Neve e freddo..colorati

Post ibrido questa volta dove tratteremo un argomento assolutamente inedito...sto scherzando ovviamente. Come da titolo, le foto sulla neve, a dicembre, sono probabilmente l'unica alternativa alle ore di ozio sbrandati sul divano. Ma a parte queste digressioni filosofiche, le foto sulla neve nascondono sempre almeno due insidie fotografiche. Facciamo un veloce ripasso:

1) Esposizione: la neve, come tutti i soggetti completamente bianchi, riflette il 36% della luce che riceve, ma le nostre macchine sono tarate sul grigio medio percepito, calcolabile in un 18% di luce riflessa. Che cosa significa questo? Semplicemente che la macchina fotografica riporta qualsiasi cosa gli mettiate davanti ad un 18% medio di luce riflessa. Nel caso di specie, la macchina pensa di avere davanti una serie di soggetti che riflettono il 18% della luce, ricevendone il 36% per via del bianco nevischio, "suppone" che l'immagine sia troppo luminosa (sovraesposta) e quindi riporterà quel valore al 18% regolando gli automatismi o indicandovi nell'esposimetro che la foto è troppo chiara. Il risultato sarà una neve grigia ed una foto sottoesposta. Non so se mi sono spiegato in maniera semplice, al massimo chiedete nei commenti.

2) Bilanciamento del bianco: la presenza di bianco sconfinato, di per se, non sarebbe affatto un problema. Inizia ad essere problematico quando ci sono parti illuminate dal sole e parti che rimangono in ombra. In quel caso, la macchina reagisce colorando di blu la nostra neve. Il risultato sono foto con una bella dominante fredda nelle zone d'ombra.

Come risolviamo queste due insidie? Con la conoscenza prima di tutto: sapere che esistono permette un approccio sicuramente più pensato già al momento dello scatto. 

Nel caso dell'esposizione, sapere che la macchina tenderà a sottoesporre, ci può aiutare perchè potremo agire sulla staratura manuale (il pulsante +/- per capirci) aggiungendo, ad esempio, 2/3 di stop alla nostra foto oppure, se scattate in manuale, regolate le impostazioni finchè l'esposimetro segna 2/3 di stop di sovraesposizione. In questo modo, la neve non sarà più grigia e la foto tornerà ad essere esposta correttamente. Va detto, a tale proposito, che gli esposimetri hanno fatto passi da gigante negli ultimi anni e, pur mantenendo alla base sempre lo stesso metodo di calcolo, restituiscono dei risultati nettamente migliori rispetto alle macchine di qualche tempo fa. Quindi, anche in questo caso, la conoscenza ci può aiutare: questa volta va intesa come conoscenza della propria attrezzatura. Hai una macchina che riesce a gestire questa situazione senza incasinarti troppo la foto? Meglio per te, sai che esiste, ma sai che la macchina la gestisce bene, per cui puoi preoccuparti poco di starare l'esposizione. E' ovvio che per capirlo dovete semplicemente fare un po' di scatti e valutare il risultato dall'istogramma o semplicemente guardando la foto. Ci metterete si e no 2 minuti a capire se la vostra macchina va in difficoltà o meno e saprete come agire senza perdere tempo in tentativi inutili o, peggio, in post produzione.

Per quanto riguarda il bilanciamento del bianco, la cosa si fa più complicata. Come noto, le macchine fotografiche ragionano in maniera molto semplice ovvero: che cosa è più luminoso all'interno dello scatto? Nella maggior parte dei casi, le nostre foto sulla neve saranno fatte di giorno, quindi con massiccia presenza di luce. Le parti in ombra saranno spesso relegate a poche zone del frame. La macchina quindi rileverà il punto di bianco nelle parti più illuminate e setterà di conseguenza il bilanciamento su quella singola parte sotto il sole. Nell'esempio lavorerà al top per le luci settando un punto di bianco perfettamente candido (dopotutto stiamo fotografando la neve con il sole, non è che ci voglia chissà quale genio hi-tech 😆), MA, le parti in ombra saranno, di conseguenza, lasciate a loro stesse, donando quella colorazione tipica azzurra che diventa quasi una firma nelle foto invernali. Come si risolve il problema? Ci sono diversi modi e provo ad elencarli per poi dirvi come faccio io:

