Un po' di primavera

Torniamo finalmente a parlare di fotografia "sul campo" (nel vero senso della parola...) e ci colleghiamo direttamente con la primavera (oramai quasi estate...) che ci aspettava là fuori dopo i mesi di lockdown! Fiori e fiorellini sono i veri protagonisti di questo periodo, insieme ai vari insetti che spopolano in mezzo ai campi e che, negli ultimi tempi, si sono (giustamente) riappropriati dei propri spazi! Dove sono andato a caccia fotografica questa volta? Principalmente in due posti ovvero Pian di Coltura (grazie a Davide per il suggerimento) e Pian de le femene, entrambi in provincia di Belluno. Inoltre mi sono dedicato a diversi giri in bici nei dintorni di casa, tanto per non diventare 15 quintali e, con l'occasione, ho cercato di cogliere qualche soggetto interessante. Inutile dire che i paesaggi montanari hanno vinto a man bassa...
Ma vediamo a noi: cosa serve per fotografare fiori, insetti e campi colorati? In realtà non molto, ma dipende dal taglio che volete dare alle vostre fotografie: se avete intenzione di fare dei veri e propri ritratti ai fiori (o ai fiori con insetto), allora vi suggerisco l'utilizzo di ottiche da ritratto come il Tamron 90mm macro, che ovviamente può aiutarvi anche nel primissimo piano close up del fiore stesso. Anche un 50 mm può aiutare molto, soprattutto se lo usate su aps-c perchè si avvicina molto ai 90mm del Tamron ed essendo fisso, sicuramente offrirà una grande qualità ottica. Se non avete nessuna delle due lenti citate, potete usare anche il classico tele 70-300 che vi permetterà di inseguire le varie api/farfalle senza starci troppo vicino. In quest'ultimo caso, dovrete stare attenti all'apertura del diaframma e mi spiego: di solito con i tele si tende a guardare molto il tempo di scatto per evitare di stare al di sotto della soglia di micromosso (ricordate la regola empirica 1/focale usata?). Quando siete in mezzo al campo ad inseguire farfalle o a cercare lo sfocato perfetto, i teleobiettivi vengono spinti a manetta e quindi anche il tempo di scatto deve essere veloce: la conseguenza è che spesso vi troverete a scattare a tutta apertura del diaframma, con buona pace della qualità di immagine e dei dettagli raccolti (a meno che non abbiate dei tele strafighi, stracostosi e strapesanti). Il mio suggerimento è di evitare come la peste l'automatismo della priorità di tempi e di utilizzare il manuale o, addirittura, la priorità di diaframmi, con controllo iso automatico e tempo di scatto minimo, ad esempio, 1/500 o giù di lì. In questo modo potrete usare un diaframma un po' più chiuso garantendo qualità alla foto, al prezzo di un po' di rumore digitale. Se scattate in pieno giorno, vedrete che il problema sarà davvero limitato, non abbiate paura!
Vi mostro ora un po' di scatti realizzati con le ottiche di cui sopra. Partiamo dal 70-300 (Tamron SP f4/5.6, niente d strafigo, credetemi...):
Lo scatto qua sopra, rispetto agli altri ha la sola differenza della lettura esposimetrica SPOT sul fiore illuminato. Si tratta di un classico sistema per creare la foto di partenza già pronta per l'effetto chiaro/scuro tipico dei boschetti montani. Non ho scoperto nulla di nuovo, ma può essere utile per chi inizia a fotografare: quando vedete lame di luce o punti singoli illuminati, ricordatevi della lettura SPOT, fa miracoli !!!

