglio ovviamente influenzare nessuno, ma queste cose balzano agli occhi immediatamente. La versione Photomatix non è che faccia schifo, ma va ancora lavorata, questo è il punto: che senso ha creare un HDR "senza controllo" per poi rimetterci le mani chissà quante altre volte? Tanto vale lavorarlo direttamente dall'inizio, con il controllo di ogni cosa affidato al nostro senso artistico.

Vi mostro anche un'altra foto HDR, di una situazione differente, creata con Photomatix in 15 secondi, con gli automatismi ed il preset NATURAL:
Anche qui di certo l'impatto non manca, ma, secondo me, oltre ad essere palesemente artificioso, il risultato manca di una forte variazione cromatica, come la versione sopra, ma è ovvio che sia così se non si fanno gli interventi mirati!! Calcolate che, nonostante abbia utilizzato un preset, ho abbassato un paio di regolatori perchè avrei potuto vomitare da quanto sembrava "acido" il risultato....
Ecco invece la stessa foto fatta "maualmente" partendo questa volta dalla fusione in ADATTAMENTO LOCALE totalmente flat, come suggerito in precedenza:
Le foto sembrano simili ma se le analizziamo da vicino si può vedere che l'erba in pirmo piano è molto più presente e lo stacco cromatico permette di vedere tutte le variazioni di colore all'interno del soggetto. Certo, la versione Photomatix è più "calda", mentre quella manuale ha le ombre più neutralizzate. In entrambi i casi ci siamo giocati delle alteluci, ma se mettete il sole in inquadratura, non si può certo pretendere molto di più. Se avessi dovuto neutralizzare anche le alteluci avrei dovuto aggiungere ancora blu, ma si sarebbe persa l'atmosfera ed il calore della dominante tipica del tramonto (ok correggere il colore, ma teniamo sempre a mente l'atmosfera dello scatto!!). La cosa che più mi piace è l'ombra della montagna dove, nella versione manuale, si riesce a scorgere ogni dettaglio, mentre la versione Photomatix mescola tutto con la luce calda. Anche qui, molto probabilmente è questione di gusti per la "tinta" della luce del tramonto, ma un conto è dover scaldare un po' l'atmosfera ed un altro è dover ri-lavorare uno scatto che, in teoria, dovrebbe uscire già pronto all'uso. Questo non significa che sia sbagliato sviluppare gli HDR con dei software dedicati e semi-automatici, ma è ovvio che il risultato è differente e decisamente meno controllabile, nonostante Photomatix abbia davvero tante regolazioni su cui intervenire. Sta a voi valutare se il percorso "lungo" vale la pena di essere seguito o se preferite risparmiare tempo al prezzo di un po' di controllo sul risultato. A mio parere dopo che vi sarete creati una serie di azioni in Photoshop, per gestire i vari passaggi, la velocità di sviluppo sarà più o meno la stessa di Photomatix, ma deciderete voi il cosa ed il come.

Siamo arrivati ai ringraziamenti: prima di tutto ringrazio chi ha letto tutti questi post per la pazienza e la tenacia. Non posso che ringraziare, anche se (per ora...) non li conosco personalmente, sia Marco Diodato per l'illuminante spiegazione degli HDR nel suo corso specifico, sia Marco Olivotto per i corsi e la montagna di consigli che mette a disposizione nel suo blog: davvero un riferimento per chiunque voglia approfondire argomenti tecnici sullo sviluppo fotografico digitale.
Se doveste avere difficoltà nel reperire le risorse che ho citato in questi post, contattatemi pure via email all'indirizzo ivano.74@libero.it : cercherò di aiutarvi, magari fornendovi il set di azioni che utilizzo per questi sviluppi e che ho costruito a seguito di questo studio, compreso il Modern Man From Mars che, ripeto, non è mio, ma del Maestro Margulis. Spero che questo sforzo sia stato gradito e che vi apra la possibilità di applicare questi consigli anche al vostro normale flusso di post produzione per foto non HDR. Sapete bene che non amo troppo parlare di Photohop e Pc, preferisco stare fuori a scattare, ma di questi periodi bisogna accontentarsi e magari approfittarne per studiare un po'. Come recitavo nel post dedicato all'etica della postproduzione: studiate sempre e cercate di mantenere più controllo possibile sulle azioni svolte con i software. La post produzione è una procedura non bypassabile, per quanto si possa pensare il contrario: decidete voi se affidare il tutto ad un firmware oppure al vostro senso artistico.

Grazie ancora a tutti e buona luce HDR!

