Ottiche fisse, che passione...

Sembrerà strano detto da uno come me che ama la praticità, ma ammetto che questi primi giorni di "lavoro" con le ottiche fisse mi hanno aperto gli occhi. Mentre prima un po' cercavo di evitarle a favore degli zoom (per non dover portarmi dietro una vagonata di obiettivi), ora come ora mi devo ricredere in quanto effettivamente la qualità generale è superiore e di un bel po'. Sinceramente non credevo che la differenza fosse così evidente, ma ovvio, mi sbagliavo. Pagare il prezzo di un cambio di ottica in corso d'opera è sicuamente accettabile rispetto al risultato finale. E' ovvio che, per chi è abituato ad usare gli zoom, bisogna imparare a comporre di nuovo, muovendo il culo avanti e indietro invece che ruotando un anello come si faceva prima. Vi dirò che è anche un ottimo esercizio per l'occhio del fotografo e pure fisico. La messa a fuoco è anche questa un po' più problematica (almeno per ora visto che le ottiche fisse che mi sono portato a casa non brillano per particolari performance sulla maf) e, soprattutto ad aperture di diaframma estreme, bisogna starci attenti. Insomma, in due parole, bisogna rompersi le balle un po' di più e questo può scoraggiare molte persone che si approcciano per la prima volta alla fotografia reflex. A queste persone io dico: comprate tutti gli zoom che volete ed usateli fino a consumarli che va bene lo stesso. Un giorno vi sveglierete e proverete un'ottica fissa, come ho fatto io, notando la differenza e magari convertendovi a questa filosofia. Non c'è nulla di male, credetemi, ma non rinunciate alla fotografia reflex se è questa la vostra passione!!
Ed ora passiamo alla pratica. Nell'ultimo giro fotografico ho sperimentato anche un tempo lento e devo dire che il 50ino ha risposto alla grande:
Sempre il 50ino mi ha permesso di isolare un particolare di una piscinetta di pioggia su un muretto, anche se ho dovuto croppare la foto in post perchè non potevo avvicinarmi di più al soggetto:
Vi faccio notare la nitidezza del riflesso. Una cosa davvero soprendente!
Per quanto riguarda invece il 90mm ho fatto qualche prova ravvicinata sulla "solita" margherita che però non è ancora quello che voglio io da questo fiore (chissà se mai riuscirò a trovare un taglio che mi piace...):
Anche la mia chitarra ha contribuito alle mie prove risultando particolarmente fotogenica. La foto non è niente di che ma fa capire quanto si riesca a giocare con nitidezza e profondità di campo:
Se notate dal punto di messa a fuoco (la prima corda a destra del puntino argentato), la sfocatura parte quasi subito grazie all'uso di un diaframma di f4.5. Il muro blu di sfondo è a meno di 15cm dalla chitarra e sembra una secchiata spennellata da quanto è sfocato. Inutile dire che le possibilità creative sono quasi infinite. La margherita è stata scattata a mano libera, mentre la chitarra è stata fatta usando un cavalletto che è quasi un must per gli scatti closeup e macro.
Bene, aspetto come sempre, dubbi, consigli, insulti ecc...
Buona luce!

Recensione Nikkor 50 f1.8D e Tamron 90mm f2.8 MACRO

Post un po' più tecnico per gli amanti delle prove e delle cavolate. Eh si, perchè la maggior parte di quello che possiamo dire noi "umani" riguardo ottiche e corpi macchina, non sono altro che le nostre impressioni su questa o quella caratteristica, visto che non abbiamo i mezzi necessari per fare dei test "fisici", ma credo che spesso ci azzecchiamo più noi utilizzatori che le macchine super fighe che vomitano cifre e coefficienti senza sapere neanche di cosa parlano. In ogni caso procediamo con la recensione.
Nikkor 50mm f.18D:
Ci sono mille scuole di pensiero sulle ottiche Nikon di tipo D, G ecc. Per come la vedo io l'utilizzatore medio come il sottoscritto meno spende e più è contento e quindi ho optato per il 50 versione D. Quali sono le differenze? La versione D è un'ottica AF solo sulle fotocamere con il motore interno (come la mia D7000), con le altre fotocamere vi tocca mettere a fuoco manualmente. Diciamo che tralasciando questi particolari, la qualità del 50ino è fuori discussione. L'apertura a 1.8 garantisce una luminosità paurosa e ti fa scattare tranquillamente anche con poca luce senza esasperare gli iso. Il rovescio della medaglia è che con aperture così grandi, la maf è più difficoltosa nel senso che basta un minimo di movimento e ti va fuori fuoco il punto agganciato. Lo sfocato è morbidissimo anche se le lamelle non sono 20.000, ma solo 7 e la nitidezza ottima, anche se il top ce l'hai da 2.8 in su. Se aprite tutto il diaframma non è nitidissimo, ma direi che è più che accettabile. Divertente la possibilità di gestire i diaframmi sia dalla fotocamera che direttamente dall'ottica tramite una ghiera. Qualche esempio?
f1.8 come si nota lo sfocato è mostruosamente evidente anche se la nitidezza al centro dell'inquadratura (dove ho puntato la messa a fuoco) non è spaventosa. Tenete conto che questi scatti sono salvati in jpg direttamente dal file raw, senza elaborazione, quindi si può recuperare qualcosa in post produzione
f13 come si può notare la pdc è molto più elevata ed anche i dettagli al centro dell'inquadratura sono notevoli. I dettagli sono più evidenti da 2.8 in su come detto prima.