 Con il 50mm f1.8:
Il top qui è rappresentato dal cielo dietro al campo: stava per venirne giù tanta...il momento migliore per ottenere un contrasto naturale con i colori caldi del grano. Ovvio che, essendo dietro casa, ho dovuto stringere molto l'inquadratura per evitare che entrassero in scena gru, antenne, tetti vari ecc...
Con il 90mm f2.8:
Come per il fiore bianco all'inizio, anche in questa foto ho utilizzato la lettura SPOT sul fiore illuminato più vicino. Questo ha fatto sì che lo sfondo andasse "giù" e che si definisse perfettamente l'ombra sul petalo, la sola cosa che mi interessava riprendere bene! Prima che vi facciate cento domande, in post produzione, in un impeto da color correction, ho neutralizzato un po' troppo le ombre col risultato che i colori sembrano usciti da un cross processing pubblicitario. Solitamente non mi piace cambiare l'aspetto delle fotografie, ma in questo caso ho apprezzato le cromie "strane" che ben si sposavano con il risultato che avevo in testa. Ho quindi salvato questa versione della foto, senza nemmeno tentare di svilupparne un'altra più realistica...cosa altrettanto rara. Ogni tanto mi concedo una licenza poetica con il mouse...

Questo ultimo scatto sembra fatto in studio con luci davanti, dietro, di lato ecc...in realtà ero in mezzo al boschetto con il fiore illuminato da dietro e mi ero scordato la lettura SPOT dallo scatto precedente. Il risultato è che ho mandato il fiore nell'alto dei cieli, sbiancando tutto quello che gli stava attorno. Al momento non ci ho pensato ed ho lasciato stare la foto (tanto per me era già destinata al macero) ed una volta a casa il risultato mi è piaciuto al punto che mi sono tenuto pure il flair sul fiore. Se non altro è un ritratto un po' diverso dal solito. I puristi del genere potranno insultarmi con tutta la mia comprensione, ma a volte tengo delle foto solo perchè si discostano completamente da quello che sto facendo nella sessione, basta che siano un minimo decenti.
Bene, non è che abbia aggiunto molto a quello che probabilmente già sapevate sulle foto ai fiori ecc, ma spero che andiate anche voi nei due posti citati all'inizio, perchè meritano davvero ed in più si sta all'aria aperta e spazio ce n'è per tutti, senza mascherine e con la distanza sociale garantita, sempre con il buon senso anti Covid-19.

Buona luce, senza mascherina!

Selezione, questa sconosciuta...(feat. Backup)

