Allaghiamo?

Confessate: a tutti prima o poi è passato per la testa di fotografare le gocce d'acqua che cadono in una bacinella. La settimana scorsa sono stato colto anche io da questo demone e per la prima volta ho tentato questi scatti. I risultati non sono stati poi così fantastici a dirla tutta e le uniche foto "salvate" sono state queste:


Come si può vedere la messa a fuoco è decisamente "critica" ed infatti questo tipo di scatti necessitano di una maf assolutamente perfetta. Ad onor di cronaca il mio era il primo tentativo in assoluto e quindi mi aspettavo anche di peggio, soprattutto perchè ho creato le gocce traminte un contagoccie mosso dalla mia mano. Il set che ho allestito per questi scatti è il seguente (visto dall'alto):
In pratica, dopo aver allestito tutto il casino che si vede qua sopra, ho montato il mio 90mm macro ed ho utilizzato il centro della ciotola (che aveva un pezzo di plastica semi sporgente) per mettere a fuoco in maniera manuale. In questo modo mi sono assicurato che tutto quello che sarebbe atterrato in quel punto sarebbe stato nitido. Il problema è proprio lì: creando la goccia in modo manuale è difficile centrare sempre il bersaglio, soprattutto se contemporaneamente devi agire sul telecomando della macchina per far partire lo scatto. Le impostazioni sono facili: diaframma chiuso (sono arrivato anche a f32), flash esterno comandato wifi direttamente dalla macchina (impostato manualmente..fate un paio di tentativi per l'esposizione corretta, ma in generale a 30cm di distanza va bene a potenza minima) e tempo di scatto il più veloce possibile purchè sincronizzato con il flash (la mia D7000 mi permette 1/320sec, ma la maggior parte delle macchine arriva a 1/250sec), iso 100 o comunque il più basso possibile e scatto tramite telecomando con funzione di blocco dello specchio (così da limitare al massimo le vibrazioni). La scelta di tempo sulla goccia che cade è stata la cosa più semplice da "imparare", nel senso che dopo un paio di tentativi, già riuscivo a coordinarmi abbastanza bene, purtroppo non si può dire lo stesso per la direzione dell'acqua. I prossimi scatti li progetterò con un sistema a "caduta fissa" ovvero studierò un modo per essere sicuro che la goccia cada sempre nello stesso punto ed in quel punto metterò inizialmente un oggetto sporgente così da fissare la messa a fuoco in maniera perfetta, per poi rimuoverlo per lasciare spazio all'acqua. Per la goccia pensavo di usare o un sacchetto per congelare pieno d'acqua e bucato con un ago piccolissimo oppure una bottiglia di plastica con un buchetto. In ogni caso bisogna assicurarsi che il contenitore dove cade l'acqua sia grande a sufficienza per contere tutta l'acqua che cadrà, altrimenti allagate casa e non è proprio il massimo. Se qualcuno ha già esperienza in questo campo è il benvenuto con commenti e suggerimenti che fanno sempre bene!!
Per ora è tutto, buona luce!