Tamron Sp 90mm f2.8 Macro:
al tatto non è propriamente un carro armato, anzi, si ha la sensazione di avere in mano un pezzetto di plastica, ma quando si inizia a fare sul serio la qualità esce alla grandissima. Tenete conto che la maggior parte delle foto che farete in giro non sono vere e proprie macro, ma closeup, quindi sarete sempre ben oltre la distanza minima di messa a fuoco. Con questa ottica praticamente potete andare sopra al soggetto e la cosa più difficile da gestire è proprio la maf. Il motore interno non è fulmineo, anzi, ma in un'ottica macro la cosa non conta visto che per questo genere di foto si usa sempre (o quasi) la maf manuale magari aiutati dall'ingrandimento del live view. Comoda la ghiera di messa a fuoco che tirandola avanti e indietro passa da automatico a manuale ed anche il limitatore di messa a fuoco (se fate un ritratto dubito che andiate a 2 cm dal soggetto...). Dettagli più che abbondanti anche se il top si raggiunge dopo f5/6. Ricordatevi che un'ottica macro (soprattutto intorno ai 90mm) ha una profondità di campo ridottissima ed anche a f relativamente chiuso otterrete uno sfocato davvero ottimo grazie alle 9 lamelle a disposizione. Ed ora qualche esempio:
f8 come si può vedere lo sfocato non è male se si tiene conto che il soggetto era a circa 10cm dal margine dell'obiettivo e che il secondo fiore era a circa 5cm dal primo. I dettagli sono più che abbondanti e la maf precisa se usata in manuale con il live view a supporto. Come per gli esempi precedenti, anche questo è un jpg salvato direttamente dal raw, senza post produzione.
f40 decisamente più chiuso il diaframma e quindi la pdc aumenta in maniera evidente con tutto quello che ne consegue. Nonostante la notevole chiusura, si nota che lo sfocato persiste sulle foglie verdi che erano a circa 10cm dal soggetto. Capirete perchè la relativa perdita di nitidezza a f2.8 è tutto tranne che un problema. Se già a f40 fatico a mettere a fuoco in maniera precisa, figuratevi a 2.8 dove avrò si e no 1mm di pdc.
L'ottica è molto leggera e quindi permette l'utilizzo anche come obiettivo per ritratti a mano libera anche se la messa a fuoco è un po' rumorosa e lenta. 
Siamo tutti abituati bene con le nostre maf ultrasoniche, ma queste due ottiche, pur mantenendo caratteristiche un po' retrò, garantiscono una qualità generale davvero alta. Funzionano entrambi su macchine aps-c e su full frame e quindi rappresentano, secondo me, un ottimo investimento. Se poi teniamo conto che il 50 costa poco più di 100 euro ed il 90 costa poco più di 300 euro (presi su Amazon) beh, si fa presto a capire quanto siano una scelta conveniente per avere ottiche di qualità a poco prezzo.
A breve altre prove e tecniche varie per sfruttare questi due piccoli gioiellini.
Buona Luce.

Arriverà il bel tempo?

E' una domanda che, almeno dalle mie parti, ci stiamo facendo da qualche giorno: temperature che salgono e scendono, cieli che passano da un bell'azzurro ad un velato schifoso in meno di 10 minuti, caldo, freddo, nebbia...e insomma, non se ne può più!! E per noi amanti della fotografia il continuo cambio di condizioni meteo e di luce è, da una parte, un ottimo esercizio per l'esposizione, ma dall'altro è una grandissima rottura di scatole. Non resta altro che arrangiarsi come meglio riusciamo nei momenti di buona luminosità, OPPURE...inventarsi gli scatti con quanto abbiamo in casa. In questi giorni ho assistito allo sbocciare di un vaso di narcisi che avevo comprato l'anno scorso alla Lidl e che puntualmente dopo una fioritura erano diventati tutti secchi e gialli. Non li ho buttati per un puro miracolo e quest'anno mi hanno ricompensato fiorendo di nuovo e permettendomi di pensare ad uno scatto per rendergli la giustizia che meritano. Ovviamente il giorno di massima fioritura la luce faceva semplicemente schifo e quindi ho dovuto attrezzare il mio balcone per puntare tutta la forza dello scatto sui colori. Lo scatto è questo:
Ho voluto puntare sui colori e sulla pdc limitata per dare una sensazione più sognante alla fotografia, rispetto ad un "tutto nitido" che avrebbe, a mio avviso, regalato solo confusione ed un sovrapporsi di soggetto. L'improvvisazione è stata tutto per avere questo risultato: la rosellina in primo piano è stata presa da sotto perchè da sopra faceva schifo, era sbocciata tipo 6 mesi prima e quello era l'unico lato preso decentemente. Il blu dello sfondo invece non è altro che il glorioso tappeto del bagno che era steso a prendere aria. Ho sfruttato la contrapposizione dei colori per ottenere un buon risultato perchè non potevo puntare su altro in quanto la luce era pessima e molto piatta (come si può vedere...). Tutto questo per dirvi di autostimolarvi a cercare sempre la soluzione più adatta o il compromesso che vi permetta di fare una foto buona in qualunque condizione di luce.
Buona luce!