Complice il periodo 😷 con poche occasioni fotografiche (se non quelle disponibili dietro casa...), apro un argomento che di solito è trattato molto marginalmente, ma che secondo me ha un valore inestimabile, soprattutto nell'era digitale. Parlo ovviamente della SELEZIONE immagini e, come dice il titolo, questa sconosciuta. 😳
Diverso tempo fa avevo dedicato un post a questo argomento, anche se la cosa era trattata più da un punto di vista "zen" che pratico. Ogni giorno, abbiamo la possibilità di riempire le nostre memory card (ed il web...) con ogni cavolata che ci passa davanti: basta immortalarla con il nostro telefono ed il gioco è fatto, anzi, si può addirittura condividere in maniera quasi istantanea. Che potenza! Se pensiamo a qualche anno fa, neanche te lo immaginavi di avere questa possibilità, MA, come sappiamo bene, grandi poteri portano anche grandi responsabilità. In questo caso la nostra responsabilità è quella di non inondare l'universo con spazzatura fotografica. Purtroppo, ogni giorno miliardi di immagini si riversano sul web ed è inevitabile che una buona parte non sia neanche minimamente decente. E' una libertà anche questa e lungi da me negarla a qualcuno, cerchiamo però di fare una riflessione: è possibile crearci un metodo per SELEZIONARE le foto, una volta che le abbiamo scattate? Di approcci ce ne sono centinaia e, secondo me, la scelta dipende molto dal tipo di foto che scattiamo, dal nostro stile e dalle cose che ci piacciono.
Partiamo dall'inizio e facciamo un esempio attuale (in senso ironico...): un viaggio, una vacanza, un'occasione di vedere posti e persone mai visti prima. Sia che tu parta con 15 kg di attrezzatura o con il solo telefonino, sicuramente tornerai a casa con una montagna di foto ed a quel punto sarai di fronte ad un bivio:
  • Me ne frego e le tengo tutte quante, tanto non occupano niente della mia capacissima ed economicissima scheda SD
  • Mi imbarco in questa avventura e comincio a selezionare gli scatti
Nel primo caso, molto probabilmente, dopo i primi giorni e complice il casino più nero, non entrerai nemmeno più nella cartella che rimarrà nella tua scheda SD a gridare vendetta 📣.
Nel secondo caso è molto probabile che vomiterai 🚽 quando rivedrai le foto che hai visto, rivisto, scelto e riscelto, ma alla lunga potresti anche avere voglia di riguardarle perchè sai che saranno poche e, soprattutto, SELEZIONATE.
Proviamo a vedere insieme come si può fare a "sfoltire" un po' il mucchio selvaggio, ma prima è giusto fare una premessa: il fotografo dal "grilletto facile" avrà vita breve! Se scatti ad ogni cosa che si muove (o anche se sta ferma...), non ce la farai mai a gestire la successiva selezione: spesso non ricorderai nemmeno il motivo per cui hai scattato quella determinata fotografia e ti risulterà inutile e senza senso 😕.
PRIMA COSA: quando vai in giro a scattare, FIDATI del tuo stomaco! Il tuo impeto artistico ed il tuo occhio ti diranno cosa c'è di interessante in ogni scena che ti capita davanti, a quel punto scatta quante foto vuoi, ma non farlo solo perchè ci stanno nella memory card! E' già una prima selezione se ci pensi bene! Quando tornerai a casa partirai da una montagna di foto, ma tutte generate dalle tue sensazioni e non dal grilletto 😎!
Supponiamo di essere tornati a casa con la nostra memory card zeppa di foto, per gli amanti dei numeri utilizzo quelli del mio ultimo viaggio in Cambogia: 1.296 fotografie 💩, un incubo 😱! A questo punto apro Capture Nx-D ed inizio a selezionare quelle che mi piacciono utilizzando i classici colori messi a disposizione e presenti in qualsiasi programma di visualizzazione foto; molti selezionano quelle da buttare, ma il risultato alla fine è lo stesso: io sono più ottimista e scelgo quelle che mi piacciono 😁. Dato che i file sono numerati progressivamente, avrò già di fronte tutte le situazioni in ordine cronologico! Per ogni situazione:
  • in caso di foto multiple seleziono le 2 o 3 che mi sembrano migliori
  • in caso di foto singola (magari ho avuto solo un colpo buono...), la seleziono a prescindere
Questa operazione è quella che porta via più tempo per ovvi motivi numerici, ma da 1.296 foto, scendo a circa 700 ed è già un risultato 😏.
Ora comincia il divertimento: sposto tutte le foto non selezionate nella cartella "Scartate" e ricomincio il giro da capo (con i primi sensi di nausea...) 😵.
Il lavoro diventa più raffinato: per ogni situazione deve uscire 1 o massimo 2 foto che ritengo buone e mi spiego con un esempio. Se sto guardando le foto della Capitale è assurdo pensare di ricavarne 1 o 2 soltanto, ma all'interno della Capitale, molto probabilmente, avrò visitato diversi luoghi e situazioni. Per ognuno di questi sottoinsiemi, devono uscire 1 o 2 foto buone. Alla fine, con ogni probabilità, ci saranno almeno 20 foto della Capitale, ma saranno equamente suddivise per le varie situazioni o luoghi interessanti. Le eccezioni sono benvenute: se invece di 1 o 2, ne escono 3 o 4 significa che mi sono superato in quella sessione fotografica, per cui ben venga. A mia esperienza, è molto più probabile che facciate fatica a ricavare 1 o 2 foto piuttosto che gestire l'eccezione 😤, ma posso ovviamente sbagliarmi, anzi, ve lo auguro di cuore!
Partiamo da quota 700 foto, di cui alcune saranno nei sottoinsiemi di prima ed altre saranno addirittura identiche (al primo giro, nel dubbio su due o più foto, le seleziono tutte). In questo ultimo caso, analizzo tecnicamente lo scatto 🔍. Le domande che posso farmi sono, ad esempio:
  • Quale delle due (o tre o quattro...) ha meno rumore digitale?
  • Quale delle due ha la composizione migliore? Anche un particolare può fare la differenza, un disturbo in più, un mezzo piede inquadrato che non doveva esserci ecc
  • Quale delle due è più dritta o ha la profondità di campo migliore?
  • In sostanza: quale delle due mi costerà meno tempo in post produzione?
L'ultima domanda dipende dalla vostra esperienza con lo sviluppo digitale. Per quanto mi riguarda, appena scatto una fotografia ho già in testa cosa dovrò fare in post produzione 💡 o comunque ho una mezza idea del risultato che voglio ottenere, per cui, spesso e volentieri questa ultima domanda è determinante per la scelta di una fotografia rispetto ad un'altra. A volte capita, a chi assiste al lavoro di selezione, di chiedermi perchè ho scelto quello scatto e non un altro che sembra identico: una volta sviluppata e mostrato il risultato, di solito mi viene risposto: "Ahhhhh, ora ho capito, non sarebbe uscita uguale con l'altra...è vero..." 😮. Questo lo puoi fare se hai già in mente il tuo flusso di lavoro di post, altrimenti non ci perdere tempo.
Dopo questo passaggio siamo arrivati dalle 700 iniziali alle 400 che più o meno rappresenteranno l'intero catalogo dedicato al viaggio. Saranno le foto definitive? Assolutamente NO! 😈
Queste sono le foto che ritengo degne di essere lavorate. Sono ancora tantissime, ma considerato il fatto che molto del mio flusso di post produzione è affidato alle mie fedelissime azioni ed automazioni, il tempo di lavoro non è troppo per cui posso ritenermi soddisfatto. Eventualmente posso farmi un altro giro di giostra per limare ancora quelle 10 o 20 foto che mi convincevano meno al giro precedente (con la nausea che inizia a farsi più determinata...) 😨.
Abbiamo già ridotto il numero di foto ad un terzo del totale, non è male. Durante la post produzione può capitare che mi accorga di difetti, errori o comunque di un risultato che non mi soddisfa: a quel punto ho una regola ferrea ovvero "Se non la senti buona, BUTTALA" 😡 ed infatti delle 400 degne di post produzione, nel mio album di Flickr ne sono finite "solo" 113.