  • Regolare il bilanciamento del bianco su "ombra" o su "nuvoloso": può funzionare, ma il rischio è di sputtanarsi letteralmente tutti i colori della foto. Scaldare una piccola parte (quella in ombra) potrebbe portare ad un eccessivo calore nelle parti illuminate rendendo la foto una sorta di pastrocchio giallo;
  • Regolare il bilanciamento del bianco con una greycard o con un trabiccolo come quello di cui ho parlato in QUESTO post: potrebbe risolvere il problema dato che, molto probabilmente medierà un po' i valori rilevati e quindi fornirà di sicuro un bilanciamento del bianco più equilibrato, senza però rimuovere del tutto la dominante che si creerà nelle parti in ombra (questo anche per via di parecchi limiti tecnologici che ancora affliggono i sensori digitali, se li confrontiamo con le nostre capacità visive);
  • Scattare in formato RAW (magari unendo la soluzione greycard precedente) ed agire in post produzione con una bella sessione di color correction per riportare le parti in ombra, quanto meno, più vicine alla neutralità.
La soluzione che adotto io è la terza (quasi scontato, lo so...): cerco di fare del mio meglio allo scatto, con il tempo che ho a disposizione e poi correggo in post produzione. Come si correggono le due insidie in post produzione? Innanzitutto è caldamente consigliato lo scatto in formato RAW: non sto qui ad elencarvi i vantaggi o meno di questo formato (magari se volete faccio una serie di post dedicati, basta chiedere), ma è sufficiente sapere che scattando in RAW avrete a disposizione molte più informazioni rispetto al Jpg e, quando si toccano i colori, può fare davvero la differenza.

Partiamo dalla prima insidia: l'esposizione. In questo caso si agisce semplicemente sul cursore specifico che si trova in tutti i programmi di sviluppo RAW. Occhio sempre all'istogramma: evitate di bruciare le alte luci. Al massimo potete alzare l'esposizione e lavorare con il recupero delle alte luci per compensare, va analizzata la foto per capire fin dove spingersi e dove trovare il giusto compromesso. Questa era facile... 😁

Seconda insidia: mettetevi comodi. Dopo aver tentato di fare del nostro meglio allo scatto, apriamo la foto con Photoshop ed utilizziamo il metodo colore Lab. Che cosa sia e come funziona voglio darlo per scontato: ho fatto tanti post a riguardo, ma se ne volete uno specifico, chiedete pure nei commenti.

Questa foto è palesemente viziata da una dominante fredda sullo sfondo, tipica della neve in ombra. Si presta quindi alla nostra correzione. Per passare dal metodo colore RGB al metodo Lab, dovete utilizzare il menu IMMAGINE / METODO e selezionare COLORE LAB. Fatto questo ho campionato 3 punti in ombra (li vedete sottolineati qua sopra) utilizzando lo strumento contagocce presente tra gli strumenti di sinistra offerti da Photoshop e facendo SHIFT + CLICK sul punto che volevo campionare. Come si può notare i 3 punti hanno una grossa componente "b" negativa che significa forte presenza di blu (il canale b di Lab veicola i dati dei colori che variano dal giallo - quelli positivi -  al blu - quelli negativi). Bene, ora abbiamo i nostri obiettivi da correggere. Iniziamo facendo una selezione delle zone colpite dal problema, così da proteggere il resto dell'immagine. Io ho utilizzato il lazo poligonale, ma va bene qualsiasi strumento, tanto la selezione non deve per forza essere perfetta:

Ecco qui la mia selezione grezza. Per "aggiungere pezzi" ad una selezione precedente e quindi creare le due selezioni distinte come si vede qua sotto, ho utilizzato la funzione "aggiungi selezione" evidenziata:

Con la selezione attiva creiamo un nuovo livello di regolazione di tipo CURVE. Automaticamente Photoshop caricherà una maschera di livello che sarà bianca in corrispondenza della nostra selezione e nera sul resto dell'immagine:

A questo punto "operiamo": selezioniamo il canale b dal menu a tendina delle curve e lavoriamo la curva come vedete qua sotto. Di fatto stiamo aggiungendo valori positivi al canale. Stiamo quindi aggiungendo del giallo e, di conseguenza, riducendo il blu. Come potete vedere anche i valori Lab dei nostri punti campionati si modificano e si riduce drasticamente la dominante fredda:

Bene, ma non benissimo. Il nostro intervento è abbastanza evidente: sembra che qualcuno abbia tirato un secchio di giallo sul nostro sfondo. Non è il massimo. Bisogna quindi lasciar passare il nostro intervento solo dove è necessario ovvero sulle componenti a prevalenza di blu. Per fare questo bisogna raffinare un po' la nostra maschera di livello. Facciamo ALT + CLICK sulla maschera per portarla in primo piano e poi utilizziamo il mitico comando presente nel menu IMMAGINE / APPLICA IMMAGINE:

I parametri da settare sono i seguenti:

- Livello: sfondo

Canale: b + spunta sul box "Inverti"

- Fusione: scurisci

Il perchè di queste scelte è legato alla struttura dei canali di Lab. Se, come dicevamo prima, il canale b veicola le informazioni sul giallo (valori positivi) e sul blu (valori negativi), va da se che all'interno del canale ci saranno informazioni più "chiare" (positive) dove si trova il giallo e più "scure" (negative) dove si trova il blu. Se voglio selezionare solo le parti in blu, dovrò invertire il canale così da rendere "chiare" le parti in blu e viceversa. Il metodo di fusione scurisci serve per lasciare inalterate le parti della mia maschera che sono già nere, lavorando solo sulla parte bianca.

Il risultato è una sorta di maschera medio grigia. Ora bisogna enfatizzare le parti chiare (dove passerà il nostro effetto) e scurire di più le parti già scure per proteggere le porzioni di immagine che non hanno del blu al loro interno. Per fare questo, con la maschera sempre in primo piano, utilizziamo il menu IMMAGINE / REGOLAZIONI / CURVE:

Avvicinando i cursori come vedete nella figura qua sopra, esasperiamo le parti chiare e le parti scure che ora lavoreranno molto meglio nel far passare o meno la nostra correzione colore. Diamo ok alle curve. Ora, per evitare artefatti vari, sfumiamo un po' la nostra maschera facendo DOPPIO CLICK sulla maschera ed impostando la sfumatura intorno ai 5 pixel:

Bene, la parte rognosa è finita. Ora facciamo click da sul nostro sfondo e guardiamo il risultato del nostro lavoro:

La parte di sfondo che era immersa nel villaggio dei puffi è diventata magicamente corretta, ma si vede l'effetto anche dove non dovrebbe. Dopotutto la selezione l'abbiamo fatta un po' alla buona, per cui era anche ovvio che accadesse questo. Come facciamo per sistemare la cosa? Andiamo a mano: utilizziamo un pennello morbido, selezioniamo il colore nero, settiamo il metodo di fusione in "sovrapponi" (per rendere più delicato l'effetto) e l'opacità al 50%:

Ora, mantenedo la maschera selezionata, ma senza renderla in primo piano, facciamo qualche spennellata dove l'effetto era brutto da vedere così da osservare immediatamente il risultato del nostro lavoro fine. Basteranno poche pennellate qua e là per rendere praticamente invisibile il nostro intervento. 

Ora andate a vedere la foto iniziale e sorridete: avete corretto il colore in maniera selettiva e senza dover impazzire troppo per mascherarlo. Se notate i valori Lab dei punti campionati, hanno ancora dei numeri negativi, ma è corretto che sia così: in natura esiste la dominante blu con la neve in ombra. I nostri occhi la compensano, ma non del tutto, per cui rendiamo le foto più credibili lasciano una piccola parte di blu così da non disorientare l'osservatore facendogli sospettare un intervento di correzione.

Questo è uno dei tanti metodi per correggere il colore di una fotografia, ma credo che per la neve in ombra sia probabilmente il migliore ed il più veloce in assoluto. Genericamente se avete dominanti uniformi che rientrano nei colori dei canali Lab (verde e magenta per il canale "a", giallo e blu per il canale "b"), credo che il metodo colore Lab sia praticamente imbattibile per correggerli, se non altro per le maschere perfette che si riescono a creare.

Spero di avervi aiutato a correggere le vostre opere invernali ed avervi incuriosito sull'argomento. Se avete dubbi o altro, usate i commenti. 

Per ora buona luce senza dominante blu!

Fotografia e viaggi: Fuerteventura (post fotografico)

Ecco qui finalmente pronto il post fotografico dedicato al nostro viaggio a Fuerteventura. C'è voluto un po', ma ho finito di post produrre gli scatti. Partiamo come sempre dall'attrezzatura:
- Nikon D750
- Nikkor 24-120 f4 G
- Tamron 70-300 f4-5/6 SP
- Polarizzatore Hoya Pro per il 24-120
- Cavalletto (usato ben una volta!!)