Il fascino del Low Key

Della serie "prepariamoci al periodo invernale" ecco qui ancora qualche parola sugli scatti che forse è più facile fare in casa: i low key. Come suggerisce il nome si tratta di fotografie dall'aria un po' cupa, in chiavi basse appunto, dove sono dominanti le ombre con pochi punti illuminati ed dove il messaggio viene veicolato solo con la gestione del contrasto. Molte foto di questo genere sono poi virate in bianco e nero per la grande capacità comunicativa di questo sviluppo e perchè, diciamocelo francamente, in bianco e nero anche le ombre meno scure, diventano tutte belle nere!! Che illuminaizone bisogna utilizzare? Le fonti di luce possono essere le più disparate: una finestra, una lampada da tavolo, una torcia elettrica, un faretto da still life, una candela tea light (si, quelle che compri a pacchi da 100 all'Ikea!!)...ogni cosa che emetta luce va bene per il nostro scopo. La cosa importante è utilizzare 1 sola fonte di luce direzionata in modo deciso verso un punto o una direzione. Non illuminate i soggetti come se doveste contestualizzarli, ricordatevi che si gioca tutto su luci ed ombre. Ecco un esempio:
Questo bocciolo di rosa stava appassendo e l'ho tagliato per buttarlo, ma prima ho voluto "ringraziarlo" per il servizio reso, scattandogli questa foto un po' triste, ma che ben rappresenta l'epilogo di un fiore. La composizione è semplicissima come si può vedere: ho appoggiato il bocciolo al tavolo della cucina, ho piazzato una torcia elettrica (di quelle da 1 euro che si prendono dai cinesi) a sinistra e l'ho puntata da una distanza di 1,5metri (per non avere un fascio di luce troppo forte) direttamente al centro. Ho esposto leggendo la luce in modalità spot su un punto luminoso ed il risultato è stato che tutto il resto della scena è sprofondato nel nero più assoluto. C'è da dire che prima di esporre, ho socchiuso le imposte così da creare ancora più stacco tra la parte illuminata e quella in ombra. Successivamente ho convertito il tutto in bn con un aumento del contrasto e un po' di sharpening per favorire anche il crescere del rumore che nei B/N fa sempre figo. In questo caso ho utilizzato una sensibilità ISO a 1600 per avere già un po' di rumore di partenza così da non doverne aggiungere in maniera digitale e passare meno tempo al pc. Ricordate quando in uno dei primi post si parlava di iso? Il rumore è molto più visibile nelle zone omogenee della foto e se sono in ombra si nota ancora di più: questo può essere usato a nostro vantaggio in una successiva conversione in bianco e nero anche se, ad onor del vero, il noise generato dal sensore è meno raffinato della vecchia grana prodotta dalla pellicola, ma non stiamo a puntualizzare su queste cose ;-).
Tornando alla foto di esempio, con il senno di poi avrei potuto osare anche qualcosa di più in termini di luce dura, avvicinando la torcia al soggetto, ma tutto sommato sono soddisfatto perchè la posizione laterale della fonte di illuminazione ha prodotto ombre diagonali che danno spessore al soggetto. Un esempio (meno fortunato) di low key a colori potrebbe essere questo:
In questo caso ho utilizzato la luce naturale di una finestra e si nota parecchio perchè la luce è molto più diffusa rispetto alla foto in bianco e nero e quindi la realizzazione dell'effetto è stata più complicata. In post produzione, lo ammetto, ho scurito ancora di più la parte a sinistra dei fiori dove era visibile qualche particolare del muro di casa. Questa foto inoltre trasmette molta meno emotività dell'altra (almeno secondo me) e quindi posso dire che è un esperimento fallito per quanto riguarda la tecnica low key. Tutto questo giro di parole per dire semplicemente che nonostante la relativa facilità di preparazione per ottenere effetti low key, non è sempre immediato il messaggio emotivo che si riesce a trasmettere, la difficoltà è proprio in questo! Bisogna usare una composizione pulita e minimale con una gestione della luce appropriata, solo così si trasmetterà emozione!
Provare per credere!
Buona luce!


E se fuori il tempo è brutto...

...ci si dedica alla fotografia in casa! Tra le tante opzioni offerte dalle nostre stanze, di cui la cucina sicuramente è l'incontrastata regina, ci può essere anche quella di riprendere i singoli oggetti in situazioni di "luce controllata" tramite diffusori e faretti. Si, lo so che è un tipo di fotografia che ti mette poco a contatto con la natura e le persone, ma se fuori ci sono 3 gradi e piove a dirotto, forse non è male come alternativa. Ultimamente mi sono fatto tentare da questo prodotto:
Vi dico subito che il costo è di 29 euro. Esatto, solo 29 euro. Inizialmente avevo pensato di costruirmelo da me un tavolo per still life, ma visto il costo ho optato per questa soluzione. Pratcamente si tratta di una valigetta con 3 tasche davanti: una volta aperta le 3 pareti bianche formano il cubo che sarà anche il diffusore della luce prodotta dai faretti in dotazione. Gli sfondi a disposizione sono 4 (nero, blu, rosso e bianco) ed il cavallettino supplementare viene buono per un eventuale altra fonte di luce fissa o per un flash (visto che reggerà 20 grammi di peso al massimo evitate di piazzarci sopra la vostra reflex....). Il kit completo da richiuso occupa praticamente zero spazio; da aperto è comunque molto compatto e permette massima libertà nello spostamento dei faretti e quindi nell'intensità della luce prodotta. Ho avuto occasione di testare il tutto durante questo week end e devo dire che mi sono proprio divertito anche se lo still life non è che mi esalti come tipo di fotografia. La cosa da sottolineare è che il cubo diffusore si può usare anche in luce naturale, produce meno ombre e permette di sfruttare le finestre e gli abbaini (per chi ha la mansarda...) come luce che arriva dall'alto: non è cosa da poco! Questo week end mi sono dedicato alle matite colorate:



Ovviamente ho utilizzato il 90mm macro e mi sono pure divertito con la profondità di campo. Come potete vedere la luce risulta uniforme e le ombre ridotte al minimo sindacale. Ho utilizzato entrambi i faretti posizionati ai due lati del cubo leggermente rivolti verso il fondo dello stesso, in diagonale in pratica. Sicuramente c'è di che divertirsi! La post produzione per queste foto è praticamente inesistente ovvero ho utilizzato Capture Nx2 come programma (che con le Nikon va come un treno!!) e aumentato il contrasto (15 di 100) e lo sharpening (5 di 10) e niente più.
Provare per credere! Buona luce!