Tenete conto che ho usato un esempio un po' soft: la Cambogia è un posto di cui mi sono innamorato e dal quale mi sono portato a casa una montagna di scatti che mi piacciono 😍. Per darvi un termine di paragone, in Marocco, dalle 1.200 foto iniziali, ho ricavato 75 scatti per l'album on line. Mediamente, un viaggio lo calcolo intorno ai 100 scatti. Chiaramente questi dati sono tagliati sui miei viaggi, che durano massimo una decina di giorni: se state via un mese è molto probabile che il tutto vada moltiplicato per 3. Non prendete la cosa come se fosse scolpita nella pietra, non stiamo parlando di statistica, ma di un sistema di SELEZIONE, ricordatelo 🙏!
Come utilizzo i colori di Capture Nx-D? Il ROSSO è la foto selezionata, il VERDE è la foto post prodotta, il GIALLO sono gli scatti che userò per una fusione HDR, il BLU sono foto che userò per uno STICH e così via. Non è ovviamente scontato l'utilizzo di tutti i colori, dipende da che foto ho scattato in viaggio: mediamente almeno un HDR ed uno STICH li scatto sempre! 💪
Ed una volta terminato il tutto come archivio le foto? Qui si potrebbe aprire un dibattito lungo anni 💣 e che abbraccerebbe le più disparate filosofie, ma vi riassumo la mia idea:
  • Ogni inizio anno creo una cartella iniziale con l'anno in corso (nell'esempio, 2019)
  • Creo una sottocartella con il nome del luogo (nell'esempio, "Cambogia" o "Marocco")
  • Creo altre 2 sottocartelle: una per i RAW selezionati ed una per i RAW scartati
  • Una volta selezionate e sviluppate le foto, all'interno della cartella "Cambogia" troverete: due sottocartelle (quelle del punto precedente) e i 113 Jpg alla massima risoluzione sviluppati e pronti all'uso
Tutti i passaggi intermedi (gli eventuali Tiff o i Psd con i livelli ecc) NON ESISTONO PIU': quando post produco una foto, ne ho in mente una versione, al massimo 2 e le tiro fuori nel momento in cui la lavoro, salvando il risultato finale in Jpg, punto! Ci sono persone che vorrebbero uccidermi per questo 💀: non salvare la lavorazione con i livelli ecc significa dover rifare tutto da capo se poi lo sviluppo non ti piace, ma, come ho detto prima, se lo sviluppo non mi piace vuol dire che la foto è destinata alla cartella degli scarti: spietato come una iena 😈, altrimenti mi servirebbero 500 HD per contenere ogni singolo "passaggio" di sviluppo e, soprattutto, 20 mesi di lavoro per post produrre le foto!! Mi fido del mio istinto insomma: se, dopo anni, mi ritrovo a pensare una determinata foto in maniera diversa, beh, la sviluppo da zero nuovamente, nessun problema! In corso d'anno, eseguo diversi backup compressi ed incrementali in giro per vari dischi (utilizzo "EaseUS ToDo Backup free" come tool, ma ce ne sono migliaia e tutti buoni), mentre alla fine dell'anno, la cartella con le foto viene backuppata in 4 copie senza ricorrere a programmi particolari: semplicemente copia e incolla nei vari dischi, niente cose complicate 👌.
Una cosa la aggiungo, sempre per quanto riguarda la selezione: durante il viaggio mi riguardo, ogni sera, le foto scattate (sulla macchina o sul tablet) e può capitare che qualcuna finisca già cancellata in questa fase; è molto raro lo ammetto, ma può capitare: deve essere proprio sbagliata tipo completamente mossa o fuori fuoco, insomma completamente irrecuperabile. Viceversa, anche se magari non mi dice niente, preferisco eliminarla al PC, con calma.
Bene siamo arrivati alla fine di questo post pieno di suggerimenti pratici 👍: ora potete testare le mie idee oppure svilupparne di autonome (la cosa migliore 💡!!). Almeno però sapete quale deve essere il risultato: un album, un video, una slideshow, quello che volete, ma che vi inviti a guardarlo e riguardarlo più volte!! 💖 Vi assicuro che è una soddisfazione personale impagabile, soprattutto nell'era della fuffa digitale!! 😏
Buona luce...selezionata!