Come mai non sono partito con il Grandangolo, il 50mm ecc? Semplicemente perchè temevo il vento e la polvere durante i cambi di ottica, per cui ho cercato una soluzione che mi consentisse di togliere il meno possibile l'obiettivo dalla mia macchina. Ricordate il post sul Marocco? Un solo cambio di ottica e mi sono fumato il sensore (strisciato in 2 punti e 410 euro andati). Ecco il motivo! 😁
Ecco qui una selezione più o meno spietata dell'album che potete trovare nel mio profilo Flickr cliccando QUI:



















Come potete notare non ci sono scatti infinitamente difficili da realizzare. Si tratta di stare attenti al vento quando volete cambiare ottica (sconsigliato caldamente, vedi sopra!!) e di trovare un punto di ripresa che non sia troppo affollato. Ad onore del vero abbiamo avuto fortuna: complice la lenta ripresa del turismo all'estero, non c'era molta gente in giro. In più nei mesi di settembre ed ottobre il vento cala drasticamente, permettendo di godere molto di più delle bellezze di Fuerteventura. 
Dal punto di vista prettamente fotografico posso consigliarvi di non limitarvi a guardare intorno a voi il paesaggio lunare, marino, sabbioso ecc...addentratevi nei paesetti che si trovano vicino ai punti più turistici. Spesso si incontrano persone sorridenti e si trovano scorci che trasudano quotidianità e tranquillità da riprendere senza troppa fatica. Nonostante la mia predisposizione per la naturalistica, portarsi a casa anche qualche bella "foto di viaggio" non è male. E' un genere che viene confuso troppo facilmente con la "foto ricordo". La difficoltà è nel far "sentire" il posto a chi guarda la vostra foto e di farlo entrare nelle vostre sensazioni al momento dello scatto. Ad esempio la foto con la moka del caffè e la muta appesa ad asciugare mi è balzata davanti praticamente da sola e quando l'ho scattata mi sono sentito come se avessi appena finito di pescare con davanti a me una sana pausa caffè, fatto ancora come una volta, in maniera lenta e senza troppa tecnologia. Altro esempio, ma con sensazione totalmente diversa: la foto dell'onda grande con la scogliera. Dopo qualche altro tentativo per capire se le impostazioni erano corrette, ho inquadrato ed atteso.....l'onda? No, il rumore che mi ricordava l'onda in arrivo. Ho scattato nel momento in cui ho sentito il suono che volevo io ed ora, ogni volta che guardo quella foto, ricordo il rumore perfettamente. Magari altre persone, a cui mostrerete i vostri scatti "sensoriali", non condivideranno la vostra stessa opinione ed emozione, ma anche se avranno significato solo per voi, a mio parere meritano di essere scattate lo stesso, ricorderete sempre la sensazione e non è così poco, in questa era del tutto, subito e (troppo) veloce di cui non resta quasi mai niente dietro alle spalle!! 
In alcuni scatti è stato utilizzato il polarizzatore anche se non è che abbia fatto chissà quale differenza: giusto un po' per rivelare il fondo nelle foto con riflessi. Il 24-120 si è dimostrato abbastanza all'altezza delle situazioni, anche se, a mio parere, regala sempre troppa distorsione. Purtroppo non è che in commercio ci siano cose simili con difetti molto più contenuti di questi, quindi accontentiamoci e non lamentiamoci troppo!
Attenzione a quando andate in giro nelle ore peggiori: il sole vi cuoce il cervello senza che ve ne accorgiate. Io mi sono prodotto una Sahariana fatta in casa con una pashmina che avevo nello zaino, mai scelta fu così azzeccata!!
Posti fotogenici per eccellenza: Corralejo e le sue dune sabbiose, Ajuy e le sue scogliere, El Cotillo e le sue piscine naturali, il faro del Toston con l'acqua che cambia colore con l'alta marea, la playa de Sotavento con il suo riflesso spettacolare (sempre con alta marea) e i Barracos de la Penitas con i suoi canyon (sembra di essere in America). Sono ovviamente solo alcuni dei posti che potete visitare a Fuerteventura. Armatevi quindi di scarpe da ginnastica robuste (o da trekking) e buone passeggiate a caccia dello scatto memorabile, immersi nei colori di Fuerteventura!

Per domande, suggerimenti, insulti ecc, usate come sempre i commenti.

Buona luce sotavento!