HDR - A metà tra finzione e realtà - Puntata 5 di 6

Eccoci arrivati alla parte più divertente: i COLORI. Finora ci siamo occupati di preparare i file, unirli, regolare più o meno contrasto, luci ed ombre ed abbiamo dato un po' di plasticità ai soggetti "grossi".
E' ora di trovare un po' di soddisfazione e scatenare la potenza del metodo colore Lab. Do per scontato che sappiate come funziona il metodo Lab, ma ve lo riassumo in 2 parole: 3 canali a disposizione. Luminosità, a e b. Il canale Luminosità contiene quello che dice il nome stesso, mentre gli altri due canali trasportano solo informazioni sul colore, senza contrasti o altro. Precisamente il canale "a" contiene i dati dei colori che variano dal Verde al Magenta, mentre il canale "b" contiene i dati dei colori che variano dal Blu al Giallo. Questo post sarà incentrato su di una azione automatica che farà tutto il lavoro per voi. Come? Si ok, vi farò vedere anche come si può eseguire l'operazione in maniera "manuale", ma l'azione è molto meglio e vi dico subito il perchè: si tratta di un automatismo che non ho creato io, ma è stato pensato, concepito e realizzato dal Maestro assoluto della correzione colore ovvero Dan Margulis. Questo genio (perchè di genio si tratta), oltre ad aver pubblicato una serie di libri diventati la base di ogni ritoccatore Photoshop certificato, ha anche studiato e realizzato una serie di strumenti gratuiti che potete trovare a questo indirizzo: https://www.ledet.commargulis/ppw . A metà pagina c'è la risorsa del pannello per PPW sia per Win che per Mac e comprende, oltre al pannello che vedete nei miei screenshot, anche tutta una serie di azioni tra cui il Modern Man From Mars che è l'argomento di oggi. Attenzione ad addentrarvi nella materia perchè CREA DIPENDENZA, fidatevi di me.... 😁 Quello che vi farò vedere manualmente è una semplice curva un po' esasperata, mentre l'azione del Maestro, compie una serie di ottimizzazioni che investono anche la luminosità, per cui il risultato è molto più preciso e professionale. Vi consiglio ovviamente di utilizzare l'azione rispetto alla versione manuale, ma a scopo didattico è giusto farvi vedere il concetto che sta alla base. Si tratta di scegliere un punto di partenza all'interno dell'immagine, che noi riteniamo importante sulla base dei colori che vediamo. Potete scegliere quello che volete, ma ricordatevi che il risultato sarà differente a seconda del punto di partenza. Iniziamo da dove avevamo lasciato alla puntata precedente.
  • Uniamo tutti i livelli precedenti con CTRL + SHIFT + E
  • Passiamo al metodo colore Lab utilizzando il menù IMMAGINE / METODO / COLORE LAB
  • Creiamo un livello di regolazione CURVE ed attiviamo il selettore:
  • Ora scegliamo un punto qualsiasi della foto che ci risulta interessante per i colori che vogliamo sparare. Io ho scelto la vegetazione dietro all'albero. Usiamo CTRL + SHIFT + CLICK sul punto prescelto ed in questo modo nelle nostre curve si selezionerà un punto che sarà "fissato" su TUTTI i canali previsti dalla regolazione (L, a e b in questo caso, ma il sistema funziona anche in RGB)
  • Ora inizia il divertimento: selezioniamo il canale "a" all'interno della curva ed usiamo i cursori in basso a sinistra o in alto a destra per distorcere la curva in maniera estrema (scegliete il cursore dalla parte più vicina al punto che avete fissato):
  • Facciamo lo stesso anche sul canale "b":
  • Non prendete paura, la foto è al sicuro: chiudete la curva ed impostate l'opacità del livello di regolazione curve al 20%
Il risultato è questo qui:
Diciamo che i colori si sono un po' risvegliati nonostante avessi scelto una zona non molto interessante dal punto di vista cromatico. Questa operazione serve anche e soprattutto per determinare la cosiddetta "variazione cromatica": non è la saturazione, ma lo stacco tra i vari colori che, nella normalità, il nostro occhio percepisce in maniera perfetta, mentre le nostre attrezzature fotografiche tendono a catturare in maniera piuttosto impastata. Ora invece proviamo l'azione del Maestro. Questa azione ha bisogno, prima di eseguirla, di una selezione in una zona della foto (quello che avete fatto prima con il punto singolo, ora lo potete fare con lo strumento LAZO allargando la zona scelta). Scegliete anche qui una zona che abbia un senso dal punto di vista dello stacco cromatico anche se l'azione gestisce in ingresso addirittura l'intera immagine. Provate a selezionare tutto con CTRL + A e fate partire l'azione, vedrete che comunque un risultato arriverà. Attenzione perchè cambiando la zona di partenza i risultati possono essere molto differenti. Ecco la mia scelta:
Come vedete ho scelto una zona che contiene anche del verde (per quanto pochissimo, lo ammetto). Ora avviamo l'azione e, dopo un po' di operazioni, Photoshop vi restituirà un gruppo di livelli con, al suo interno, due regolazioni: una per i colori ed una per la luminosità. Potete scegliere se tenerle entrambe, toglierne una o modificare l'opacità del gruppo o della singola regolazione. Il risultato della scelta è questo:
Vi ho cerchiato due elementi della foto che sono letteralmente ESPLOSI dopo questa azione. Si tratta di due particolari VERDI che inizialmente non avevo notato e che l'azione ha riportato a nuova vita. Questo per farvi capire quanto potente è questa manovra e che effetto può avere sulla vostra fotografia. Bene, che mi dite ora? Sembra ancora la foto piatta e scadente che avevamo all'inizio? E non è ancora finita...Se i colori vi sembrano spenti, possiamo darci dentro con la saturazione, eseguendo una "moltiplicazione" che sfrutta il metodo Lab. Come si esegue? Creiamo un nuovo livello di CURVE e cambiamo il metodo di fusione in MOLTIPLICA. Il risultato è questo qui:
Chiaramente si è moltiplicata anche la luminosità, per cui facciamo doppio click a lato del nome livello ("Curve 2" in questo caso) ed apriamo le opzioni di fusione. A questo punto TOGLIAMO la spunta sul canale "L" e diamo ok:
Ed ecco qui la vostra foto saturata, ma con la stessa luminosità di prima. Potete regolare eventualmente l'opacità se i colori sono troppo saturi:
Come dite? Facile? Certamente! Ci ha pensato il Maestro a darci uno strumento eccezionale che ci aiuta non poco. Sta a noi sfruttarlo usando il cervello. La prossima puntata parliamo di dettagli fini e quindi concluderemo la nostra post produzione HDR.

Per ora buona luce, da Marte!