HDR - A metà tra finzione e realtà - Puntata 6 di 6

Eccoci arrivati all'ultima puntata di questo piccolo studio sull'HDR. In questa sede ci occuperemo dei DETTAGLI FINI ovvero dello sharpening (o maschera di contrasto), ma non del tipo HiRaLoAm. Di che cosa si tratta e come funziona voglio darlo per scontato, come premesso all'inizio di questa serie di post. Sappiate solo che per lo sharpening ci sarebbe da scrivere un libro, per cui se non avete la minima idea di cosa si tratta, vi consiglio di informarvi o di acquistare uno dei tanti corsi on line sull'argomento (tipo quelli tenuti da Marco Olivotto che è semplicemente un grande in tema di post produzione, non solo per lo sharpening, ma anche per la cosiddetta "Color Correction"): costano poco e ti illuminano sull'argomento! Tornando a noi e riassumendo quanto fatto finora: abbiamo preparato i nostri file, unito il tutto in un HDR orrendo e piatto, regolato luci ed ombre, sistemato il contrasto locale, sparato e staccato un po' i colori ed ora rifiniamo con un po' di dettagli fini. L'unica cosa che posso dirvi prima di partire a bomba è che, SAREBBE MEGLIO, tenere come foto MASTER quella fatta fino a questo punto perchè lo sharpeing va genericamente applicato in base alla destinazione della foto. Se va stampata su carta fine art o va pubblicata sul web, ad esempio, ci sono interventi differenti. In questa sede cercherò di mostrarvi qualcosa di "generico", che solitamente da buoni risultati in quasi tutte le situazioni. Partiamo comunque dal presupposto che un file HDR difficilmente potrà contenere un ritratto fashion proprio per via della natura "multiscatto", per cui la maggior parte saranno foto di paesaggio o di elementi statici. La manovra che vi suggerisco è la seguente:
  • Uniamo tutti i livelli precedenti (CTRL + SHIFT + E)
  • Duplichiamo il livello di sfondo e rinominarlo in "USM 1"
  • Applichiamo il FILTRO / MASCHERA DI CONTRASTO con i seguenti parametri (non prendete paura, fidatevi...):
  • Duplichiamo nuovamente il livello USM 1 e rinominarlo "USM 2". Ci ritroveremo quindi con questa situazione dei livelli:
  • A questo punto modifichiamo il metodo di fusione del livello "USM 2" in SCHIARISCI e quello del livello "USM 1" in SCURISCI
  • Impostiamo quindi l'opacità del livello "USM 2" al 50%. Il risultato è questo qui (non guardate il gruppo: lo creeremo al punto successivo, concentratevi sui due livelli citati!):

  • Selezioniamo i due livelli di USM ed utilizziamo la combinazione di tasti CTRL + G in modo da creare un gruppo di livelli che potete rinominare a piacere o lasciare con il nome di default, non cambia nulla
  • Facciamo click sul gruppo appena creato per selezionarlo e creiamo una maschera di livello che ora andremo a gestire
  • Selezioniamo la maschera di livello facendoci CLICK sopra ed utilizziamo il comando APPLICA IMMAGINE con questi parametri:
  • Ora selezionate il gruppo e cambiate il metodo di fusione in LUMINOSITA'
 
Abbiamo finito. Più o meno questa ricetta è valida per la maggior parte delle situazioni, ma voi valutate il risultato e, se vi sembra eccessivo, lavorate con l'opacità del gruppo di livelli USM.

Siamo così giunti alla fine del nostro percorso di sviluppo. Abbiamo iniziato con un risultato piatto:

e siamo arrivati a questo risultato finale:

Ecco qui invece il risultato con Photomatix ed il preset "NATURAL":
Per quanto possano sembrare simili, mi concentrerei sugli alberi in fondo, quelli tra la panchina e l'albero in primo piano: guardate il volume e la presenza della foto "manuale" rispetto a quella automatica. Altra cosa: lasciamo stare la tonalità dei colori in generale, ma osservate lo stacco cromatico presente nei dettagli della montagna dietro l'albero e guardate quanto sono più impastati nella versione Photomatix. Anche l'alta luce a sinistra: in photomatix è bruciata, mentre nella nostra versione manuale no. Non voglio ovviamente influenzare nessuno, ma queste cose balzano agli occhi immediatamente. La versione Photomatix non è che faccia schifo, ma va ancora lavorata, questo è il punto: che senso ha creare un HDR "senza controllo" per poi rimetterci le mani chissà quante altre volte? Tanto vale lavorarlo direttamente dall'inizio, con il controllo di ogni cosa affidato al nostro senso artistico.

Vi mostro anche un'altra foto HDR, di una situazione differente, creata con Photomatix in 15 secondi, con gli automatismi ed il preset NATURAL:
Anche qui di certo l'impatto non manca, ma, secondo me, oltre ad essere palesemente artificioso, il risultato manca di una forte variazione cromatica, come la versione sopra, ma è ovvio che sia così se non si fanno gli interventi mirati!! Calcolate che, nonostante abbia utilizzato un preset, ho abbassato un paio di regolatori perchè avrei potuto vomitare da quanto sembrava "acido" il risultato....
Ecco invece la stessa foto fatta "maualmente" partendo questa volta dalla fusione in ADATTAMENTO LOCALE totalmente flat, come suggerito in precedenza:
Le foto sembrano simili ma se le analizziamo da vicino si può vedere che l'erba in pirmo piano è molto più presente e lo stacco cromatico permette di vedere tutte le variazioni di colore all'interno del soggetto. Certo, la versione Photomatix è più "calda", mentre quella manuale ha le ombre più neutralizzate. In entrambi i casi ci siamo giocati delle alteluci, ma se mettete il sole in inquadratura, non si può certo pretendere molto di più. Se avessi dovuto neutralizzare anche le alteluci avrei dovuto aggiungere ancora blu, ma si sarebbe persa l'atmosfera ed il calore della dominante tipica del tramonto (ok correggere il colore, ma teniamo sempre a mente l'atmosfera dello scatto!!). La cosa che più mi piace è l'ombra della montagna dove, nella versione manuale, si riesce a scorgere ogni dettaglio, mentre la versione Photomatix mescola tutto con la luce calda. Anche qui, molto probabilmente è questione di gusti per la "tinta" della luce del tramonto, ma un conto è dover scaldare un po' l'atmosfera ed un altro è dover ri-lavorare uno scatto che, in teoria, dovrebbe uscire già pronto all'uso. Questo non significa che sia sbagliato sviluppare gli HDR con dei software dedicati e semi-automatici, ma è ovvio che il risultato è differente e decisamente meno controllabile, nonostante Photomatix abbia davvero tante regolazioni su cui intervenire. Sta a voi valutare se il percorso "lungo" vale la pena di essere seguito o se preferite risparmiare tempo al prezzo di un po' di controllo sul risultato. A mio parere dopo che vi sarete creati una serie di azioni in Photoshop, per gestire i vari passaggi, la velocità di sviluppo sarà più o meno la stessa di Photomatix, ma deciderete voi il cosa ed il come.

Siamo arrivati ai ringraziamenti: prima di tutto ringrazio chi ha letto tutti questi post per la pazienza e la tenacia. Non posso che ringraziare, anche se (per ora...) non li conosco personalmente, sia Marco Diodato per l'illuminante spiegazione degli HDR nel suo corso specifico, sia Marco Olivotto per i corsi e la montagna di consigli che mette a disposizione nel suo blog: davvero un riferimento per chiunque voglia approfondire argomenti tecnici sullo sviluppo fotografico digitale.
Se doveste avere difficoltà nel reperire le risorse che ho citato in questi post, contattatemi pure via email all'indirizzo ivano.74@libero.it : cercherò di aiutarvi, magari fornendovi il set di azioni che utilizzo per questi sviluppi e che ho costruito a seguito di questo studio, compreso il Modern Man From Mars che, ripeto, non è mio, ma del Maestro Margulis. Spero che questo sforzo sia stato gradito e che vi apra la possibilità di applicare questi consigli anche al vostro normale flusso di post produzione per foto non HDR. Sapete bene che non amo troppo parlare di Photohop e Pc, preferisco stare fuori a scattare, ma di questi periodi bisogna accontentarsi e magari approfittarne per studiare un po'. Come recitavo nel post dedicato all'etica della postproduzione: studiate sempre e cercate di mantenere più controllo possibile sulle azioni svolte con i software. La post produzione è una procedura non bypassabile, per quanto si possa pensare il contrario: decidete voi se affidare il tutto ad un firmware oppure al vostro senso artistico.

Grazie ancora a tutti e buona luce HDR!